La grande casa bianca




La Grande Casa Bianca

Altraga

Recensione di Costantino Giordano


Autore: Maurizio Gramolini

Editore: Cavinato

Genere: Thriller

Pagine: 204

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

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Sinossi. Una grande casa sulla sommità di un colle a picco sul mar Tirreno, teatro dell’epopea di una famiglia, custode inconsapevole dei segreti di un’antica leggenda, attraverso anni e generazioni, in una Toscana misteriosa e incantata. Dall’era degli etruschi, un varco aperto per il passaggio delle anime dei morti. Un potente medium che catalizzerà le forze nel tentativo di chiudere il varco. Una lotta epica tra il Bene e il Male, al termine di un terribile viaggio in una dimensione parallela. “Colle Nitti, silenzioso custode di antichi segreti di vita e di morte”.

 

 

Recensione

Esoterico, è il termine più appropriato per descrivere il romanzo di Maurizio Gramolini. Un thriller esoterico che porterà il lettore in un viaggio unico, un viaggio nella vita e nella storia dei protagonisti ma anche un viaggio in una dimensione non umana, una dimensione spirituale che spaventerà ma allo stesso tempo attrarrà il lettore; un’attrazione quasi fatale verso il mistero che porterà il lettore a proseguire nella lettura pagina dopo pagina con voracità e attenzione maniacale ai dettagli e alle scene descritte magistralmente da Gramolini.

Al centro della storia l’autore colloca questa grande casa bianca nella quale e intorno alla quale si sviluppa tutta la narrazione. Una storia magica che interseca il bene, il male e l’uomo che, da sempre, fa da mediatore tra queste due forze.

La narrazione è diretta, inizialmente molto descrittiva, il lettore si immedesima a pieno nell’atmosfera del romanzo; viene catapultato in una Toscana misteriosa, affascinante e macabra.

Gramolini è bravissimo nel descrivere le scene che si presentano al lettore in modo chiaro, nitido e tutto appare come un film perfettamente orchestrato. Le scene e le situazioni normali e paranormali sono descritte così bene che il lettore non riesce a staccarsi dal libro, la tensione resta sempre alta, si ha voglia di scoprire, di sapere, di vivere il viaggio di questi protagonisti a 360 gradi. Durante la lettura si scopre che il filo conduttore del romanzo non è tanto il mistero o il male che lo circonda, ma le vite stesse dei protagonisti! La vita dei protagonisti, è il filo conduttore che lega situazioni e periodi storici diversi che vengono presentati nel libro. Il viaggio stesso che intraprenderanno i fratelli Alberto e Gabriele è un viaggio interiore, un viaggio che offre la possibilità ai protagonisti stessi di raccontare vicende personali, di riscoprirsi e di scoprire un passato che era oscuro ad entrambi; ognuno pensa di conoscere tutto della persona che si ama e invece, come spesso accade, una persona la si scopre veramente nei momenti di difficoltà, quando la paura di essere giudicati lascia spazio alla paura di non essere stati del tutto sinceri.

A creare ulteriore pathos nel lettore è questa voglia di scoprire cosa ci sia di tanto macabro e di tanto pericoloso al dì la del “Mundus” ovvero, quella porta che divide il mondo dei vivi da quello dei morti.

Altarga, questo nome continuamente, pagina dopo pagina, rimbomba e ritorna nella mente del lettore, quasi come un’ossessione, quella stessa ossessione che ti fa proseguire nella lettura; si ha la voglia di risolvere questo mistero insieme ai protagonisti, un mistero che sembra andare al dì là delle capacità umane, un mistero così pericoloso che anche il lettore sembra dire ai protagonisti di non proseguire perché troppo pericoloso eppure, allo stesso tempo, nonostante la tensione salga, subentra quella curiosità propria dell’essere umano che spinge il lettore a proseguire e a sperare che anche i protagonisti lo facciano.

Le aspettative che si creano durante la lettura vengono rispettate a pieno nel finale che, in un modo del tutto improvviso e inaspettato, travolge il lettore in un turbinio di emozioni contrastati: gioia, tristezza, serenità e inquietudine, tutte emozioni che fanno parte della vita stessa e che, in un modo o nell’altro, tutti proviamo o proveremo.

Alla fine del libro, si resta fermi, immobili ad osservare quelle pagine che hanno creato tante emozioni contrastanti e che lasceranno nel lettore una sola consapevolezza: l’unico modo per sconfiggere il male o non farsi sopraffare da esso è non solo circondarsi di amore ma ricordarsi di tutto l’amore ricevuto anche dalle persone che non ci sono più fisicamente ma che, spiritualmente, sono sempre vicino a noi, pronte a proteggerci.

 

 

 

Maurizio Gramolini


Maurizio Gramolini: Originario di Milano, attualmente vive a Osio Sotto. Si è avvicinato alla scrittura negli anni delle scuole medie dove pubblica i suoi temi sul giornalino scolastico. Nel 2004, scrive il suo primo racconto breve dal titolo “La Famiglia”; con quest’ultimo partecipa ad un concorso nazionale e vince. Spinto dall’entusiasmo per questo primo traguardo decide di scrivere il suo primo romanzo; nel 2009 viene pubblicato “Fotografie di una vita tranquilla”. Nel 2013 viene pubblicato “Io, te e il Karma” anch’esso appartenente al genere della narrativa umoristica. Successivamente scrive un racconto drammatico “Lydia vola ancora” che vince il premio giuria ad un concorso nazionale. Nel 2018 viene pubblicato “La grande Casa Bianca” un Romanzo paranormale ambientato in Toscana.