La guerra dei Courtney




Recensione di Francesca Giovannetti


Autore: Wilbur Smith con David Churchill

Traduzione: Sara Caraffini

Editore: Harper Collins

Genere: narrativa di guerra

Pagine: 536

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Separati dalla guerra, a migliaia di miglia di distanza l’uno dall’altra, Saffron Courtney e Gerhard von Meerbach lottano per sopravvivere al conflitto che sta dilaniando l’Europa. Gerhard, ostile al regime nazista, è deciso a rimanere fedele ai propri ideali nonostante tutto e combatte per la madrepatria nella speranza di poterla liberare, un giorno, da Hitler. Ma quando la sua unità si ritrova coinvolta nell’inferno della battaglia di Stalingrado, si rende conto che le possibilità di uscirne vivo si affievoliscono di giorno in giorno. Saffron, che nel frattempo è stata reclutata dal SOE, l’Esecutivo Operazioni Speciali, e inviata nel Belgio occupato per scoprire in che modo i nazisti sono riusciti a infiltrarsi nella rete dell’organizzazione, deve trovare il modo di sfuggire ai nemici che le danno la caccia. Costretti ad affrontare forze malvagie e orrori indicibili, i due innamorati sono chiamati a prendere la decisione più difficile: sacrificare se stessi, o cercare di sopravvivere a ogni costo nella speranza che il destino, un giorno, permetta loro di ritrovarsi.

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Recensione

Smith ci catapulta nel pieno del secondo conflitto mondiale, mostrandocelo da entrambi i fronti. I personaggi principali, infatti, benché uniti negli ideali, si trovano a militare in schieramenti opposti.

Saffron Courtney conferma il carattere coraggioso, temerario e appassionato che l’autore aveva cucito per lei nel primo capitolo, accompagnandola dall’infanzia all’età adulta; e benché sia l’indiscussa protagonista femminile è il personaggio di Gerard quello che suscita più interesse. Completamente soggiogato dalle circostanze, milita nell’ideologia nazista al solo scopo di garantire la sopravvivenza dei suoi cari e di se stesso.

Ma Gerard è tormentato e ammutolito dalla barbarie e dalla crudeltà dei suoi connazionali. Questa angoscia morale lo attanaglia per tutto il romanzo, avvicinando gli animi di coloro che leggono. L’atmosfera di terrore e impotenza che regnava sotto il Fuhrer è qui ben descritta e condivisa, senza emettere nessuna condanna sulla testa di chi si  trovò a dover sopportare senza reagire. Una dolorosa descrizione della realtà della guerra che puntando l’indice sulle crudeltà indicibili dei potenti, assolve gli uomini comuni che vissero e subirono quei tempi.

Una grande profondità di empatia, da parte degli autori che, non mancando di elogiare gli uomini e le donne che rischiarono la vita per opporsi al regime, tuttavia si mostrano compassionevoli nei confronti di chi quel coraggio non lo ebbe, ma  pagò ugualmente le conseguenze della follia altrui.

Gerard troverà il suo riscatto?

Non posso svelarlo, dovete solo leggere questo volume!

Non mancano nella narrazione  i momenti di suspense e azione estrema, ma il valore di questo testo va ricercato nella sfera più intima. La trama è ben costruita, attenta e precisa e diversamente non poteva accadere, perché è di Wilbur Smith che stiamo parlando!

Inganni, tradimenti, intrighi internazionali, spie, messaggi crittografati, fughe rocambolesche: tutto  lascia con il fiato sospeso, fino all’ultima riga.

Manca soltanto una grande protagonista: l’Africa.

Per i lettori abituali di Smith è una assenza assordante ma per lo scrittore una incredibile sfida narrativa e stilistica che ha senz’altro vinto.

 

 

 

 

Wilbur Smith (Scheda Autore)


Wilbur Smith : nato a Broken Hill, Zambia (ex Rhodesia del Nord) il 9 gennaio 1933 , ha studiato alla Natal and Rhodes University, conseguendo la laurea in scienze commerciali nel 1954. Smith iniziò a scrivere libri incentrati su tutto ciò che meglio conosceva e amava: la foresta, gli animali selvaggi, le montagne impervie, le dolci colline del Natal, l’oceano, la vita degli indigeni, la storia della scoperta dell’Africa del Sud, la lunga e travagliata strada verso l’abbandono dell’apartheid e il ritorno nella comunità internazionale. Il suo primo libro è stato Il destino del leone, iniziatore della fortunata serie che prende il nome di Ciclo dei Courtney. A questo hanno fatto seguito altri 34 libri. vive attualmente a Londra. Considerato l’incontrastato «maestro dell’avventura» e uno dei massimi autori di bestseller, ha venduto oltre 122 milioni di copie dei suoi libri nel mondo, di cui 23 milioni solo in Italia. Il Times lo ha definito «un autore di culto, uno di quei punti di riferimento cui gli altri scrittori vengono continuamente paragonati».

 

David Churchill


David Churchill : è lo pseudonimo di un giornalista pluripremiato, che ha condotto diverse centinaia di interviste approfondite con politici di alto livello, imprenditori miliardari, atleti olimpici, stelle del cinema, top model e leggende del rock. Ha indagato sugli scandali finanziari a Wall Street, sugli intrighi in studio a Hollywood e sulle stelle dello sport corrotte in Gran Bretagna, e ha vissuto a Mosca, Washington DC e L’Avana. E’ l’autore di “Leopards of Normandy”, una trilogia di romanzi acclamata dalla critica sulla vita e l’epoca di Guglielmo il Conquistatore