La psichiatra




(Recensione di Loredana Cescutti)


 

Autore: Wulf Dorn

Editore: Corbaccio Editore

Traduzione: Alessandra Petrelli

Pagine: 399

Genere: Thriller

Anno di pubblicazione: 2010

 

 

 

SINOSSI. Lavorare in un ospedale psichiatrico è difficile. Ogni giorno la dottoressa Ellen Roth si scontra con un’umanità reietta, con la sofferenza più indicibile, con il buio della mente. Tuttavia, a questo caso non era preparata: la stanza numero 7 è satura di terrore, la paziente rannicchiata ai suoi piedi è stata picchiata, seviziata. È chiusa in sé stessa, mugola parole senza senso. Dice che l’Uomo Nero la sta cercando. La sua voce è raccapricciante, è la voce di una bambina in un corpo di donna: le sussurra che adesso prenderà anche lei, Ellen, perché nessuno può sfuggire all’Uomo Nero. E quando il giorno dopo la paziente scompare dall’ospedale senza lasciare traccia, per Ellen incomincia l’incubo. Nessuno l’ha vista uscire, nessuno l’aveva vista entrare. Ellen la vuole rintracciare a tutti i costi ma viene coinvolta in un macabro gioco da cui non sa come uscire. Chi è quella donna? Cosa le è successo? E chi è veramente l’Uomo Nero? Ellen non può far altro che tentare di mettere insieme le tessere di un puzzle diabolico, mentre precipita in un abisso di violenza, paranoia e angoscia. Eppure sa che, alla fine, tutti i nodi verranno al pettine…

 

 

L’Uomo Nero, l’Uomo Nero. Chi ha paura dell’Uomo Nero?

 

RECENSIONE

Wowwwwwwww!!!

Ripensando a questo libro, l’espressione “Wow” è la prima cosa che mi viene in mente. Forse vi state chiedendo il perché e forse no, ma magari vi ho incuriosito almeno un po’…

Beh, per cercare di farvi capire che emozioni questa storia ha suscitato in me, posso dirvi che leggerla è stato come affrontare un tuffo senza paracadute dalla durata indefinibile (io soffro di vertigini!), che ti toglie il respiro e che ti porta a urlare con tutta la forza che ti rimane in corpo, fino ad atterrare nell’ignoto, in un modo o nell’altro.

Pensateci bene: che cosa fareste se di punto in bianco la vostra vita cambiasse completamente, se le vostre certezze diventassero non più così certe e, soprattutto, se nessuno credesse più in voi?

E ancora, se gli altri vi mettessero in discussione smentendovi sistematicamente, magari aggiungendo allo sguardo quel po’ di condiscendenza tanto da costringervi a riconsiderare voi stessi sotto una luce diversa, instabile quanto la luce della follia; come reagireste?

Io personalmente andrei in crisi, mi sentirei intrappolata come se mi trovassi in una stanza chiusa senza finestre, senza via d’uscita!

Ellen, la protagonista, entrerà proprio in un incubo alla pari di quelli che da anni, come psichiatra stimata e molto attenta, aiuta a combattere nei suoi pazienti. Proprio la dedizione con cui da sempre porta avanti il suo lavoro la metterà nei guai poiché, nel tentativo di aiutare un’ospite della clinica affidatale dal suo compagno (anch’egli psichiatra nella medesima struttura), si ritroverà coinvolta suo malgrado in qualcosa di più grande di lei.

Ad ogni azione corrisponde una reazione pari e contraria!

Nel caso della dottoressa Roth, ogni tentativo di avvicinarsi alla verità le procurerà ripercussioni forti, sia fisiche che psicologiche. La sua carriera inizierà a sgretolarsi, e lei finirà per venire piegata nel corpo e nella mente… piegata, ma non ancora spezzata.

Il sospetto che qualcuno la odi a tal punto si farà strada dentro di lei; ma chi può essere così cattivo, malvagio e spietato da volerle tanto male?

Prenderà anche te, quando lo saprà

Perché dovrebbe prendermi?

Perché Vuole giocare con te.

Da questo breve scambio con la sua paziente, la protagonista si ritroverà catapultata in un vortice, una corsa contro il tempo per tagliare il traguardo dell’ignoto, nel tentativo di salvare la sconosciuta e sé stessa.

Per farlo, però, dovrebbe potersi avvalere di aiuto; ma a chi può credere, di chi può ancora fidarsi? Tutti ormai la evitano, convinti che sia impazzita, ma nello stesso tempo sembrano anche possibili colpevoli.

Questo per me è stato il primo libro di Dorn e posso affermare di esserne stata conquistata. Nonostante gli argomenti affrontati, non manca qualche attimo più soft, e la terminologia usata, pur presentando molti tecnicismi legati alle problematiche dei malati, risulta comunque chiara e di facile comprensione.

Il libro è veloce e la trama incalzante. I colpi di scena sono continui e durante tutta l’evoluzione della storia rimane quella sensazione per cui ti manca qualcosa, il tassello necessario a completare il quadro, che però, proseguendo, diventa sempre più vago e sfuggente, fino a sbiadire e a perdere i pezzi che fino a un certo punto ti hanno dato la sicurezza di essere giunto alla fine.

Fidati di me. Il dolore è…

…l’unica sensazione autentica.

E sarà proprio il dolore l’unica certezza, assieme a un finale che vi lascerà spiazzati e increduli, ma sarà proprio questo che, secondo me, farà dire anche a voi “Wowwwww!”, quando riuscirete a capire tutto e riprenderete a respirare, a libro finito.

Buona lettura!

 

SCHEDA AUTORE

Wulf Dorn (Ichenhausen, 20 aprile 1969) è uno scrittore tedesco. La sua fama internazionale è stata raggiunta grazie al suo primo romanzo La psichiatra.