La lettera K




(Recensione di Laura Salvadori)


Autore: Valeria Loredana De Giorgi

Editore: La Feluca Edizioni

Genere: thriller

Pagine: 366

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

SINOSSI. Le quiete di una piccola cittadina americana è improvvisamente spezzata da una serie di orribili omicidi. La scomparsa di alcune bambine nei pressi di un bosco genera panico e inquietudine. La polizia di Cleanville sarà impegnata nella soluzione del difficile caso del ‘killer baby’. Un romanzo a metà tra il giallo e il thriller. Una storia di misteri, di orrore, di amori mancati e ritrovati, vi condurrà alla scoperta di inquietanti verità.

 

 

RECENSIONE

Se dovessi utilizzare un solo aggettivo per descrivere questo bel romanzo di Valeria Loredana De Giorgi, credo che sceglierei “insolito”, da intendersi, naturalmente, in un’accezione solo positiva, come sinonimo di nuovo, fuori dagli schemi, coraggioso e molto personale.

Il romanzo possiede davvero molte qualità: la trama accattivante e molto scorrevole, la lettura veloce, la narrazione intrigante, i personaggi molto veri, tanto da sentirli vivi, con le loro inquietudini e i loro intimi pensieri.

Quello che ho trovato insolito è lo stile dell’autrice, particolarmente abile nelle descrizioni e poeticamente incisiva nel creare delle ambientazioni così dense di pace e di serenità. Queste ambientazioni sono in netto contrasto con la vicenda, che acquista a più riprese una decisa tinta noir, cullando il lettore con un’altalena di rosa e di nero che risveglia un’acuta curiosità e che tiene alta l’attenzione.

Ogni capitolo si apre con una descrizione della natura, che porta il lettore dentro alle atmosfere della cittadina di Cleanville, una piccola comunità ai margini della campagna e del bosco, allietata dal verde degli alberi e dalla dolcezza dell’ambiente. Questi incipit creano delle aspettative ben diverse da ciò che concretamente andiamo a leggere poche pagine dopo e hanno il grande pregio di rasserenare gli animi, turbati dalle vicende oscure legate agli efferati omicidi delle bambine.

I personaggi protagonisti del romanzo sono ben caratterizzati; l’autrice spesso si addentra nei particolari della loro vita e nei loro intimi pensieri, permettendo al lettore di conoscerli a fondo. I due detective che conducono l’indagine – che si mostrerà difficile tanto da richiedere il coinvolgimento della polizia federale – hanno entrambi una vita privata che si intreccia alla trama del romanzo, in particolar modo quella di Deborah, che deve conciliare la propria carriera con le esigenze familiari.

Persino l’assassino, il cui profilo e la cui identità si intuiscono pagina dopo pagina, ha alle spalle una storia particolare che suscita nel lettore un sentimento di partecipazione, rotto solo dalla crudeltà degli omicidi.

Tutto questo è raccontato dall’autrice con grande leggerezza e naturalezza, mediante la scelta di un lessico che devia, spesso, dal lessico che abitualmente viene usato nei thriller. E se è vero che al primo impatto questo aspetto è un po’ disarmante, mano a mano che la lettura va avanti il linguaggio dell’autrice, così come i dialoghi, a volte un po’ scialbi, diventano una caratteristica piacevole.

Messo da parte l’amaro in bocca che lascia il finale a un pubblico ormai abituato ai sequel (non posso aggiungere molto, rischierei di anticipare ciò che dovete scoprire da soli), direi che è l’ora di conoscere questa autrice e i suo personaggi!

 

 

 

Valeria Loredana De Giorgi


Valeria Loredana De Giorgi nasce in Svizzera ma vive e lavora in Italia. Grazie alla passione per la scrittura pubblica nel 1997 il suo primo romanzo Preludio per una fata morgana (Edizioni del Grifo). Trascorre diversi anni a Presicce (Lecce) e nel 2002 diventa giornalista pubblicista, collaborando come corrispondente di zona per varie testate locali. Nel 2004 si laurea in Scienze della Comunicazione. Negli anni vissuti a Brescia si cimenta come attrice in due compagnie teatrali. Da dieci anni è docente di scuola primaria.



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