La neve sotto la neve






(Recensito da Laura Lancini e Lucia Cavaliere)


Autore: Alessandro Perissinotto

Genere: giallo

Editore: Mondadori

Collana: Omnibus

Pagine: 250

Anno pubblicazione: 2017

 

A cura di Laura Lancini

“La neve sotto la neve aveva rivelato il suo segreto”

A Tallinn è cosa nota: il quartiere dei vecchi baraccamenti di Kopli è la terra di squatter, spacciatori e malviventi e nessuno ci si avvicina. È un posto terribile, in cui nessuno dovrebbe vivere né tantomeno morire: ma è proprio lì che il cane dell’anziano Jack Israael, Kelev, fiuta qualcosa e scopre il cadavere di una bellissima e giovane ragazza.

Il corpo, adagiato con cautela su un vecchio divano logoro, senza il fiuto sopraffino dell’animale probabilmente non sarebbe mai stato ritrovato, perché la neve, così bianca e candida, l’aveva completamente ricoperto, nascondendo così anche ogni traccia e indizio.

L’indagine viene affidata all’ispettore Marko Kurismaa, un personaggio dal forte carattere e con un grande intuito, che ha due segreti: la narcolessia, contro la quale combatte fin da giovane, e la sua relazione con una collega, l’Ispettrice Kristina Lupp, che dirige la Sezione Crimini Domestici e Violenze sulle Donne, anche lei affidata al caso.

Inizia così una caccia all’uomo che si rivela essere una vera e propria corsa contro il tempo perché anche le colleghe della vittima sono in pericolo; ma ogni volta che la squadra pensa di essere vicina a trovare il colpevole (o i colpevoli), qualcosa sfugge, un piccolo indizio o un dettaglio che non sono riusciti a comprendere a fondo: come se la neve non avesse rivelato ogni cosa ed è allora necessario scavare più a fondo per trovare la verità.
Il libro di Alessandro Perissinotto nel complesso è un ottimo racconto; lo stile di scrittura non è pesante o eccessivamente elaborato. Nella prima parte la narrazione risulta un po’ lenta, ma in seguito riesce a riscattarsi e soddisfare pienamente il lettore.

La violenza sulle donne è il tema principale attorno a cui gira tutto il romanzo ed è un argomento molto sentito dall’autore, che sceglie di raccontarci ciò che lui vede quotidianamente in qualità di editorialista attraverso gli occhi dell’ispettrice Lupp, psicologa dai valori profondi e radicati nell’animo, che crede fermamente nel suo lavoro e nella necessità di aiutare le donne vittime di violenza.

 

Non credevo odiassi le prostitute
Non le odio, ma tendo a distinguere tra chi fa il mestiere per necessità e chi capitalizza la miniera d’oro su cui è seduta; e poi il loro atteggiamento rende molto più difficile il mio lavoro.
In che senso?
Sai cos’è la prima cosa che perde, una donna vittima di violenza fisica e psicologica? Il rispetto per se stessa. Le escort fanno apparire normale questa perdita di rispetto per sé e allora le donne abusate si convincono che non c’è niente di anomalo, che i rapporti tra uomo e donna sono regolati dalle leggi di mercato, e siccome loro non sono né giovani né belle come quelle che si vedono su internet, dai loro uomini non possono pretendere nulla, nemmeno un po’ d’amore ”

NON È AMORE SE TI PICCHIA.

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A cura  di Lucia Cavaliere

“…Si era solo ricordato che la neve, sotto la neve, può serbare segreti inaspettati”.

Al termine della lettura di “Il treno per Tallinn”, prima indagine del commissario estone Marko Kurismaa, le domande che mi sono posta erano due:

”Quale scrittore italiano si nasconderà dietro lo pseudonimo Arno Saar?” E “La seconda indagine mi affascinerà quanto la prima?”

Entrambe le mie curiosità hanno avuto una risposta: Arno Saar è lo scrittore e docente Alessandro Perissinotto, come viene rivelato dalla copertina del nuovo giallo, e, sì, la seconda indagine mi ha conquistato quanto la prima, se non di più.

