La sera a Roma




(Recensione di Massimo Ghigi)


Autore: Enrico Vanzina

Editore: Mondadori

Genere: Noir

Pagine: 192

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

Sinossi. Federico, il protagonista di questa storia ambientata in una Roma elegante e decadente, è uno sceneggiatore di esperienza con molti film di successo alle spalle. Frequenta i salotti nobili della capitale, ma anche le redazioni dei giornali, le trattorie storiche del centro e l’entourage intellettuale e cinematografico. Un giorno uno dei più apprezzati broker della finanza romana gli chiede di incontrare un giovane attore, Domenico Greco, per aiutarlo a entrare nel mondo del cinema e Federico, per cortesia, invita a casa sua quello che a prima vista è un belloccio senza arte né parte. Poche ore dopo, però, il ragazzo viene ucciso con un colpo di pistola. E il protagonista, essendo uno degli ultimi ad averlo visto, si ritrova coinvolto nelle indagini. A dipanare l’intricata trama di segreti, relazioni clandestine, innamoramenti mai confessati, tradimenti, lavorano parallelamente Margiotta, un sagace commissario, Maselli, un giornalista di cronaca nera assetato di scoop, e lo stesso Federico, che si ritrova talmente invischiato nella vicenda sentimentale legata all’omicidio da mettere a rischio il proprio matrimonio. E muovendosi tra nobili decaduti, fisioterapiste brasiliane e mostri sacri del cinema italiano, la sfida del protagonista sarà proprio quella di dimostrare la sua innocenza. Di rivelazione in rivelazione, la verità verrà a galla gradualmente, tenendo altissima la tensione e spiazzando anche il lettore più navigato.

 

 

Recensione

Mi piace molto il modo di scrivere di Enrico Vanzina, trovo che abbia un gran stile e tanta classe!

In questo caso specifico gioca sicuramente in casa, scrive di ciò che conosce meglio, la sua Roma e i ‘dietro le quinte’ dell’alta borghesia romana, di vip, di nobili di fatto o acquisiti, mischiando sapientemente finzione e realtà su noti personaggi del passato tra registi, giornalisti, sceneggiatori o semplici opinionisti.

Leggendo le pagine di Vanzina viene voglia di prendere seduta stante e partire per Roma, tanto traspare l’amore per la sua città… ma anche un po’ l’amarezza per ciò che è stata e che non è più; l’involgarimento generale che ha subìto, specchio, se vogliamo, del nostro paese intero.

È un rapporto di amore/odio nei confronti della capitale, quello che traspare neanche tanto tra le righe, ma anzi piuttosto esplicitamente; amore per lo splendore del passato e per l’imbarbarimento dei giorni nostri, non tanto per la città in sé, quanto per la sua gente e per chi, in generale, calca le strade romane ai giorni nostri.

È questo, secondo me, l’aspetto dominante, il protagonista vero del romanzo che ci fa vivere ‘una sera a Roma’ in mezzo a tutta una fauna di personaggi un po’ di classe e un po’ cialtroni, tra amori, tradimenti, sesso, invidie, e… morte.

Alla fine il giallo in sé per sé non è la cosa importante del libro, in fin dei conti si tratta di una ingarbugliata storia in cui più di un personaggio ci lascia la pelle; il bello è proprio il modo in cui è scritto e il fascino che trasmette parlando di personaggi e ambienti della Roma-bene.

Nel leggerlo ti sembra quasi di vedere un film in bianco e nero, una bella storia noir, con interpreti d’altri tempi.

Dialoghi che a tratti sfiorano la poesia, che ammaliano il lettore, anche quando si parla di trame e sotterfugi, dove tutti i personaggi si confrontano tra verità e menzogne, alla luce del sole, come se non ci fosse altro da aggiungere, come se non ci fosse niente da leggere tra le righe; ma è solo apparenza, perché la prossima pagina potrebbe dire tutto il contrario, con nuovi scenari inaspettati, nuovi tradimenti a far sorgere dubbi su tutto e tutti.

Fa bene ogni tanto leggere noir come questo, privi di sensazionalismi a tutti i costi, libri che hanno dalla loro la sicurezza e la consapevolezza nei propri mezzi; sono libri dai quali, semplicemente, bisogna farsi prendere per mano e lasciarsi condurre… non importa dove.

Alla prossima!

 

 

Enrico Vanzina


Figlio del grande regista Steno, uno dei massimi rappresentanti della commedia all’italiana, vive nel mondo del cinema sin da quando è nato. Nel 1976 ha iniziato a scrivere sceneggiature e da allora ha collaborato con i maggiori esponenti del nostro cinema. Nel corso degli ultimi trent’anni ha firmato, insieme al fratello Carlo, alcuni dei più grandi successi al botteghino italiano. Ha realizzato anche moltissime fiction televisive. Ha vinto il Nastro d’argento, la Grolla d’oro, il Premio De Sica e il Premio Flaiano. Ma il cinema e la tv non sono la sua unica occupazione. Ha collaborato con il Corriere della Sera e scrive ogni settimana sul Messaggero. Ha pubblicato diversi libri, tra cui Le finte bionde, Una famiglia italiana (Mondadori) e Colazione da Bulgari (Salerno Editrice).

A cura di Massimo Ghigi

facebook.com/wildmax.ghigi



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