La strega






(recensione di Annamaria Di Palma)


 

Autore: Camilla Läckberg
Editore: Marsilio
Collana: Farfalle
Genere: Thriller
Pagine: 681
Anno pubblicazione: 2017

 

…l’uomo aveva un innato bisogno di confessione, di raccontare la propria storia. Quasi senza eccezioni

Fjällbacka. È una comune domenica pomeriggio d’estate quando la piccola Nea Berg scompare misteriosamente. La sua età e il luogo della scomparsa però, sono sufficienti a far riaccendere negli abitanti del posto il ricordo  dei drammatici eventi di trent’anni prima: dalla stessa fattoria, che allora apparteneva alla famiglia Strand, era scomparsa la piccola Stella, quattro anni, ritrovata poi nel non lontano bosco, morta. Queste strane coincidenze vengono poi ad essere acuite dal ritorno sull’isola di Marie Well, ora celebrata e acclamata star di Hollywood, un tempo sospettata, insieme alla sua migliore amica Helen, di aver ammazzato la povera Stella.

Possono tutte queste circostanze essere solo una coincidenza? 

Passato e presente viaggiano in parallelo, scuotendo le coscienze e i ricordi, in un inaspettato déjà vu.

Una nuova indagine per Patrick Hedstrom e i suoi colleghi, costretti ad alternarsi tra l’investigazione  di quello che è stato taciuto negli anni e la ricerca di ciò che ancora si cerca di nascondere. Erica  è alle prese con un nuovo romanzo, proprio sul caso Stella, motivo in più per essere coinvolta nelle indagini e contribuire a districare l’aggrovigliata matassa degli eventi.

È una Fjallbacka gremita di turisti, nel pieno del marasma estivo, che si trova ad affrontare un’ulteriore sfida: accogliere profughi siriani fuggiti dalla guerra. Ed è intorno al “diverso” che cresce e si diffonde la paura, il sospetto per tutto quello che appare differente e allo stesso tempo il più semplice capro  espiatorio.

Una intricata e moderna caccia alle streghe, una cieca lotta contro il presunto male che minaccia di ardere e avvampare ancora.

Torna lo stile noir firmato Camilla Läckberg. Un romanzo dai tratti crudi, spesso inquietanti, forse perché tremendamente attuali. L’autrice sceglie di adattare accanto a quella che è la sua storia, temi attuali quali l’accoglimento dei profughi siriani e il bullismo, sfruttando a pieno il privilegio di cui godono gli scrittori: sceglie di dar voce al “diverso” che racconta gli orrori della guerra, i traumi quotidiani e la costante paura che spinge tutti, senza età, a vedere nella fuga l’unica via di salvezza, una fuga senza scelte che lascia solo remore. L’arrivo in una nuova “casa” è una sfida, la sfida all’integrazione: è la paura, ad accoglierli, è il sospetto verso chi non si conosce, che alimenta diffidenza e odio, bloccando qualsiasi tentativo di dialogo.

Esattamente, forse quasi all’opposto, una forma di comunicazione moderna tutt’altro che lenta, il social, pubblica piazza virtuale in cui meglio attecchisce un nuovo male moderno: il bullismo. Sam e Jessie sono vittime a tutto tondo non solo di un meccanismo cieco e moralista, intriso di falso perbenismo, ma degli strascichi senza tempo di un passato oscuro e senza colpe.

La Läckberg punta ancora una volta su Patrick e Erica: la rettitudine e la costanza di lui, ligio al suo dovere di poliziotto, l’infallibile fiuto e la caparbietà di lei, che ancora una volta sono in grado di scavare a fondo nei vecchi casi di omicidio  e di trovare sempre risposte.

Il lettore può perdersi ancora una volta nel meraviglioso paesaggio dell’arcipelago  e nel quotidiano dei suoi abitanti,in un clima di continuo crescendo fatto di mistero e numerose domande,  che tiene incollati alla pagina.

In due parole: SUPERLATIVA CAMILLA!

Camilla Läckberg su thrillernord:


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