Kurismaa si ritrova ancora ad affrontare i suoi nemici peggiori: gli assassini e criminali che si nascondono a Tallinn e la paura che la narcolessia di cui soffre possa impedirgli di essere lucido proprio nel momento in cui dovrebbe esserlo al massimo, quando delle vite dipendono dalla sua rapidità e lucidità.

Tutto ha inizio quando Jaak Israel, ebreo estone, vede materializzarsi davanti ai suoi occhi la morte che ben conosce, essendo sopravvissuto al campo di concentramento di Klooga.

Durante la consueta passeggiata, il suo cane lo porta fuori dalle solite strade, in una “terra di nessuno”, dove si nascondono spacciatori e squatter.

Dalla neve Jaak vede spuntare un braccio nudo violaceo. Subito avverte le autorità.

Il corpo appartiene a Sonya, una bellissima ragazza bielorussa costretta a vendersi nei siti Internet e a prostituirsi come escort per poter vivere. Il suo corpo, ormai non può più parlare, ma Kurismaa spera che la neve che l’ha sepolto possa aiutarlo a svelare il mistero.

Tra le vie e le strade di Tallinn, tra pub e locali abbandonati, inizierà una corsa contro il tempo per salvare le escort che accompagnavano Sonya la sera in cui ha incontrato la morte.

Riuscirà il commissario Kurismaa, nonostante i depistaggi e il presunto coinvolgimento del figlio del suo migliore amico e collega, a risolvere il caso e a salvare le ragazze?

A fianco del commissario ritroviamo il suo amore segreto, la brava e affasciante psicologa Kristina Lupp, che dirige la Sezione Crimini Domestici e violenze sulle donne.

Perissinotto, raccontandoci le vicende umane e lavorative del commissario Kurismaa, ci accompagna alla scoperta di Tallinn, di Vanalinn, la città vecchia, “bellezza allo stato puro”; ricorda la tragedia vissuta da quasi 3000 prigionieri estoni deportati nel 1943 nei campi di concentramento, ma, allo stesso tempo, rammenta una tragedia di ieri e di oggi che non ha mai fine:

la violenza sulle donne.

 

INTERVISTA A ALESSANDRO PERISSINOTTO 

 

Alessandro Perissinotto nasce a Torino nel 1964. Pratica vari mestieri e, nel frattempo, si laurea in Lettere nel 1992 con un tesi in semiotica. Inizia quindi un’intensa attività di ricerca, occupandosi di semiologia della fiaba, di multimedialità e di didattica della letteratura. Attualmente è docente nell’Università di Torino, mentre in precedenza aveva insegnato per alcuni anni a Bergamo.
Collabora con il quotidiano “La Stampa”, per il quale scrive articoli e racconti che appaiono sul supplemento “TorinoSette”, e con “Il Mattino” di Napoli.
Approda alla narrativa nel 1997 con il romanzo poliziesco L’anno che uccisero Rosetta (Sellerio), al quale fanno seguito La canzone di Colombano e Treno 8017 (Sellerio, 2000 e 2003). Nel 2004 pubblica per Rizzoli il noir epistolare Al mio giudice (Premio Grinzane Cavour 2005 per la Narrativa Italiana), seguito nel 2006 da Una piccola storia ignobile (Rizzoli), un’indagine della psicologa Anna Pavesi, che torna anche in L’ultima notte bianca e L’orchestra del Titanic. Nel 2008 la riflessione sul poliziesco si sviluppa anche in forma saggistica con La società dell’indagine (Bompiani), mentre la sua produzione narrativa evolve verso il romanzo politico nel 2009 con Per vendetta.
Le sue opere sono state tradotte in numerosi paesi europei e in Giappone.
Con Piemme ha pubblicato Semina il vento (2012), Le colpe dei padri (2013, secondo classificato al Premio Strega), Coordinate d’Oriente (2014) e Quello che l’acqua nasconde (2017).
Nel 2016 per Mondadori ha pubblicato, con lo pseudonimo di Arno Saar, la prima indagine dell’Ispettore Marko Kurismaa Il treno per Tallin, nel 2017, sempre per Mondadori, è stato pubblicato il suo seguito La neve sotto la neve.