La ragazza dagli occhi…




La ragazza dagli occhi di carta

Recensione di Loredana Cescutti


Autore: Ilaria Tuti

Editore: Nero press Edizioni

Serie: Teresa Battaglia #0

Genere: Thriller

Pagine: 51 p (Kindle)

Anno di pubblicazione: 2015

 

 

 

 

Sinossi. Un uomo vaga sul ciglio di una strada in montagna, i suoi abiti sono sporchi di sangue, nel suo zaino viene trovata una mano mozzata con un anello e la foto di un volto di ragazza con due ellissi di carta sugli occhi. Teresa Battaglia, commissario di polizia a Udine, si butta anima e corpo sul caso. Ma sono troppe le cose che non quadrano: un uomo in stato confusionale da cui non riescono a sapere nulla e lo spettro della pazzia in un caso di omicidio. E se, invece, la ragazza non fosse ancora morta e ci fosse tempo per salvarla? Ma il tempo, a Teresa, divorata dal diabete e da una malattia che le rosicchia giorno dopo giorno frammenti sempre più ampi di memoria, è l’unica cosa che manca.

 

 

Recensione

“Il male non muore mai. Cambia forma. Si tramanda. Di padre in figlio, da carnefice a vittima.”

Questo è sicuramente il libro “zero”, quello che ha introdotto un nuovo personaggio di carattere nel panorama del thriller italiano.

Qui potrete conoscere Teresa, in un’analisi a 360 gradi che si presenta a noi con una serie di difficoltà fisiche importanti. Lei però è anche la classica donna tenace, cocciuta e testarda che non molla e non si arrende davanti alle avversità, sia per ciò che la vita le ha amaramente fatto passare in gioventù, sia per il suo temperamento sanguigno così determinato, merito anche delle sue origini. A qualcuno sembrerà di no, ma anche la provenienza ci mette del suo e io, da friulana, posso affermare che certi tratti sono inconfondibili e in lei si respirano tutti.

“Il tempo aveva lasciato segni pesanti. Orme profonde, i calci che la vita le aveva dato in pieno stomaco. La figura si era allargata, si era abbassata. Aveva perso definizione per tramutarsi in una massa priva di turgore. Tra le pieghe della carne era rimasta incastrata la ragazza di un tempo.”

“Era stata una dell’infinita schiera di donne picchiate, stuprate nel corpo e nell’anima, messe a tacere a suon di schiaffi. Era sopravvissuta, con un pezzo di cuore in meno e …”

Un mini-racconto che ci presenta un personaggio femminile, carismatico, forte ed emozionalmente molto potente, ma anche fragile e indifeso. Una figura che cerca di nascondersi, ma che finirà per mettersi a nudo davanti a uno specchio, giorno dopo giorno, con la paura o sarebbe meglio parlare di terrore, temendo quotidianamente di vedere riflessa una sconosciuta dall’altra parte. A mio avviso non credo esista nulla di peggio che perdere e perdersi nella propria identità, ricominciare ogni giorno come se si partisse da zero, ripercorrendo gli stessi passi alla ricerca di messaggi nascosti da parte di una perfetta estranea, che non fa altro che cercare di dare una mano a questo corpo così provato.

Guardarsi e non vedersi, sentirsi e non riconoscersi.

Da queste poche pagine emergerà, passatemi il titolo carpito ad uno dei più noti romanzi di Henry James, un “ritratto di signora”.

La tensione sarà crescente, quella per l’indagine ma anche quella di Teresa, il cui corpo ha intrapreso un inesorabile viaggio verso l’ignoto, giorno dopo giorno, con la consapevolezza che niente sarà più come prima e che la fine, la sta aspettando al varco.

Ciò che il commissario Battaglia assieme alla sua squadra dovrà affrontare, sarà una vera e propria corsa contro il tempo. Paesaggi innevati, stelle di ghiaccio che pendono dagli alberi e che rivestono i marciapiedi, luminarie natalizie colorate e brillanti, l’aria di festa che si percepisce sulle strade, dentro i locali e alle finestre delle case, che va in netto contrasto con i tormenti del killer e della polizia che gli sta dando la caccia.

A fare da cornice anche la sfilata dei Krampus per la notte di San Nicolò, i diavoli che vanno a spaventare i bambini cattivi, grandi e piccini. Ma il maligno esiste davvero o è solo leggenda?

Il male non si ferma mai, neanche davanti a delle immagini da cartolina e invece si insinua fra le persone e le colpisce, rendendole più vulnerabili ma anche facendo emergere la loro vera natura.

Come spesso accade però, ciò che sembra potrebbe solo essere stata un’illusione.

Ho apprezzato moltissimo questa storia dalla trama non troppo intricata e con un linguaggio gradevole, coinvolgente e forbito senza risultare al contempo pretenzioso al punto da renderne difficile la comprensione.

Avendolo letto solo ora, a distanza di un anno dal primo, posso altresì affermare che sicuramente mi è piaciuto il fatto di poter leggere i nomi dei luoghi così come io li conosco, poiché a me familiari per provenienza geografica. È vero che Trevenì e i Laghi di Flais (presenti in Fiori sopra l’inferno) non hanno rappresentato un enigma insormontabile per quanto mi riguarda, ma a mio avviso collocare geograficamente in modo preciso una storia, dona quel senso di familiarità in più, che permette al lettore di viaggiare anche se seduto comodamente sul divano di casa, dandogli magari la possibilità di affermare: “Prima o poi andrò lì!” oppure “Io lì ci sono stata!”.

Per concludere posso dire che questo testo breve non è stato niente male come esordio per Ilaria Tuti, talentuosa autrice, ora però non vedo l’ora di poter avere fra le mani “Ninfa dormiente” poiché sono curiosa di conoscere cosa il futuro riserverà ancora a Teresa.

“È difficile riconoscere il male, quando è troppo vicino. Non c’è prospettiva, non si riesce a mettere a fuoco. Ci è già addosso e ha il volto amico di chi amiamo…”

Buona lettura!

 

 

 

Ilaria Tuti (Scheda Autore)


Ilaria Tuti: vive a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Da ragazzina voleva fare la fotografa, ma ha studiato Economia. Ama il mare, ma vive in montagna. Appassionata di pittura, nel tempo libero ha fatto l’illustratrice per una piccola casa editrice. Ama i romanzi di Donato Carrisi. Nel 2014 ha vinto il Premio Gran Giallo Città di Cattolica.

 

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