La stagione del sangue






(recensione di Erica Puggioni)

Autore: Samuel Bjørk

Editore: Longanesi
Pagine: 550
Genere: Thriller
Anno Pubblicazione: 2016

Che il nord Europa fosse terreno fertile per scrittori e racconti noir noi lo sappiamo bene, ed è dal nord arriva per Longanesi uno degli autori di thriller piú crudo, talentuoso e scioccante che io abbia mai letto. Samuel Bjørk, pseudonimo del poliedrico artista norvegese Frode Sander Øien, continua la serie della unità speciale di Oslo guidata da Holger Munch e dal suo team di talenti scelti che è nuovamente alle prese con un feroce assassino ne ” LA STAGIONE DEL SANGUE”
Di nuovo nei boschi e un altro omicidio, portano Holger Munch di fronte a un nuovo e singolare livello di efferatezza. In una radura in mezzo ad un bosco, in un campo di erica in fiore è stato ritrovato il cadavere di una ragazza. Il corpo nudo e scheletrico di un’adolescente distesa su un letto di piume e circondata da candele disposte in modo da formare un pentagramma, la stella a cinque punte che ricorda macabri rituali pagani… Piume, candele, una parrucca, la strana posizione delle braccia, un tatuaggio: una testa di cavallo con sotto le lettere A e F. Queste sono le immagini che Munch proietta davanti alla sua squadra di nuovo riunita. Una squadra di elementi speciali, come speciale è questo nuovo caso. A mancare all’appello è Mia Kruger, che nonostante la brillante risoluzione del precedente episodio raccontato ne LA STAGIONE DEGLI INNOCENTI ( Longanesi, 2015), era stata di nuovo allontanata dal gruppo. Ed è lei ancora una volta la protagonista assoluta di questo nuovo, oscuro romanzo.
Mia “raggio di luna”, il soprannome che le aveva dato sua nonna, un indiana con occhi azzurri e capelli neri.
Tu sei speciale Mia, lo sai? Mia tu sai cose che loro non sanno, vedi cose che gli altri non vedono…
Sono i maledetti ricordi che divorano di nuovo Mia dall’interno, ritenuta un “soggetto instabile” e fuori dalla squadra finchè non avesse finito la terapia dallo psicologo. Andare dallo psicologo? Ci aveva provato, ma il richiamo di Sigrid, la sua gemella morta, era troppo forte ora che era sola ad affrontare i suoi ricordi… ” Vieni, Mia, vieni “. Ma Holger Munch sa che solo Mia può interpretare le circostanze che hanno condotto la vittima in quel bosco e impedire che chi l’ha sacrificata colpisca ancora. E a costo di inimicarsi i suoi superiori, la richiama nella sua squadra.
Pensavo di aver già letto il massimo con il precedente thriller, e invece 208 pagine sono letteralmente sfumate in una storia che mi ha lasciato ancora, e se possibile, ulteriormente sconvolta.

La costante di questo nuovo libro di Bjørk è probabilmente il susseguirsi delle vicende personali di Munch e della squadra intera, che forniscono al lettore una chiave di lettura più intima e coinvolgente. Il ritrovamento di questo cadavere porterà la squadra ad indagare in un mondo di ragazzi “difficili” e “speciali” allo stesso tempo, ad indagare nei recessi oscuri del web e nel mondo delle grandi case farmaceutiche e della guerra che i gruppi di animalisti combattono contro queste multinazionali e la loro strapotenza. Ed infine nel mondo delle sette, del fanatismo religioso che mette paura e che con la loro segreta esistenza daranno all’intera squadra filo da torcere nella risoluzione delle indagini.
Amo i thriller e come pochi, questo mi ha ipnotizzata, incapace di venirne fuori anche quando le pagine si facevano difficili da leggere per via dei contenuti macabri e forti.

Samuel Bjørk su THRILLERNORD

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