La macchina del silenzio




(Recensione di Mirella Facchetti)


Autore: Daniele Mosca

Editore: Les Flâneurs Edizioni

Genere: Suspense

Pagine: 118

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

 

SINOSSI

Un virus sconosciuto ha colpito il pianeta e minaccia di rendere gli esseri umani dei contenitori vuoti, privi di emozioni e raziocinio. Uccide senza uccidere, mentre forze misteriose lavorano nell’ombra per portare a pieno regime la peggior arma mai conosciuta e cambiare per sempre le sorti del mondo. Una sola persona possiede la chiave per fermare la follia, ma potrà farlo solo se sarà in grado di cogliere e decifrare gli indizi disseminati per lui nella storia, nell’arte, nelle sue visioni. Cosa si nasconde realmente nei dipinti di Gustav Klimt? Qual è il vero compito della Secessione Viennese? Che cos’è l’archivio? Da Washington alla Siria, da Berlino al mare del Nord, un intricato tessuto di ramificazioni nasconde la verità; e se spazio e tempo collidono, se reale e virtuale si confondono, i protagonisti dovranno scoprirla orientandosi nel labirinto, in una lotta contro il tempo per salvare l’umanità dal silenzio.

 

 

RECENSIONE
Da appassionata di simboli, leggende e di libri che uniscono questi ingredienti con il mistero e la suspense, mi sono lasciata affascinare dalla sinossi di questo testo. Ahimè se le premesse erano, appunto, affascinanti, lo sviluppo, però, a mio avviso, non si è rivelato all’altezza delle aspettative.

Ho trovato interessante tutta la parte in cui vi è il richiamo storico alla secessione viennese e alle ricerche effettuate sulla base dei quadri di Klimt, non altrettanto, però, purtroppo, il cuore del libro.

L’impianto narrativo, a mio avviso, è troppo frenetico e i continui stacchi di scena con conseguenti passaggi ad altri contesti, se da un lato danno ritmo al racconto, dall’altro, lo rendono troppo caotico e finiscono per spezzettare eccessivamente la lettura.

Tra “bip” incessanti dei pc, sibili delle pallottole (che sibilano, sibilano ma non colpiscono mai il bersaglio), le classiche “ventiquattro ore non di più” concesse all’eroe di turno per salvare il mondo, mi sono sentita catapultata in un misto tra Mission Impossible (uomini capaci di affrontare di tutto senza scalfirsi un sopracciglio), Chuck Bartowski (flash rivelatori) e qualsiasi altro film in cui domina la dinamica fuggi-scansa i proiettili, fuggi-scansa il nemico, fuggi-salva il mondo.

Anche la parte “sentimentale” l’ho trovata molto esile, quasi come se fosse obbligatorio inserire anche questo aspetto, ma, se un uomo e una donna fuggono insieme dai nemici, non deve obbligatoriamente scattare la love story (con la scusa usata e iper-usata, poi, del “oh, non vi sono stanze disponibili… dobbiamo alloggiare insieme stanotte…”).
La parte romantica deve coinvolgere il lettore e per farlo è necessario dare sostanza ai personaggi e anche sotto questo aspetto, a mio avviso, il romanzo è molto carente. Il profilo psicologico dei protagonisti, infatti, è stato totalmente tralasciato.

Il fatto, poi di trovare coinvolti nella storia il Presidente degli Usa, la cancelliera tedesca, la mafia albanese, un imprecisato dottor X, un “imperatore”, il Papa… ha contribuito, a mio avviso, ad accentuare quel sentore di già visto e di, come dire… troppo di tutto.

In conclusione, il punto di partenza terrorismo & arte poteva essere interessante, ma, secondo la mia opinione, l’autore non è riuscito ad affrancarsi dalla miriade di cliché tipici delle storie di fantascienza/avventura/salvamondo.
 

 

Daniele Mosca


Vive a Torino. È ingegnere per l’ambiente e il territorio. Blogger e cantautore, scrive racconti e testi poetici. L’Equazione è il suo primo romanzo, un thriller in cui storia, scienza ed esoterismo si fondono.



Translate »