La Sirena




(Recensione di Michela Alfano)


Autore: Camilla Läckberg

Traduttore: Laura Cangemi

Editore: Marsilio

Pagine: 446

Genere: Giallo nordico

Anno di pubblicazione: 2014

 

 

SINOSSI: Un mazzo di gigli bianchi e una busta con un biglietto. L’ennesimo. Impegnato nel lancio del suo romanzo d’esordio, Christian Thydell riconosce sul cartoncino bianco che gli viene recapitato prima di una presentazione la stessa calligrafia elaborata che da oltre un anno lo perseguita, e finisce per crollare. A Erica Falck, sua preziosa consulente nella stesura del libro, confessa di ricevere da tempo oscure lettere anonime. Uno sconosciuto lo minaccia di morte, e il pericolo si fa sempre più vicino. Quando dal ghiaccio lungo la costa viene ripescato il corpo di un vecchio amico di Christian misteriosamente scomparso tre mesi prima, l’ispettore Patrik Hedström si convince che tra i due episodi ci sia una relazione e comincia a indagare. Intanto Erica, in faticosa attesa di due gemelli, decide di seguire una pista tutta sua. Chi meglio di lei conosce la psicologia di uno scrittore? Sa bene che, quando si scrive, si finisce sempre per infilare nella trama anche qualcosa della propria vita. Il presente di Fjällbacka torna a intrecciarsi a drammi che hanno la loro origine in tempi lontani, una fumosa e tormentata concatenazione di cause ed effetti che si trascina negli anni, a conferma che i segreti non si lasciano mai seppellire per sempre e che il passato, inesorabilmente, finisce coll’agguantarti.

RECENSIONE:

Anche non avendo mai letto altri romanzi della serie di Erika e Patrik, la storia può essere affrontata senza problemi in quanto priva di riferimenti al passato che la renderebbero incomprensibile ai neofiti. Si può incontrare solo qualche difficoltà iniziale per ricordare tutti i personaggi! È una storia che prende sin dall’inizio: chi è l’omicida che la vittima incontra nella prima pagina, persona diversa da quella che si aspettava di incontrare proprio in quel posto? E a chi appartengono i ricordi contenuti nei flashback che intervallano la narrazione degli eventi nel presente? Quale dei personaggi è stato quel bambino?

Alla ricerca delle risposte a queste e ad altre domande, la lettura scorre veloce e famelica attraverso le parole che la Läckberg sa usare bene, sia nella descrizione delle azioni finalizzate alle indagini, sia nella rappresentazione delle dinamiche interiori e familiari relative ai vari personaggi. I flashback, che costituiscono ormai un marchio di fabbrica dell’autrice nordica, proiettano il lettore in un passato lontano, nel quale risiedono le origini dei livori del presente e le ragioni dell’omicida.

Personalmente, ho trovato di forte impatto emotivo le vicende narrate attraverso i flashback: terribili spaccati di vita vissuta da chi non aveva ancora gli strumenti per affrontarla senza subirne conseguenze, con una particolare attenzione ai risvolti psicologici che queste hanno nel presente. Con il progredire della narrazione, poi, i due filoni temporali si avvicinano progressivamente, fino a colmare le lacune e chiarire ogni mistero.

Tuttavia, avvicinandomi alla fine del romanzo, ho trovato davvero irritante l’abitudine di nascondere al lettore la scoperta di indizi da parte dei personaggi poi rivelatisi fondamentali per la soluzione del caso. Telefonate con informazioni chiave di cui non è riferito il contenuto, documenti che non viene concesso conoscere e conversazioni avvenute solo a capitolo chiuso. È vero che anche il lettore ha un vantaggio nei confronti dei personaggi rispetto alle informazioni sul caso e che molte delle cose celate possono essere facilmente intuite, ma questo tipo di suspense un po’ forzata non è di quelle che incontrano il mio gradimento di lettrice.

Quindi, se da un lato questo romanzo ha senz’altro catturato la mia attenzione, chiamandomi a leggerlo in ogni momento libero, e anche emozionato nei suoi tratti più indagatori dell’animo umano, dall’altro ha anche incontrato, talvolta, il mio disappunto. Soprattutto perché, man mano che si accorcia la distanza dalla fine, le informazioni nascoste sono sempre maggiori e al lettore viene data solo un’idea abbozzata di quello che sta accadendo nelle indagini.

Se però siete già avvezzi allo stile narrativo della Läckberg e questi espedienti non vi disturbano, la storia, senz’altro ben studiata, non vi deluderà. Il finale, poi, renderà quasi impossibile evitare di leggere il seguito per gli appassionati della coppia Erika e Patrik.

 

Camilla Läckberg su THRILLERNORS

Camilla Läckberg – (nome completo Jean Edith Camilla Läckberg Eriksson) è nata a Fjällbacka, il 30 agosto del 1974. È l’autrice svedese di crime più tradotta nel mondo.