La furia del drago




Recensione di Elvio Mac


 Autore: Lorenzo Visconti

Editore: La Corte Editore

Genere: Gialli e Thriller

Pagine: 270

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

Sinossi. Lara Serrano è scomparsa senza lasciare traccia e Il Drago, dopo averla cercata a lungo e invano si è rifugiato in una baita sperduta nei boschi del Trentino. Lì si è dedicato all’unica attività che ancora lo fa sentire vivo: dare la caccia ai bracconieri che con violenza se la prendono con le loro prede tanto ignare quanto indifese. Dopo due anni di completo isolamento, però, riceve un messaggio: la sorella di Lara gli fa capire che c’è una nuova pista su cui lavorare. Il Drago torna così nella sua Milano, e ritrova la stessa vecchia signora borghese con tutte le sue contraddizioni e le sue manie: immobile e frenetica, sonnolenta e veloce, lenta e iperattiva. Per il Drago, certo non mancano i cattivi ricordi, ma anche i vecchi buoni amici: Jamel, il francese mago del computer, e l’ex maresciallo dei Carabinieri Barillà. Insieme a loro, e all’eccentrico Alan G. Ronketts, uno scrittore di noir dalla personalità goliardica, con il sigaro sempre in bocca e con una smodata passione per la boxe e per le donne, indagherà su diversi cold case, di cui la polizia non si occupa più: in particolare sulla morte di un giovane ragazzo archiviata come incidente, su cui stava indagando la stessa Lara. Riuscirà il Drago a placare la sua furia? Il Drago è tornato in città.

 

Recensione

Il personaggio creato in questa serie è definito in ogni sua sfaccettatura. Nonostante ciò, le sorprese non mancano grazie al mix che scaturisce dalle personalità eterogenee dei soci dell’agenzia Dragon. Rodrigo Barillà, è dotato di intuito ed esperienza investigativa, Jamel Blanchard è un abile pirata informatico con una mente acuta e una laurea in astrofisica appesa nel cesso di casa, infine Lorenzo Visconti, il Drago, ex poliziotto è la testa d’ariete.

Da sottolineare che la carriera dell’ispettore Lorenzo Visconti finì con un soggiorno in carcere. Fu incastrato quando stava per scoprire collusioni tra rappresentanti della legge, politici e mafiosi. Quando i poteri sono così forti, chiunque si mette in mezzo è spacciato, ogni piccola mancanza professionale diventa un capro espiatorio gigantesco a favore di chi vuole metterti a tacere. Ma proprio perché gli hanno tolto il distintivo e la credibilità, il Drago non ha più nulla da perdere.

Per chi non lo conoscesse, è un violento sempre ben oltre la soglia della legalità, il suo comportamento è dettato dalla sete di giustizia e dall’estrema volontà di proteggere chi è stato ingannato o tradito. È posseduto da un’ira funesta che scarica solo in un modo, attraverso pugni e risse. Per il Drago è venuto il momento di uscire dal suo torpore, di canalizzare la furia che gli scorre dentro dal giorno della scomparsa di Lara in una sorta di lunga vendetta postuma.

Per coerenza con il carattere del protagonista, i dialoghi sono crudi, spesso comici. Il suo comportamento raramente è conforme alla situazione nella quale si trova, tanto che mi sono chiesto se questo impatto sempre duro e violento, questa incapacità di mantenere la calma anche nelle situazioni più comuni, non fosse un’esagerazione, ma l’autore dice di aver calcato la mano volutamente con tanti stereotipi.

Il Drago è così, senza empatia, si lascia comandare da quel senso di giustizia privata che deve portare a compimento a qualsiasi costo, e solo allora riesce ad acquietarsi. Fa quelle cose che a volte vorremmo fare tutti ma non possiamo, per questo il Drago difficilmente potrebbe esisterenella realtà.

Avere a che fare con lui non è semplice, mentre è facile detestarlo visceralmente per poi perdonargli tutto. Un attimo prima ti salva la vita e un secondo dopo ti offende a morte con le parole, sempre che riesca a tenere le mani in tasca, dove tiene il suo tirapugni dottone o all’occorrenza la vecchia cintura di pelle di drago (che poi è coccodrillo).

Il trio di investigatori Rodrigo Jamel e Drago, sono molto motivati dalle indagini che conducono, perché se gli organi competenti le hanno abbandonate, loro sentono di rappresentare un’ultima possibilità per molte persone, quei parenti di vittime che non hanno avuto risposte dalla giustizia.

Il personaggio è molto controverso, fa la vita da salutista, fa sport, è vegetariano e animalistaconvinto, però ha sempre in mano un bicchiere di Fernet e mena qualsiasi cosa che non sia una bestia.

Il libro contiene un grande omaggio ad Andrea G. Pinketts, grazie alla creazione del personaggio letterario Alan G. Ronketts, simile se non del tutto uguale allo scrittore scomparso non solo nel nome, il sigaro, la boxe, le donne, l’alcol e la città di Milano. Alan interagisce magnificamente con le altre figure della storia e la sua forte presenza le rende delle comparse.

Il libro è a due voci, si alternano Jamel e il Drago, che narrano in prima persona le vicende che si trovano a dover affrontare. Questo non esclude che in ogni capitolo i protagonisti siano altri. Jamelche viene sempre scambiato per marocchino ma è francese, racconta con razionalità e spiega i fatti,mentre il Drago descrive l’azione (la sua).

Le indagini in carico all’agenzia Dragon sono diverse, quasi ci si dimentica del vero motivo del ritorno del Drago, la ricerca di Lara Serrano che è a tutti gli effetti il fuoco che alimenta la sua rabbia. Lara era una delle poche persone che ancora gli credevano, era la sua ex collega in polizia, con la quale aveva una relazione a dir poco passionale.

Tra le tante versioni raccontate sul soprannome Drago, quella vera è contenuta nella canzone di Gaber. La ballata del Cerutti, per chi è curioso, i dettagli sono nel racconto. Tutti i libri di questa serie sono ambientati nel passato recente, cinque o sei anni fa e contengono una serie di elementi legati alla cronaca.

L’autore ha annunciato che presto verrà pubblicata una nuova serie crime di Amazon Publishing e si chiamerà Dragon. I romanzi saranno disponibili e ordinabili solo su Amazon sia in formato epub che cartaceo.

Roversi dice:

Per me è stato un po’ come scrivere una serie TV per Netflix: un prodotto che si vende (e si legge su Kindle) solo online in cui poter osare cose diverse.

A cura di Elvio Mac

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Paolo Roversi (Lorenzo Visconti)


è nato il 29 marzo 1975 a Suzzara (Mantova). Lorenzo Visconti è lo pseudonimo scelto dallo scrittore Paolo Roversi per la serie di romanzi hard-boiled Dragon che comprende: La legge del Drago (2017), Le piume del Drago (2017), Il morso del Drago (2018), Il karma del Drago (2018). La furia del Drago è il primo volume della nuova serie che saràpubblicata da La Corte. Paolo Roversi è scrittore, giornalista e sceneggiatore. Vive a Milano. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive. I suoi romanzi sonotradotti in otto lingue e dai suoi libri sono stati tratti spettacoli teatrali e cortometraggi. Con La mano sinistra del diavolo (Marsilio) ha vinto il Premio Camaiore di letteratura gialla 2007. Con Solo il tempo di morire (Marsilio) ha vinto il Premio Selezione Bancarella 2015 e il Premio Garfagnana in Giallo 2015. È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera. La pagina ufficiale della serie: drago.paoloroversi.me La pagina di Lorenzo Visconti su Facebook: lorenzoviscontiofficial

 

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