La ragazza nuova




Recensione di Loredana Cescutti


Autore: Daniel Silva

Editore: Harper Collins

Traduzione: Luigi Maria Sonzilli

Serie: Gabriel Allon #19

Genere: Thriller

Pagine: 400p., R

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. In un esclusivo collegio svizzero, tutti si interrogano sull’identità di una bellissima ragazzina dai capelli corvini che ogni giorno arriva a scuola su una limousine scortata da un corteo di auto degno di un capo di Stato. Corre voce che sia la figlia di un ricchissimo uomo d’affari… In realtà suo padre è Khalid bin Mohammed, l’erede al trono dell’Arabia Saudita. Un tempo osannato per le sue audaci riforme religiose, ora è oggetto di aspre critiche per il ruolo che ha avuto nell’assassinio di un giornalista dissidente. E quando la sua unica figlia viene rapita, si rivolge al solo uomo in grado di trovarla prima che sia troppo tardi. Gabriel Allon, il leggendario capo dell’intelligence israeliana, ha trascorso gran parte della sua vita a combattere i terroristi, compresi i sanguinari jihadisti finanziati dall’Arabia Saudita. Il principe Khalid si è impegnato a spezzare il legame tra il suo regno e l’Islam radicale, e anche solo per questo lui lo considera un alleato prezioso. Ma accettando di aiutarlo, Allon si ritrova coinvolto in una cruenta guerra segreta per il controllo del Medio Oriente. Sui due piatti della bilancia ci sono la vita di un’innocente e il trono dell’Arabia Saudita. Sia lui che Khalid nel corso degli anni si sono fatti parecchi nemici. Ed entrambi hanno molto da perdere… “La ragazza nuova” è al tempo stesso un thriller adrenalinico e un lucido ritratto delle alleanze politiche e delle rivalità tra grandi potenze in un mondo pericoloso.

 

Recensione

“Sei un restauratore, Gabriel. Tu ripari le cose.”

Ancora una volta Gabriel ritorna, per mano di Daniel Silva, e ci guida in una storia che definire all’ultimo respiro finirebbe per risultare riduttivo a seguito dei fatti di cui leggeremo e, dal momento che fino ai puntini di sospensione posti dopo l’ultima parola al termine del libro non riusciremo ad abbandonarne la lettura. Questo ovviamente, già da sé, potrebbe farvi capire i ritmi narrativi contenuti e come io abbia vissuto questa trama intricata (all’incirca due giorni e mezzo di lettura frenetica) ma ancora di più, magari potrete capire come io passerò l’anno che è appena arrivato, nell’attesa di ulteriori news.

E altroché se le aspetto!

Rapimento, abdicazione, assoluzione, assassinio, vendetta. Cinque parole impegnative che racchiuse all’interno di un romanzo che vede come protagonista l’Angelo Vendicatore, dovrebbero da sole farvi capire che la storia non sarà per nulla leggera, le conseguenze saranno pesantissime, di sangue versato ce ne sarà fin troppo e giunti all’ultima pagina, nessuno sarà più lo stesso.

Gabriel Allon, restauratore per passione e capo de l’Ufficio (come chiamano in Israele la sede dei Servizi Segreti) riceve una richiesta inaspettata da un suo “nemico”, alla quale vorrebbe rispondere NO ma Allon ha una sua integrità e davanti alla supplica accorata di un padre qualcosa in lui si accenderà, sotto la scorza da sicario che si ritrova.

È un libro che strugge perché quando si parla di sentimenti profondi la freddezza viene messa da parte senza neanche pensarci e davanti ad alcune situazioni la pelle d’oca mi ha avvolta, proprio perché i libri di Silva riescono a farti leggere rendendoti dimentica che ciò che stai leggendo è solamente finzione.

Ciò che adoro di questo autore, infatti, si può sintetizzare tutto nel fatto che lui è in grado di mescolare in modo omogeneo fantasia e attualità, portando alla luce in modo semplice e con informazioni dettagliate la storia di Israele, del mondo arabo e dei diversi rapporti che intercorrono fra questi difficili territoti e con il resto del mondo.

Ancora una volta Daniel Silva, almeno per quanto mi riguarda, si è rivelato non solo un bravo autore di thriller, ma anche un profondo conoscitore di certe realtà storiche, un rispettoso uomo di fede ma anche e soprattutto una persona di profondi sentimenti e forti ideali, che seppur all’interno di qualcosa di irreale come può esserlo la costruzione di un romanzo di fantasia, riesce a far percepire quel qualcosa che smuove e commuove le coscienze. Questo perché, per come la vedo io, nel più fantastico dei romanzi, anche thriller, non è possibile che almeno una piccola parte inserita non sia di stampo realistico.

Nello stesso modo in cui si è soliti dire che le note sono sette e di conseguenza non è possibile che un suono prima o poi non finisca per assomigliare ad un altro, anche per le storie è la stessa cosa, perché noi persone siamo costantemente contaminate dagli avvenimenti reali che accadono vicino o lontano e che finiscono per diventare una parte di noi.

Storia, attualità e fantasia si uniscono dando vita a un libro elettrizzante, estremamente coinvolgente, a tratti duro ma anche emozionante.

Onestamente, in giornate come queste, dove si sente parlare costantemente di Medio Oriente, Israele e America spesso associati a parole come tensioni e scontri, la lettura de “La ragazza nuova”, credetemi, mi ha fatto non poca paura, anche tenendo conto che sullo sfondo di questa storia incredibile, a fare da collante, oltre ai vari giochi di potere fra servizi e paesi, sarà proprio un fatto realmente accaduto nella storia recente, a dimostrazione che spesso, purtroppo, la realtà supera la fantasia.

La scrittura di Silva avvince, inchioda alla poltrona, fa anche divertire perché l’ironia contenuta all’interno del libro sdrammatizza momenti anche pesanti ma senza risultare mai eccessiva, lasciandoti una visuale più umana e meno finta.

Come più volte ho scritto di questo autore, lui ha l’abilità di costruire un palcoscenico che ti fa rimanere impalata, ferma lì davanti a guardare e seguire gli eventi distraendoti però dai dietro le quinte, dove accadono i veri intrighi, le reali macchinazioni e dove, anche le spie organizzano le loro personali “stangate”.

Insomma, per concludere, come accennavo all’inizio, l’unica pecca di questo libro, se così si può dire, è il finale, che tenendo conto della mia irruenza e della mia assoluta non pazienza, mi costringerà a rimanere a bocca asciutta fino alla prossima pubblicazione.

“A volte la sola persona di cui ci si possa fidare è il proprio nemico.” (Gabriel Allon)

A presto Gabriel! להתראות בקרוב גבריאל!

Buona lettura.

 

 

Daniel Silva


è nato nel Michigan. Si è laureato alla Fresno State University e iniziò anche un corso di specializzazione in relazioni internazionali alla San Francisco State University, lasciandolo però incompleto quando gli offrirono un posto di giornalista. Di famiglia cattolica si è convertito all’ebraismo in età adulta. Silva ha iniziato la sua carriera di scrittore come giornalista in un impiego temporaneo presso la United Press International nel 1984.

 

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