La forma dell’acqua




(Recensione di Valeria Martellotti)


Autore: Guillermo del Toro, Daniel Kraus

Editore: TRE60

Traduttore: Flavio Iannelli, Silvia Minucelli

Genere: Narrativa

Pagine: 432 p.

Anno pubblicazione:2018

 

 

Baltimora, 1962.Al Centro di Ricerche Aerospaziale di Occam è appena stata consegnata una “risorsa”, catturata dai militari nelle foreste dell’ Amazzonia. Si tratta di un uomo anfibio, gli Indios lo chiamano Deus Branquia e lo venerano come un Dio. Ultimo esemplare della sua specie, è una creatura che ha sviluppato incredibili capacità di adattamento e che, se studiata dagli scienziati dell’Occam, potrebbe porre gli americani in una situazione di vantaggio nella risoluzione della Guerra Fredda. La sua presenza al Centro è coperta da segreto governativo. Le misure di sicurezza, già di altissima qualità, sono state portate a livelli mai visti. All’insaputa di tutti, Elisa Esposito, giovane addetta alle pulizie del Centro, entra in contatto con la creatura. Tra i due si crea un legame fortissimo, fatto di sguardi e gesti, Elisa, è affetta da mutismo, un legame incomprensibile al mondo, che vede in lei una donna insignificante e nella creatura soltanto un mostro da studiare. In breve tempo i due diventano indispensabili l’una per l’altro, e si innamorano. Ma all’interno del Centro Aerospaziale si nascondono pericoli di diversa natura per l’uomo anfibio. Oltre a scienziati che bramano di studiare le sue caratteristiche c’è anche chi vorrebbe stringere i tempi e vivisezionarlo. Elisa sa che Il destino della “risorsa” è segnato, perché, secondo la strategia della terra bruciata:

 

se non possiamo averlo noi, allora non lo avrà nessun altro”.

“All’amore in tutte le sue molteplici forme e manifestazioni”

Che forma ha l’amore?

È la prima volta che mi capita di leggere un libro dopo aver visto il film che ne è stato tratto. Lo ammetto, ero molto scettica sulla possibilità di mantenere alto l’interesse durante la lettura conoscendo già la trama, i personaggi e il finale.
Ho dovuto ricredermi.

Il libro completa e amplia molti aspetti che nel film sono solo accennati.
Facendo luce sulle esperienze pregresse dei protagonisti ci permette di dare un senso alle azioni e alle reazioni del momento attuale.

Nel romanzo scopriamo che Strickland non è nato malvagio, che Elisa ha subito continue vessazioni durante l’infanzia trascorsa all’orfanotrofio, che Giles è caduto nella trappola organizzata ad hoc per licenziarlo, che Lainie Strickland si sente confinata negli schemi sociali degli anni ’60, e così via.

Tutti i personaggi hanno un vissuto che li ha portati a essere quello che sono, tutti hanno una caratteristica comune: possiedono qualcosa che li rende “diversi”, quindi fanno parte di una minoranza.
Elisa è muta, Giles è omosessuale, Zelda è una donna di colore, il Deus Brânquia è un’anomalia.
Tutti loro rincorrono un obiettivo: riscattarsi.

La penna degli autori dà voce alla categoria degli “invisibili”, attribuendo loro una incredibile forza vitale che è il vero cuore del romanzo. I personaggi sono vivi, bramano la loro libertà, sfidano le restrizioni sociali e i limiti fisici.
Nonostante la grigia realtà che li circonda e il futuro incerto e nebuloso, cadono e si rialzano fino a raggiungere la libertà.

Del Toro e Kraus hanno scritto un romanzo pieno di magia, bellezza e messaggi positivi: l’acqua non ha forma, siamo noi a dargliela, sono proprio le nostre imperfezioni a renderci unici e l’amore, in tutte le sue molteplici forme e manifestazioni, è il motore che muove il mondo.

 

 

Guillermo del Toro Gómez


(Guadalajara, 9 ottobre 1964) è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e scrittore messicano. Nella sua carriera di regista ha alternato opere incentrate su temi dark fantasy, per le quali è stato candidato per due premi Oscar come miglior film straniero e migliore sceneggiatura originale, a classici film d’azione americani. Del Toro ha ricevuto molti altri riconoscimenti per i suoi lavori da regista, vincendo nella suddetta categoria ai Golden Globe, ai BAFTA e ai Directors Guild of America Awards. In aggiunta alla sua attività da regista, è un prolifico produttore cinematografico. I lavori di del Toro sono caratterizzati da un forte legame con le fiabe e l’orrore, con la volontà di infondere le sue opere di una bellezza estetica o poetica. L’approccio fotografico di ogni suo film, agevolato dalla frequente collaborazione con il direttore della fotografia Guillermo Navarro, si fonda sempre su molti tagli di luce di un colore dominante, nel film “La forma dell’Acqua” è il verde.

Daniel Kraus


Premiato scrittore e regista statunitense, ha vinto due Odissey Awards con Rotters e Scowler, ed è entrato nella top 10 dei «Libri dell’anno» di Entertainment Weekly, con The Death and Life of Zebulon Finch. I suoi romanzi sono stati selezionati dal Librarty Guild, e hanno ottentuto la nomination, tra gli altri, ai Bram Stoker Awards. Con Guillermo del Toro ha scritto la saga Trollhunters e il romanzo La forma dell’acqua.

 

IL FILM

 

La forma dell’acqua – The Shape of Water, film del 2017 diretto da Guillermo del Toro ha vinto il Leone d’oro al miglior film alla 74ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e si è aggiudicato quattro Premi Oscar, su tredici candidature ricevute, vincendo il premio per il miglior film, il miglior regista, la migliore scenografia e la migliore colonna sonora.