La notte allo specchio




Recensione di Sabrina De Bastiani


Autore: Adriana Mazzini

Editore: HarperCollins Italia

Genere: thriller

Pagine: p. 376

Anno di pubblicazione: 2019
 

 
 
 

 

 

 

 

Sinossi. Con una scrittura filmica e incalzante, in un libro pieno di tensione e colpi di scena, Adriana Mazzini racconta la storia di una donna forte e fragile al tempo stesso, che riprende in chiave italiana la lezione delle più grandi autrici thriller del mondo, da Patricia Cornwell a Kathy Reichs.

Hellen Alice Brown è una profiler. Era una delle migliori, nel suo lavoro, collaborava con successo a un’unità anticrisi della Omicidi. Finché un fatto ha sconvolto la sua vita. È stata rapita da un serial killer, che l’ha tenuta prigioniera assieme alla figlia della sua migliore amica. E poco importa che si siano salvate. Il prezzo pagato è stato comunque troppo alto. Così Hellen ha rinunciato al suo primo nome e alla sua vita. Ora è solo Alice, e vive a Torino, dove lavora come ricercatrice per le Nazioni Unite. Un’esistenza piatta e solitaria. Ma l’uccisione di una ragazza la riporterà in un mondo di morte e pulsioni profonde. Controvoglia Alice accetta di partecipare alle indagini in un susseguirsi di morti misteriose, forse opera di una setta religiosa, legata alla simbologia della Sindone. O di un serial killer. Sulle strade percorse da un’umanità dimenticata e penetrando i segreti dell’alta società, Alice dovrà rendere conto degli errori commessi in passato e provare a scoprire una terribile verità. Accanto a lei Nunzi, un commissario disilluso e incapace di superare la morte della moglie. Con una scrittura filmica e incalzante, in un libro pieno di tensione e colpi di scena, Adriana Mazzini, al suo esordio letterario dopo una carriera in un’organizzazione internazionale, racconta la storia di una donna forte e fragile al tempo stesso, che riprende in chiave italiana la lezione delle più grandi autrici thriller del mondo, da Patricia Cornwell a Kathy Reichs.

 

Recensione

Iniziava sempre così, con un’immagine che le s’imprimeva nella mente

Che cos’è “La notte allo specchio”?

Buio che guarda buio, l’oscurità che doppia se stessa.

Si innesta su questa duplicità il thriller di Adriana Mazzini, su due figure protagoniste Alice Hellen Brown, che incontriamo nelle pagine come consulentee ricercatrice per l’Onu di stanza a Torino e il Commissario Alessandro Nunzi, responsabile della sezione omicidi del capoluogo piemontese.

Niente di meno scontato di questa coppia improbabile che si troverà ad investigare su una serie di delitti inspiegabili e sconnessi l’uno dall’altro per la trasversalità delle vittime, uniti per la scenografica ed elaborata coreografia degli omicidi e per delle tracce di sangue trovate sulle scene del crimine, che proprio, visto a chi appartengono, non avrebbero mai plausibilmente potuto esserci.

A meno che….

Echi esoterici, suggestioni legate al misticismo della città ed ai fasti e sfarzi del suo passato, ma anche malaffare e corruzione.

Cosa copre cosa?

Chi copre chi?

Di sicuro Alice e Nunzi, si cercano e si (s)coprono.

Pensò ad Alice: aveva visto affiorare qualcosa di quella rabbia anche in lei, qualcosa che strideva con l’immagine di una piccola burocrate incollata alla polvere dei libri

Perché si riconoscono senza raccontarsi, senza svelarsi troppo, come anime lacerate dalle perdite suhite, causate, in fuga dalla fragilità e dal passato, fagocitati dal presente e dell’urgenza dell’azione.

Loro che, diversamente ma intrinsecamente, il male lo hanno annusato ed esperito, ne riconoscono l’incombenza, ne saggiano le tracce. E decidono di percorrerle per fermarlo, riconoscendo l’uno nell’altro, oltre a tutto quanto detto, anche le reciproche capacità e il valore.

Ed ecco che l’indagine, se prima accolta come modo per fuggire dai trascorsi o per riempire vuoti incolmabili

Si era soltanto illusa di poter sterilizzare il passato mettendosi al riparo dietro una scrivania

diventa ora riparo, non inteso come nascondiglio ma come un riparare se stessi nell’ammettere che

Non era che il suo lavoro, ma era anche il suo unico modo di esistere.

Con una scrittura incisiva, visualizzante e moderna per taglio e ritmo, Mazzini scaraventa i lettori nell’epicentro dell’azione e al contempo li avvolge nelle anse psicologiche del passato dei protagonisti, facendo sì che l’incontro di queste due forze opposte, thrilling e riflessione, scateni quella che in metereologia si definisce tempesta perfetta, generando però qui non un danno, ma un romanzo dal quale non si prescinde, che, pagina dopo pagina, convoglierà nel labirinto di una storia magnetica dove non resta che muovere

(…)  un passo, un altro e un altro ancora. Devi riuscire a vedere, devi riuscire a capire. Respira.

 
 
 

Adriana Mazzini


è un nome d’arte. L’autrice dietro lo pseudonimo è nata in un paese della Toscana e ha vissuto a Pisa, Catania, Milano, Leicester e Parigi. Si è dedicata a studi su semantica, cinema e antropologia. Ha lavorato come autrice per la tv e ha poi virato sul no profit, contribuendo a creare un centro sui diritti umani. Da quasi vent’anni vive a Torino dove lavora per un’organizzazione internazionale che opera nel campo della prevenzione del crimine e delle nuove minacce. Per HarperCollins Italia pubblica nel 2019 La notte allo specchio.

 

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