La passione secondo Matteo






la passione secondo matteo di paolo zardi

(recensione di Sara Fenili)


 

Autore: Paolo Zardi
Editore: Neo Edizioni
Pagine: 207
Genere: Narrativa
Anno pubblicazione: 2017
 

“La Passione secondo Matteo” è un libro molto toccante pubblicato da Neo Edizioni nell’anno corrente e scritto da Paolo Zardi.
Il romanzo mi è piaciuto molto, non posso nasconderlo. E’ vero, e racconta una realtà tanto cruda quanto la vita.
 
Il punto di vista iniziale della storia è quello di Matteo, padre di due gemelli, marito devoto e instancabile lavoratore. La vita di questo personaggio scorre lungo un binario dritto e senza troppi scossoni fino al giorno in cui riceve la chiamata di suo padre, Giovanni, un uomo che non ha mai voluto essere parte della vita del figlio e che ha abbandonato la famiglia da subito. Matteo, spinto da uno strano istinto, decide di accogliere la richiesta del padre di vedersi in un piccolo paese dell’Ucraina e lascia la moglie e i figli nella casa delle vacanze dove si trovavano.
Altro personaggio della storia è Giulia, sorellastra di Matteo, figlia che Giovanni ha avuto con un’altra donna; anche lei abbandonata al suo destino insieme alla madre. Giulia è una donna molto particolare, persa nell’astrattismo di una scrittura poco apprezzata e tanto fragile quanto ingombrante.
I due fratelli, che si conoscono appena, si incontrano a Bologna e partono per Kiev, città da cui raggiungeranno il paesino sperduto in cui li attende il padre.
 
La seconda parte è raccontata dal punto di vista di Giovanni, ed è molto utile per capire ciò che è accaduto durante la sua vita e perché lui si trovi in un posto del genere.
È un uomo malato e vuole morire, la presenza dei suoi figli “ritrovati” sarà molto importante.
 
L’ultima parte è nuovamente raccontata da Matteo. Mi è piaciuta particolarmente, perché l’ho trovata molto profonda e psicologica.
A questo punto si nota un cambiamento nel personaggio che, inizialmente, sembrerebbe aver scelto la strada migliore e più sicura per la sua esistenza, ma che capisce di non aver mai vissuto davvero.
 
Mi rimane solo da dirvi cosa ho provato durante la lettura di questo libro: in primis, angoscia, perché tutta l’atmosfera mi è parsa inquietante, dato che lo scrittore riesce a delineare bene la difficoltà intrinseca nella vita di ogni personaggio. La bravura di Paolo Zardi sta proprio nell’aver descritto ogni individuo e ogni situazione nel modo in cui voleva che fosse percepito dal lettore. Niente è confuso e, soprattutto, niente è lasciato al caso.
Il libro è preciso, costruito su una struttura lineare e pulita. Lo stile di scrittura è magnifico; questo autore ci sa fare con le parole; le frasi non potrebbero essere più scorrevoli e dirette. L’angoscia esistenziale di ogni personaggio è riflessa anche nei luoghi in cui si svolgono le vicende, come città poverissime dell’Ucraina o posti di villeggiatura di bassa categoria in Italia. Tutto è permeato dalla stessa atmosfera e ogni cosa è legata da un filo sottilissimo che ci permette di non perderci mai durante la lettura.
 
Altra riflessione importante riguarda la religione. Matteo è un credente accanito, un mancato uomo di chiesa che non era riuscito a cogliere del tutto l’essenza della fede durante il tempo del seminario. L’ultima parte, si ispira molto a fatti di cronaca attuali ed è permeata dalla paura di un giudizio divino. Matteo riuscirà a decifrare il “volere” di un Dio che non è tirannico quanto aveva creduto.
Con questo scioglimento finale possiamo capire che la fede e il disegno divino che sembra essere pronto per ognuno di noi, non derivano che dalle nostre scelte di ogni giorno e, soprattutto, dalla scelta di voler vivere davvero.
Vi consiglio questo libro, che è una profonda riflessione sull’essere umano.
 
 

Paolo Zardi è nato a Padova nel 1970. Ingegnere, ha esordito nel 2008 con un racconto nell’antologia Giovani cosmetici (Sartorio). Successivamente ha pubblicato le raccolte di racconti Antropometria (Neo 2010) e Il giorno che diventammo umani (Neo 2013), il romanzo La felicità esiste (Alet 2012) e il romanzo breve Il Signor Bovary (Intermezzi 2014). I suoi racconti sono stati pubblicati su “Primo Amore”, “Cattedrale”, “Rivista Inutile” e “Nuovi Argomenti”. È il primo autore italiano a essere stato tradotto e pubblicato sulla rivista “Lunch Ticket” dell’Università di Antioch (Los Angeles). Cura il blog grafemi.wordpress.com.
 
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