La morte è un sospiro nel silenzio






(recensione di Amanda Airola.)


 

 

Autore: Cilla Borjlind, Rolf Borjilind
Traduttore: A. Storti
Editore: Nord
Pagine: 409
Genere: Thriller
Anno pubblicazione: 2014
Ho scelto questo romanzo perché ero stata attratta dalla trama, mi sbagliavo. Eccome se sbagliavo. La trama sembrava rivelare un thriller semplice di veloce lettura: Svezia, una fredda giornata invernale una ragazza che torna a casa sotto la pioggia. Apre la porta e si ritrova davanti il padre impiccato. Olivia Rivera è l’unica ad avere dubbi sulla questione che tutti etichettano fin troppo rapidamente come suicidio.

La vittima, Bengt Sahlmann, infatti lavorava all’Agenzia delle Dogane, da dove è misteriosamente scomparsa una partita di droga. Eppure dopo poche pagine veniamo catapultati in un carosello di personaggi, tutti con una storia diversa, ma tutti ben concentrati nel raggiungere i propri obbiettivi, vendetta, giustizia, serenità…

Gli autori saltano da una vicenda all’altra, lasciandoci sempre in sospeso. Per ogni indizio che ci viene concesso, un’ipotesi che si era a fatica creata nella nostra mente crolla come un fragile castello di carte.

Confesso che inizialmente questo metodo narrativo mi aveva leggermente infastidito. Mi sembrava quasi che gli autori usassero questo espediente narrativo per far durare più a lungo un libro che non poteva avere poi molte sorprese. Anche questo è stato un mio pessimo errore. Per prima cosa perché si fa molto in fretta a legarsi ad ognuno di quei personaggi, strani, furiosi, magnificamente imperfetti. In secondo luogo perché anche i 3 principali filoni narrativi finiscono per coinvolgerci e vogliamo che ognuno di loro possa avere un lieto fine.

Ad ogni avventura viene concesso il giusto spazio, sia nella pagina che nel mondo, visiteremo così diverse città, che sembrano calzare ai vari personaggi come un guanto. Ma quando meno ce lo aspettiamo un piccolo indizio, una misera frase che pare buttata quasi lì per caso ci farà strabuzzare gli occhi. Dovremo far tabula rasa di tutte le congetture e cercare nuove “piste investigative” perché finalmente ogni piccola storia sembra convergere in un’unica grande avventura.

L’ambientazione è davvero magistrale, il lettore immagina un’ambientazione e la trova descritta esattamente poche righe più avanti.

La suspance sale lentamente come la marea, che finisce per trasformarsi in una tempesta, e quando nel finale tutte le carte non riuscirete a credere ai vostri occhi.

E se non proprio tutto va come avreste creduto, la fine è chiara, pulita e priva di inutili fronzoli, perché la verità ad un certo punto va detta, senza girarci troppo intorno.

Rolf Börjlind, Cilla Börjlind   su THRILLERNORD

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