La ragazza nell’acqua




Recensione di Katia Montanari


Autore: Robert Bryndza

Traduzione: Beatrice Messineo

Editore: Newton Compton Editori

Genere: Thriller

Pagine: 338

Data di pubblicazione: Gennaio 2019

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Sinossi. Il detective Erika Foster ha appena ricevuto una soffiata che le indica il luogo in cui è nascosta la prova per sventare un grosso traffico di droga. Seppure sospettosa, ordina la perquisizione di una cava in disuso alla periferia di Londra. Quello che non si aspetta è che, scavando nel fango, oltre alla droga venga ritrovato un piccolo scheletro, subito identificato. Si tratta di Jessica Collins, scomparsa ventisei anni prima all’età di soli sette anni. Il caso fece un grandissimo scalpore e il mistero dietro la scomparsa di Jessica non venne mai risolto. Cominciando a indagare grazie alle nuove prove, Erika si addentra in un caso difficilissimo, in un costante alternarsi di passato e presente. Dovrà fare i conti con i segreti della famiglia Collins, i rimorsi del detective divorato dal senso di colpa per non aver mai ritrovato Jessica, e un altro omicidio avvenuto vicino alla cava. Chi conosce la verità? E perché qualcuno non vuole che il caso venga finalmente chiuso?

 

 

Recensione

“La ragazza nell’ acqua” è, a mio avviso, un thriller poliziesco davvero eccezionale.

È il terzo romanzo che ha come protagonista la detective Foster e l’autore dimostra di avere ancora tanto da raccontare. Erika è una giovane donna, già vedova, che, mentre sul lavoro è determinata econsapevole delle proprie capacità investigative, nella vita privata mostra di possedere poche capacità relazionali che, con l’aggiunta di un po’ di sfortuna, la portano a vagare in un limbo, tra presente e passato, di rapporti confusi e scelte impulsive.

Nella scelta dei casi da seguire viene sempre spinta da un forte desiderio digiustizia” che, in un ambiente di polizia come quello descritto, dove la maggior parte dei colleghi sembra perseguire solo la carriera e i soldi, la fa apparire come una “mosca bianca” e a volte le sue motivazioni non vengono comprese.

In questo libro comunque si ritrova un’Erika decisamente maturata che, rispetto alle indagini precedenti, tende meno a infrangere il protocollo pur attaccandosi al caso da risolvere con le unghie e con i denti fino alla scoperta della verità.

Anche nella sfera sentimentale inizia a intravedersi qualche spiraglio di luce ma il dolore del suo passato non smette di attanagliarla e il lavoro sembra ancora essere la sua unica ragione di vita.

Oltre alla protagonista, tornano sulla scena anche il suo migliore amico, lanatomopatologo Isaac Strong, anche se stavolta con un ruolo più marginale, e quelli che ora per lei sono diventati ex colleghi come Marsh, Moss e Peterson.

Ovviamente aver letto i romanzi precedenti permette di avere una visione d’ insieme completa ed è un po’ come ritrovare vecchi amici, ma la storia del caso da risolvere funziona e intriga anche estrapolata dal contesto.

La trama è molto articolata e strutturata. Le indagini vengono portate avanti in modo realistico e sistematico. I dialoghi, le descrizioni e gli aspetti specifici di autopsie e indagini sono curati nel minimo dettaglio. La trama scorre veloce, in modo logico e consequenziale tanto che in alcuni punti è davvero difficile interrompere la lettura.

Anche se, a un certo punto, il caso sembra andare verso una risoluzione scontata questo è solo un inganno dell’autore che attraverso colpi di scena ben piazzati e nuovi indizi vi condurrà, anche stavolta, a un finale davvero inaspettato.

 

 

 

Robert Bryndza


Robert Bryndza, dopo anni dedicati alla scrittura, si è conquistato una fama incredibile con il suo thriller d’esordio, “La donna di ghiaccio”, che in pochi mesi ha scalato le classifiche ed è in corso di traduzione in 28 Paesi. I romanzi incentrati su Erika Foster sono bestseller internazionali che contano oltre 2,5 milioni di copie vendute. Dopo “La donna di ghiaccio” e “La vittima perfetta”, “La ragazza nell’acqua” è il terzo romanzo della  serie. Robert è inglese e vive in Slovacchia con suo marito Ján.