La principessa di ghiaccio




(Di Marcella Gangemi)


 

 

Autore: Camilla Läckberg
Traduttore: Laura Cangemi

Editore: Marsilio
Pagine: 458
Genere: Thriller
Anno Pubblicazione: 2010

 

Questo è il romanzo con cui esordisce Camilla Läckberg nello scenario del giallo scandinavo.
La trama al primo impatto sembra semplice, ma dietro un classico caso di suicidio c’è molto di più. Camilla riesce a descrivere i sentimenti nascosti, a volte violenti, degli abitanti che popolano la cittadina sulla costa orientale della Svezia (Fjällbacka) e ne mostrano un nuovo volto, nascosto ai più. L’incipit cattura subito l’attenzione, gli elementi che caratterizzano la trama forse all’inizio passano inosservati ma, mano a mano che la lettura prosegue comincia a presentarsi al lettore uno scenario del tutto imprevedibile grazie alle ricerche di Erica e Patrik Hedstrom, i protagonisti, che portano alla luce una serie di misteri legati ad un passato forse dimenticato.
Sono queste le svolte narrative che aumentano la curiosità nel lettore fino alla conclusione, pur con un livello non ottimale di suspense.
Lo stile è fluido, la lettura risulta perciò poco pesante anche se a ratti un po’ prolissa. I personaggi non sono pochi, ma ben delineati. Sono interessanti gli elementi naturali che descrivono il paesaggio invernale svedese, con una tecnica decisa ma sottile.

Un ottimo libro per iniziare ad approcciarsi a questo genere letterario.

PERSONAGGI
(di Giusy Ranzini e Ilaria AS Calveri)

    Erica Falck

 

L’interprete di Erica Falck nella serie tv “Omicidi tra i fiordi”

Erica è originaria di  Fjällbacka, adora Bridget Jones, lotta perennemente con la bilancia, si improvvisa cuoca per amore, scrive biografie, ma è insoddisfatta perché vorrebbe scrivere qualcosa di veramente suo.
Ha trentacinque anni, non sa ancora bene cosa voglia dalla vita, ma dopo l’incontro con il poliziotto Patrick Hedström tutto assumerà una luce diversa. Vive a Stoccolma per lavoro, ma è costretta a tornare nella sua casa natale a Fjällbacka, località della costa svedese immersa nella pace e nella quiete, per risolvere una questione di eredità legata all’abitazione dei suoi genitori.
Il ritrovamento del corpo senza vita di Alexandra, sua amica d’infanzia, spingerà Erica ad indagare all’interno della comunità dove scoprirà segreti e bugie.
L’avvicendarsi delle indagini e della vita privata di Erica, l’evolversi della sua sfera emotiva e amorosa, rende più familiare e reale il contesto dove ci troviamo e questo permette all’autrice di rendere meno impersonale e fredda la vicenda che si snoda intorno all’assassinio di Alexandra.

    Lucas Maxwell

Lucas Maxwell é un uomo maturo, affascinante, un broker di successo: l’uomo che tutte le donne vorrebbero incontrare ma, forse, troppo perfetto per essere autentico. È sposato con Anna, sorella di Erica. Il loro si è rivelato subito un rapporto non paritario: Anna si abbandona completamente a Lucas, si annulla, ma lui non è mai soddisfatto e vuole sempre di più. Con il passare del tempo si instaura un clima di disapprovazione continua, dove qualsiasi atteggiamento o comportamento viene ritenuto sbagliato. Anna è confusa, sente il dolore, la sofferenza emotiva, ma non riconosce l’aggressione subita: non riesce ad ammettere di amare o aver amato qualcuno da cui, invece, si deve difendere, il suo Lucas. Lucas, invece, diventa sempre più forte, sicuro di sé e di Anna: detta regole, prende decisioni e piano piano la violenza psicologica degenera in violenza fisica. L’aggressione fisica nell’ambito della sua famiglia, sarà l’elemento scatenante che costringerà Anna ad affrontare un momento difficile: la richiesta di aiuto. Si affiderà alla persona che ama di più Ericale e, con la sua forza, riuscirà a riportare alla luce il suo dolore e la sua disperazione che ha sempre cercato di negare.

    Bertil Mellberg

In ogni buon romanzo che si rispetti, l’attenzione di un lettore curioso si desta alla comparsa di un particolare tipo di personaggio qual è appunto quello dell’antagonista. Quest’ ultimo, nell’immaginario comune, assume sovente le sembianze di un individuo cattivissimo, capace di rendere realtà i peggiori misfatti risultando alquanto sgradito al fruitore che vi s’imbatte.
Scorrendo le prime pagine del fortunato romanzo giallo La principessa di ghiaccio, opera prima dell’autrice svedese Camilla Läckberg, edito in Italia da Marsilio nel 2010, il primo personaggio ad essere bollato con l’infelice definizione di antagonista sarebbe il commissario Bertil Mellberg. Sufficienti tre parole per darne un’idea: superficiale, presuntuoso al limite del sopportabile, talvolta volgare. Così si presenta inizialmente agli occhi del lettore il capo della stazione di polizia di Tanumshede. Peraltro, la caratterizzazione negativa della sua personalità non viene smorzata da un aspetto fisico gradevole. Anzi. Mellberg, oltre ad avere qualche chilo di troppo che non incentiva l’agilità del suo incedere, usa portare un ridicolo riporto per nascondere la calvizie incipiente, causa principale degli scoppi di ilarità tra i suoi sottoposti. Inoltre, pur millantando un’esperienza ventennale nel corpo di polizia, Bertil non si rivela assolutamente in grado di condurre le indagini sul caso che riguarda il misterioso omicidio di Alexandra Wijkner. Soltanto per merito di Patrik Hedström , il colpevole viene assicurato alla giustizia. Merito che Mellberg fa puntualmente suo senza colpo ferire. Se egli mostra di essere nulla più di un poliziotto mediocre fino all’ottavo capitolo della serie che ha come protagonisti Erica Falck e Patrik Hedström, in quanto alla sua dimensione umana e affettiva, il discorso cambia. Infatti, Bertil va incontro ad una sorprendente evoluzione pagina dopo pagina, romanzo dopo romanzo. Da promettente antagonista, l’indolente commissario, complici alcuni rilevanti avvenimenti che segnano un punto di svolta nella sua vita, è oggetto di un cambiamento positivo dal quale fanno capolino nuove sfaccettature caratteriali tra il bonario e l’affettuoso. Tuttavia, è bene prenderne nota, esse non soppianteranno del tutto la sua indole boriosa.

Camilla Läckberg su THRILLERNORS