La ragazza tedesca






(Recensione di Amanda Airola)


Autore: Armando Lucas Correa
Editore: Editrice Nord
Traduttore: Giuseppe Maugeri
Pagine: 432
Genere: Storico
Anno di pubblicazione: 2017

 

 

Questo romanzo è uno di quei libri che va assolutamente letto almeno una volta nella vita!

Il libro è sviluppato in due tempi narrativi differenti, che si intrecciano a causa delle protagoniste. Due ragazzine lontane nel tempo ma con due vite che sono perfettamente parallele. Entrambe coraggiose, entrambe sognatrici. Un padre assente e una madre che appare inizialmente debole per poi diventare la vera forza che manda avanti la famiglia.

Partiamo da una Berlino del 1939, una città sull’orlo del collasso a causa dell’imminente guerra e del nuovo ideale di pulizia etnica che sta trasformando la comunità degli ebrei in una casta di emarginati. Novecento di loro, tra cui Hannah e Leo insieme con le loro famiglie, riescono a procurarsi i biglietti per salire sul transatlantico St. Louis. Sono giovani e innamorati e quel viaggio dovrebbe portarli verso una nuova vita a Cuba. Ma presto il viaggio dei sogni finisce per essere un incubo. Arrivati a Cuba solo Hannah e sua madre Alma riescono ad ottenere il permesso di sbarcare, insieme a pochissimi altri. Per tutti gli altri passeggeri il destino sarà un tragico ritorno in Germania, in quella Germania che aveva fatto di tutto per liberarsi di loro.

A New York nel 2014 troviamo invece Anna, una dodicenne orfana di padre. Un padre che non ha mai conosciuto ma che nonostante tutto ama. Così quando riceve delle foto e una lettera da Hannah Rosenthal che dice di essere la sua prozia paterna, convince sua madre a partire alla volta di Cuba per svelare finalmente i misteri che circondano la vita di suo padre.

Assisteremo alla descrizione del mondo come lo conosciamo oggi attraverso gli occhi di una ragazzina che non sono mai stati compromessi dagli orrori della storia. Orrori che invece ci vengono documentati attraverso l’ormai anziana Hannah che nella sua lunga e malinconica vita non ha potuto far altro che assistere al ripetersi continuo di una storia ingiusta e crudele.

La maggior parte di noi è fermamente convinta che gli ideali di supremazia di un popolo rispetto ad un altro siano cessati con la seconda guerra mondiale. Hannah ci dimostra il contrario! Da bambina è costretta a credere che per essere dalla parte dei giusti si debba appartenere ad una razza precisa. Convinta di essere finalmente fuggita dall’orrore, a Cuba vive la sua giovinezza rimpiangendo le perdite dovute alla guerra, fino alla fine degli anni ’50 quando impotente assiste ad un’altra rivoluzione in nome della libertà, quella Cubana. Una Rivoluzione che divide le persone non in base alla razza ma in base al loro credo. Hannah è ormai in grado di capire che troppo spesso in nome della libertà degli uni si distrugge la libertà degli altri.

Un romanzo che affronta temi storici molto pesanti che mai hanno trovato spazio in un solo libro. Lo scrittore però mette tutta questa violenza sullo sfondo, perché quello che conta davvero sono i singoli. Bisogna prima capire cosa ha dovuto affrontare una singola persona per riuscire a comprendere davvero il destino di una popolazione.

I personaggi principali sono le donne, donne che in modi diversi hanno subito il dolore della perdita e della privazione. Donne che però mai finiscono per arrendersi e che dopo una vita d’ingiustizie non rinunciano più alla loro libertà nemmeno di fronte alla morte. Gli uomini finiscono per essere solo comparse che influenzano, ognuno in maniera diversa, i destini delle protagoniste, ma che mai hanno il potere di tirare i fili della vicenda.

 

Al fondo di questo libro troverete alcune pagine di annotazioni, con la vera storia della nave St. Louis, le immagini e la lista passeggeri. Vi consiglio di prenderne accurata visione, perché la storia non deve fermarsi alle poche pagine di un testo scolastico!

 

Armando Lucas Correa è nato a Guantanamo, Cuba nel 1959. Ha oltre vent’anni di esperienza nei media ispanici. La sua carriera professionale è iniziata come critico di teatro e danza a Cuba. Correa ha vinto diversi premi dalla National Association of Hispanic Publications (NAHP) e la Società dei Giornalisti professionali (SPJ). Ha lasciato Cuba nel 1991 e ora vive a Manhattan, New York, con il suo partner e tre figli.