La mala eternità




Recensione di Cristina Bruno


Autore: Daniela Frascati

Editore: Edizioni Ensemble

Genere: mistero

Pagine: 352

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Angelo Moral è un antropologo alla ricerca di suo padre, creduto a lungo morto. La sua irruzione, improvvisa e casuale, nella realtà apparentemente immutabile di due paesini della provincia toscana si innesta nella vicenda di una setta che predica l’eternità sulla Terra sfruttando debolezze e fragilità dell’animo umano. In un gioco di scambi e di specchi, La mala eternità racconta come una minuscola casella di un passato dimenticato, forse per convenienza o paura, spostata avanti nel tempo, scateni il disordine e l’imprevedibile, portando in superficie, dal profondo, la parte più oscura di ognuno.

 

Recensione

Nel 1967, prima di morire, Rosa confida al proprio figlio Angelo che il padre, Livio Moral, non è morto da eroe in guerra ma ha abbandonato la famiglia quando Angelo aveva solo cinque anni.Rosa ne aveva perso le tracce ma poi da un articolo di giornale aveva scoperto che era a capo di una setta in provincia di Arezzo.

La setta era sotto indagine della magistratura per poco chiari lasciti da parte degli adepti. E così Angelo decide di andare a Velabra, il paesino dove la Confraternita della Rinnovazione Universale aveva la sua sede e dove avrebbe dovuto trovarsi suo padre. Approfitta così di un viaggio a Pisa per incontrare un collega antropologo con il quale sta svolgendo una ricerca su tradizioni arcaiche per dirigersi verso il luogo indicato dal giornale. Alle porte della cittadina la macchina però resta in panne e un vecchio si offre di aiutarlo. Sarò l’inizio di un’amicizia e di un cammino che lo porterò a scoprire vite e luoghi impensabili.

Il romanzo si presenta con il manto di mistero che avvolge la Confraternita. Dietro Livio e la sua invasata amante Idolina vi sono infatti anche altri loschi figuri, come Ivus e Aziz, che organizzano e amministrano la setta sfruttando la credulità della gente per i propri fini. Da un lato seguiamo le vicende di Angelo alla ricerca di un padre irraggiungibile che non farà a tempo a incontrare e dall’altro invece impariamo a conoscere gli altri protagonisti, Leone, Fulgenzia, Aspasia, Ottorino, Giono.

I rapporti che legano tra loro tutti questi personaggi si chiariranno nel corso della narrazione e riveleranno particolari inquietanti del passato. Si staccano dall’insieme Ausilia e Novilio i due emarginati plagiati dalla setta e salvati da Angelo. Il loro aspetto e il loro comportamento ricorda quello dei folli nei romanzi ottocenteschi, persone candide che vivono lontane dal mondo sia dal punto fisico che mentale.

La ricerca di Angelo si fonde e si confonde con quella di Leone e Fulgenzia portando a conseguenze imprevedibili e drammatiche. L’atmosfera del piccolo paese è quella tipica della provincia italiana dove tutti sanno ogni cosa della vita altrui ma dove tutti alla fine, per quieto vivere, chiudono un occhio e a volte anche due.

Anche la Confraternita trova la sua ragione d’essere nella situazione di difficoltà in cui versano molti abitanti e nella speranza di un futuro migliore che si realizzerebbe, secondo le loro teorie truffaldine, attraverso una vera e propria rinascita nel corpo e nello spirito. Tutto questo si svolge alla vigilia del 1968 l’anno della presa di coscienza da parte delle nuove generazioni che un’altra società era possibile e si poteva costruire con entusiasmo e buona volontà.

La lettura ci offre un salto nel tempo e nello spazio alla ricerca della verità tra streghe e vecchi e nuovi pregiudizi.

 

 

A cura di Cristina Bruno

http://fabulaeintreccio.blogspot.com/

 


 

Daniela Frascati


Toscana di nascita, vive a Roma. È impegnata da anni nelle politiche della differenza di genere e nel sociale, anche come organizzatrice di eventi culturali. Collabora con vari giornali territoriali e ha ideato e condotto per Radio Città Futura una trasmissione dal titolo “Il Pane e le Rose”. Tra il 2005 e il 2012 ha pubblicato alcuni racconti in diverse antologie, accanto a nomi di calibro tra cui Camilleri, Carlotto, De Luca, Macchiavelli, Guccini, Morozzi, Marcialis. Pubblica i romanzi Nuda vita nel 2011 e La passeggera nel 2015.

 

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