La legge del Drago




(Recensione di Patrizia Argenziano)


Autore: Lorenzo Visconti
Editore: Amazon Publishing
Pagine: 222
Genere: noir
Anno di Pubblicazione: 2017

 

Il cielo di Milano accoglie l’uscita da San Vittore di Lorenzo Visconti detto il Drago, ex ispettore incastrato dai suoi superiori per aver curiosato dove non doveva, dove il denaro e la corruzione fanno da padrone e tutti ne diventano schiavi. È una Milano che si sta allargando anche in altezza, che si sta preparando all’Expo, che produce soldi ma ne ha anche bisogno, una Milano che svetta e brilla ma dietro la maschera cela buio, corruzione e prostituzione. Nonostante i problemi di sempre e che non passano mai di moda, Milano ha comunque un grande fascino e si respira in ogni pagina.

E Lorenzo Visconti è semplicemente il Drago che, allontanato dal suo mondo, abbandonato da tutti, o quasi, in attesa di processo, cerca, a suo modo, di stare a galla alleandosi anche con il nemico.

Il Drago è un personaggio che sa fare ancora il suo mestiere ed è per questo che la sua ex collega o qualcosa in più, Lara Serrano, lo cerca per motivi di piacere ma anche perché ha bisogno di aiuto, perché un altro caso, quello di un presunto suicidio di una diciassettenne, è in procinto di essere archiviato, senza aver indagato adeguatamente.
Ad aiutarlo, Jamel Blanchard, esperto in informatica, francese e di colore, un collaboratore che diventa in breve tempo un compagno di ventura e sventura.

Visconti è un uomo che crede ancora nella giustizia e la vuole ottenere a tutti i costi, a dispetto delle minacce, dei ricatti e dei pericoli, di una vita in carcere sempre più vicina; certo ha un concetto di giustizia tutto suo e non importa come la ottiene, l’importante è il risultato. Ed è per questo che ritorna sulla vicenda per cui è sotto processo anche se sa che, per il suo bene, dovrebbe starne lontano ed è sempre per questo che, alla fine, decide di aiutare Lara: niente deve rimanere insoluto.

Il Drago o si odia o si ama, non ci sono vie di mezzo, forse all’inizio lo si odia per i suoi modi un po’ bruschi, per la sua presunzione, per la sua sicurezza, per il suo caratterino un po’ spinoso ma a mano a mano che lo si conosce rivela quel lato di tenerezza e caparbietà che lo rende affascinante e diverso da tutti gli altri. È un personaggio, ex pugile dilettante, decisamente intrigante, con quel suo modo di vestire, di correre sulla sua Ducati Monster 696, di mangiare esclusivamente vegano per poi annaffiare tutto con qualche bicchiere di Fernet, il suo liquido preferito.

Una vicenda raccontata a due voci, quella spavalda del Drago con la sua visione del mondo e di Milano e quella del suo nuovo “amico” Jamel che rimane, involontariamente, intrappolato nella sua rete perché è praticamente impossibile rifiutare qualcosa al Drago. Vediamo così nascere questo rapporto di collaborazione e amicizia dai due punti di vista, dandoci la possibilità di delineare i personaggi in modo ancora più preciso. Si tratta di una finezza perché, in realtà, tutti coloro che ruotano attorno al Drago sono descritti con estrema precisione, il che si sposa perfettamente con i dialoghi di ciascuno. La stessa accuratezza l’autore la riserva alla descrizione della città e, anche in questo caso, personaggi e ambiente sembrano fatti l’uno per l’altro, quasi come concepiti nello stesso istante.

Lettura piacevole, scorrevole, reale, un “cinema”, mi verrebbe da dire, peccato sia finita così presto ma….io sono già pronta per “Le piume del Drago”!

 

Paolo Roversi su THRILLERNORD

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