La ragnatela del potere






la ragnatela del potere jim tatano

(recensione di Annamaria Di Palma)


Autore: Jim Tatano

Editore: Bonfirraro

Genere: thriller/noir

Pagine: 182

Anno pubblicazione: 2017

 

 

C’è una sola cosa che farebbe apparire tutto più chiaro, ma è difficilissima da capire e trovare (…) il centro d’un cerchio indefinito.

L’inizio di questo “cerchio” è legato ad una cospicua eredità: Davide, un giovane siciliano trasferitosi da poco nella capitale, scopre alla morte del nonno di essere il suo unico erede. Nonostante quest’ultimo abbia trascorso buona parte della sua vita lavorando presso la biblioteca comunale, il suo lascito è tanto abbondante quanto insolito. Ed è a Roma che Davide inizia la sua personale ricerca sulla vita dell’amatissimo nonno. Nella lunga indagine verrà affiancato, in modo più o meno accidentale, dall’amico La Tierre, interessante ed enigmatico personaggio, e dalla coinquilina Sabina, ricercatrice di storia dell’arte giunta in loco per “affari” di lavoro.

Intanto, la capitale viene sconvolta da una serie di omicidi: eminenti membri dell’establishment vengono platealmente uccisi da una mano invisibile. Lo stesso Davide finirà con l’essere coinvolto in questo incessante gioco di forze oscure e, dunque, in un vortice continuo e apparentemente senza fine, fatto di violenza, società segrete, antiche missioni e nuove utopie, si snoderà questa pesante e sibillina matassa.

L’autore propone ai lettori un romanzo dai toni inediti, sofisticato nella scelta dei registri linguistici, attento ai frequenti salti temporali e ironico nel suo personale panegirico sulla società moderna: Tatano accende i riflettori su una collettività schiava e inetta. Accusa, in un modo molto politically correct, i mass media e il loro frequente “manipolare” la realtà, la stampa che fomenta e acuisce le fobie della gente, la religione e il clero che nel corso della storia si sono più volte prestate a fornire “specchietti per le allodole” ad una massa sempre più bisognosa di rassicurazioni. Denuncia e mette in luce un popolo che sembra aver dimenticato gli ideali per cui un tempo si dava la vita, preferendo piuttosto “occhiolini, strette di mano e i vedremo cosa possiamo fare“. La classe dirigente appare implicata in questo crash down di valori, priva di spina dorsale e sempre più alla mercé dell’unico Dio a cui ci si è sempre rivolti, il Dio Denaro.

Tatano affida a Davide, uomo distante da quello che oggi potremmo definire contemporaneo, nostalgico dei tempi che furono, avvezzo ad abitudini ormai dimenticate come la lettura e le discussioni proprie dei vecchi caffè letterari, le sue più recondite e così manifeste speranze di rinascita sociale. La costante ricerca della verità può rivelarsi l’unica soluzione per riacquistare la vera ricchezza di noi uomini: la libertà di pensiero.

Il suo è un romanzo sociale, moderno seppur intriso di un costante e sempre attuale passato, una rivisitazione della storia che ha come sfondo la calda e rigogliosa Sicilia e la bellezza senza tempo della città eterna. È una trama ricca di colpi di scena, mai scontata e mai banale, dal ritmo adrenalinico e sapiente, tipico di chi, proprio come i nostri amati nonni, ha tanto da raccontare……..e da scrivere!

Ad maiora.

 

Jim Tatano vive a Villalba in Sicilia è uno scrittore, saggista, conduttore radiofonico, blogger e giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti di Sicilia. Co-fondatore della rivista culturale Kairos, ha collaborato inoltre con diverse testate giornalistiche. Ha condotto per Radio Gemini il programma Ospite d’eccezione. Appassionato di storia locale, mitologia greco-romana, simbologia massonica, musica Rock e Blues, e molto altro. Tra le sue pubblicazioni Il Magico Giardino (2009), Il Mito della Lanterna (2012) e I dieci anni del Ciliegio (2013).

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