La parte migliore




Recensione di Francesco Morra


Autore: Christian Raimo

Editore: Einaudi

Genere: Narrativa

Pagine: 205

Anno di pubblicazione:2018

 

 

 

 

Sinossi. Leda e Laura sono madre e figlia. La prima ha quarantacinque anni, fa la psicologa e assiste i malati terminali; la seconda non ne ha nemmeno diciotto e va al liceo. Sono due donne determinate e intelligenti, che vivono insieme come fossero sorelle. Un giorno Laura torna a casa da scuola, è agitata, e confessa alla madre che è incinta: a una festa, ubriaca, ha fatto sesso con un ragazzo. «Non ti preoccupare», le dice Leda, la abbraccia, e le promette che la accompagnerà lei stessa in ospedale. Nelle loro giornate tutto si è sempre risolto con facilità, da quando anni prima un incidente doloroso le ha costrette a essere forti e autosufficienti; anche stavolta sarà così. Se non fosse che per loro è giunto il momento di fare i conti con le proprie ombre, tra incombenze lavorative impossibili, ribellioni adolescenziali e il mondo che a fatica proviamo ad abitare tutti i giorni. La vita di ciascuno di noi nasconde in controluce tutto ciò che non siamo diventati, quello che – per paura, o per eccesso di amore – non abbiamo avuto il coraggio di dire. Il solo modo per poter essere liberi, sembra suggerirci questo romanzo, è non pensare di essere padroni del proprio destino.

 

 

Recensione

La parte migliore ci racconta di come si può affrontare la vita accettandone i dolori e gli ostacoli e comunque andare avanti. Due donne, madre e figlia, affrontano l’una il lavoro e la soglia dei cinquanta anni, l’altra le preoccupazioni della maggiore età. Leda e Laura si confrontano e discutono; questo è il loro modo di cementare il loro rapporto e il sentirsi famiglia. Due avvenimenti caratterizzano le loro esistenze. Morte e aborto vissuti come tabù e non detto…

Non si indugia in retorica, si sviscerano le emozioni e le si elaborano facendole divenire vie che portano a un domani che già è adesso. Superbo e innovativo è come Laura si affidi alla poesia e al sonetto come via di fuga e modo per sentirsi piena e realizzata. Pregevoli alcuni di questi passi e degne di nota le citazioni di poeti contemporanei.

Adolescenza, separazione, famiglie fragili, maternità e fine vita: questi sono i nuclei attorno a cui gravitano le vite dei protagonisti. L’autore scava sapientemente nell’anima e caratterizza i personaggi e li vivifica tanto da permetterci di immedesimarci in loro.

Un libro coraggioso che apre a un nuovo ottimismo non onirico ma basato su una presa di autocoscienza per vivere e ricominciare.

La parte migliore c’è sempre, in ogni momento la si scorge, pur in situazioni che paiono buie e senza capo e coda.

Roma è dove si svolgono le vicende, l’Urbe caotica che massimizza e rende gregge le vite di coloro che la abitano; questo romanzo desta l’individualità, la rende protagonista.

Tutti siamo primi attori pur nel fiume del vivere in una società che mostra il successo come solo scopo di vita e il fallimento come errore.

Lo scrittore ci dice che fallire è vivere e siamo chiamati a trarre nuovi inizi, mai domi.

 

 

 

 

Christian Raimo


Christian Raimo: (1975) è nato e cresciuto e vive a Roma. Ha studiato filosofia con Marco Maria Olivetti. Ha partecipato a diverse (meteoriche ma fondamentali) riviste letterarie romane: Liberatura, Elliot-narrazioni, Accattone – Cronache romane, Il maleppeggio – Storie di lavori. Ha tradotto per minimum fax Charles Bukowski e David Foster Wallace, e per Fandango il romanzo in versi di Vikram Seth The golden gate, insieme a Luca Dresda e Veronica Raimo. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti: “Latte” (2001), “Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro?” (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). E insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo “2005 dopo Cristo” (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini “La solita storia di animali?” (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di «minima&moralia». Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi “Il peso della grazia” (Supercoralli). È tra gli autori di “Figuracce” (Einaudi Stile Libero 2014). Nel 2015 “Tranquillo prof, la richiamo io”. Nel 2018 il romanzo “La parte migliore” (Einaudi) e il saggio inchiesta “Ho 16 anni e sono fascista. Indagine sui ragazzi e l’estrema destra”, Piemme.

A cura di Francesco Morra

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