La ragazza giusta




Recensione di Marina Toniolo


Autore: Elizabeth Jane Howard

Traduzione: Manuela Francescon

Editore: Fazi Editore

Genere: narrativa straniera

Pagine: 406

Anno di pubblicazione: 2021

 

 

 

 

 

Sinossi. In una Londra di fine anni Settanta trascina i suoi giorni il giovane Gavin, un timido e sensibile parrucchiere di modestaestrazione. Il suo mestiere lo porta a essere il confidente di molte donne: con loro Gavin è brillante e prodigo di consigli, mentre è assai goffo con le ragazze che gli piacciono. Ha anche un caro amico, un ragazzo omosessuale di nome Harry. È proprio lui a rimescolare le carte della vita del giovane aprendogli le porte della mondanità e portandoloa una festa presso una casa aristocratica. La padrona di casa, Joan, è una donna adulta molto carismatica, colta, capacedi sfidarlo intellettualmente, e Gavin ne è subito irretito. Quella sera, però, conosce anche la giovanissima Minerva: ricca e infelice, cresciuta in un ambiente indifferente e anaffettivo, ha un disperato bisogno di attenzioni. Dopo aver sperimentato, non senza scottarsi, i due opposti modelli femminili, Gavin sembra finalmente accorgersi dell’esistenza di una ragazza che gli è sempre stata molto vicina

 

 

Recensione

Devi avere più fiducia in te stesso. Non ti serve vedere il tuo riflesso negli occhi degli altri. L’originale sei tu. Non c’è nessuno al mondo come te, pensa a questo. Non è questione di giusto o sbagliato, di cosa è meglio e cosa è peggio. Nella vita devi essere fedele solo a te stesso, trarre il meglio da ciò che sei”.

Gavin ha 31 anni e ancora non sa cosa vuole essere di preciso nella vita. Lavora da sempre come parrucchiere e lì entra in contatto con donne, come esiste solo in Inghilterra, di diversa estrazione sociale.

Il ragazzo è timido, insicuro: ha le sue certezze solo nella Scala della Paura immaginaria creata nella sua testa. Non ha mai frequentato una donna perché troppo imbarazzato, esigente. La ragazza perfetta esiste solo nella sua testa e nei suoi sogni.

Ma la vita scombina sempre la routine e, con l’occasione di una festa, Gavin incontrerà due donne molto diverse ma unite da profonda solitudine. Da questo evento il suo carattere subirà una scossa e si ritroverà ad essere audace come non mai.

Non amo particolarmente questo genere di romanzi, ma devo dire che è stato molto piacevole entrare nella vita di un londinese medio sul finire degli anni 70.

Le descrizioni degli incontri in famiglia sono esilaranti e fastidiose allo stesso tempo: la Howard ha trasmesso una pungente ironia sul modus vivendi della piccola borghesia, senza sogni e senza passioni. Invece Gavin ha intelligenza sufficiente ad amare la cultura nei vari spettri e sarà proprio questo che lo avvicinerà a un incontro impensabile.

Libro deliziosamente British nelle sfumature descrittive e nei dialoghi, i personaggi risultano reali e ben strutturati, la scrittura è fluida e ben consapevole del fine da raggiungere.

Merita? Sì, perché lascia un profondo insegnamento sulla vita e sull’amore.

 

 

A cura di Marina Toniolo

https://ilprologomarina.blogspot.com/

 

 

 

Elizabeth Jane Howard


(Londra, 1923 – Bungay, 2014) figlia di un ricco mercante di legname e di una ballerina del balletto russo, ebbe un’infanzia infelice a causa della depressione della madre e delle molestie subite da parte del padre. Donna bellissima e inquieta, ha vissuto al centro della vita culturale londinese della seconda metà del Novecento e ha avuto una vita privata burrascosa, costellata di una schiera di amanti e mariti, fra i quali lo scrittore Kingsley Amis. Da sempre amata dal pubblico, solo di recente Howard ha ricevuto il plauso della critica. Scrittrice prolifica, è autrice di quindici romanzi. La «Saga dei Cazalet» è la sua opera di maggior successo.

 

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