La regina dei castelli di carta




Di Marcella Gangemi

 

La regina dei castelli di carta è il terzo volume della trilogia Millennium e rappresenta la naturale conclusione delle vicende narrate nel secondo. Questo terzo capitolo decolla un po’ a fatica, le parti più “solide” sono sicuramente l’inizio e buona parte della fine dove il ritmo subisce una forte impennata. Lo stile è quello di Larsson, che ha caratterizzato l’intera trilogia, efficiente e diretto però spesso si perde con le tante digressioni (come se si volesse allungare il brodo). Eppure la trama, abbastanza intricata e complessa con i vari intrecci politici, cattura subito l’attenzione, il lettore percepirà un coinvolgimento emozionale (già alto e potente nei primi due) non indifferente, per l’appunto si alternano generi come il thriller, lo spionaggio elettronico e il giornalismo considerato come un canale attraverso il quale manipolare la realtà (tematica fortemente attuale). La vicenda, come già detto, va molto a rilento e i risvolti al riguardo tarderanno ad arrivare (questo però non preclude la suspense e i colpi di scena). L’autore ha compiuto dei passi in avanti nella profondità di alcuni personaggi (attraverso i quali descrive l’intera società svedese con la sua “mentalità” e abitudini) prima tra tutti Lisbeth Salander, ed anche Mikael Blomqvist (pur con tutti i suoi difetti) non manca di coraggio e determinazione pari quasi a quelli della co-protagonista. Per contro, questo capitolo conclusivo certo non spicca tra i suoi predecessori, sicuramente il gran numero di personaggi crea non poca difficoltà nel seguire tutte le vicende e a rendere l’opera (già complessa di suo) un po’ pesante da leggere. Eppure nonostante i vari punti deboli non si può far a meno di leggerlo e concludere il romanzo con l’unico finale accettabile. Perché sì con La regina dei castelli di carta si potrebbero benissimo concludere le avventure di Lisbeth e Mikael in modo regolare, pensando che in fondo non potrebbe terminare in modo diverso una storia iniziata con una battaglia contro gli Uomini che odiano le donne.

Il film

di Alessandro Bavuso

Il terzo film della saga che traspone su pellicola i romanzi della Trilogia del Millennio di Stieg Larsson è forse il meno riuscito dei tre. Diretto al pari del secondo capitolo dal regista Svedese Daniel Alfredson questo terzo capitolo si dimostra inferiore ai suoi due predecessori, pur essendo ugualmente un film di altissimo livello. “Registicamente” il film non presenta alcun’imperfezione, ogni singola scena si dimostra diretta egregiamente e capace di esaltare la performance degli attori, protagonisti e non, che ancora una volta si rendono capaci di una prestazione magistrale. Tuttavia, il film perde molto rispetto al terzo romanzo dello scrittore Svedese, pur restando abbastanza aderente alla trama. La pellicola si apre mostrando Lisbeth miracolosamente sopravvissuta allo scontro con il fratellastro e il padre svoltosi nel capitolo due della saga. Il film parte con un ritmo basso, mostrandoci quasi subito la protagonista in ospedale, senza riuscire a trasmettere un senso di tensione per la sorte di quest’ultima. Lo sviluppo di trama prosegue, però, bene rialzando il ritmo e intensificando la suspense nel momento in cui il susseguirsi frenetico degli eventi ravviva l’azione. Rivediamo, dunque, i protagonisti delle prime due opere e le storie dapprima intrecciarsi e sbrogliarsi, svelando gradualmente misteri e retroscena, fino a condurci verso un “lieto fine”, capace di evocare bene il finale del libro, rievocandone appieno anche l’atmosfera tipica dell’intera trilogia.

 

Personaggi

Ronald Niedermann

di Ilaria Calveri

Nel secondo romanzo della trilogia Millennium, intitolato La ragazza che giocava con il fuoco, nell’esistenza tormentata di Lisbeth Salander fa la sua comparsa un personaggio dai contorni oscuri, inquietante quasi quanto il suo aspetto. Tale figura risponde al nome di Ronald Niedermann, cittadino tedesco e, oltre ogni ragionevole dubbio, un killer privo di scrupoli. Questo gigante biondo assume una certa rilevanza nel racconto di Larsson in quanto veste i panni del fratellastro della protagonista. Il comune denominatore che unisce Niedermann e Lisbeth è il malvagio agente segreto Zalachenko, padre di entrambi. Nel film, dall’omonimo titolo del romanzo, l’attore svedese Micke Spreitz presta il volto a questo personaggio.

 

Alexander Zalachenko

di Marco Lambertini

Alexander Zalachenko è il padre naturale di Lisbeth, è una spia sovietica che diserta e si stabilisce in Svezia negli anni 70. In Svezia crea e comanda una impresa criminale che viene coperta da una parte deviata dei servizi segreti svedesi. In Svezia diventa padre di due figlie Lisbeth e Camilla, non sposa la loro madre Agneta, con la quale ha solo incontri sessuali e sopratutto la picchia violentemente causando le prime ribellioni di Lisbeth.
Proprio dopo una delle solite violenze subite dalla madre , avviene poi ciò che Lisbeth chiama “Tutto il Male”. Lisbeth(che ha 12 anni) dopo aver visto le condizioni della madre decide di inseguire il padre, che è già entrato in macchina, e, quando lui apre il finestrino per parlarle, lei butta all’interno dell’abitacolo una busta da latte piena di benzina e accende un fiammifero bruciando quasi completamente il viso di Zalachenko, che però non viene accusato delle violenze causate ma anzi difeso dai Servizi segreti. Dopo uno scontro con Lisbeth all’interno di una fattoria che vede entrambi feriti gravemente e ricoverati all’ospedale di Goteborg. Qui uno dei vecchi membri della sezione deviata dei servizi, ormai malato e in pensione, uccide Zalachenko e si suicida.

 

Annika Giannini

di Giusy Ranzini

La figura di Lisbeth Salander, è una figura carismatica che cattura subito il lettore, ma, in ogni suo libro, Stieg Larsson trova sempre il modo di inserire nuove figure femminili, forti, indipendenti e con un grande senso etico. Nel libro “La regina dei castelli di carta”, la figura dell’avvocato Annika Giannini, sorella di Mikael Blomkvist, redattore della rivista Millenium, è una di queste.
Mikael vuole a tutti i costi che Annika difenda Lisbeth, anche se è un avvocato che si occupa prevalentemente di diritti delle donne e dunque, per questo motivo, manca di esperienza nel campo penale.
Lisbeth, anche questa volta, sarà messa a dura prova e si troverà a combattere contro oscuri personaggi che trameranno per distrugge la sua esistenza. Mikael, con l’aiuto dell’ala “sana” della SAPO svedese e di Annika, riuscirà a fare piena luce sulla sconvolgente storia di Lisbeth e sul complotto ordito ai suoi danni con l’aiuto della perizia psichiatrica del prezzolato dottor Teleborian. Lisbeth si rapporta con una serie di personaggi che, a loro modo, si sono affezionati a lei, ragazza dal carattere particolare.

 
 
 

Stieg Larsson 


È stato uno scrittore e giornalista svedese. Esperto conoscitore di organizzazioni di estrema destra e neonaziste, è stato fondatore della rivista antirazzista Expo, consulente di Scotland Yard e corrispondente dal Regno Unito, consulente del Ministero della Giustizia svedese, inviato per l’OSCE. È morto improvvisamente per un attacco cardiaco nel 2004. Dopo la sua morte sono stati pubblicati i suoi romanzi polizieschi, facenti parte della trilogia Millennium. È stato il secondo autore più venduto nel mondo nel 2008, dietro l’afghano Khaled Hosseini. A marzo 2010 la sua trilogia Millennium ha venduto 27 milioni di copie in oltre 40 paesi