La terza vittima




Recensione di Marco Lambertini

Autore: Unni Lindell

Editore: Newton Compton

Pagine: 442

Genere: thriller

Anno Pubblicazione: 2016

 

 
 
 
 
 
 
 

Oslo, 1988. La dodicenne Maike Hagg viene trovata morta nei locali dell’Ospedale psichiatrico di Gaustad. La polizia, dopo le dovute indagini, conclude che si è trattato di un incidente: la ragazzina, figlia di un paziente, è caduta, battendo la testa sul pavimento.
Poco prima che il fatto cada in prescrizione, Emmy Hammer e Aud Johnsen si incontrano per la prima volta dopo venticinque anni. Rispettivamente figlie di un primario e di un altro paziente psichiatrico, Emmy e Aud conoscevano bene Maike, con cui giocavano spesso per i corridoi dell’ospedale.
Aud informa l’amica che intende scrivere un articolo che dimostri che la morte di Maike nel 1988 non fu un incidente ma un omicidio. Poco dopo Aud viene uccisa in modo brutale e inizia così una reazione a catena di eventi drammatici che costringe l’ispettore Cato Isaksen e la sua affascinante aiutante Marian Dahle a riaprire il caso…

 

“Il locale caldaie è rimasto chiuso per parecchi anni. Passo il tempo nel piccolo edificio di mattoni sulle cui pareti esterne la vite selvatica si abbarbica come io mi aggrappo al futuro. Qui ho tutto: pace, silenzio, oscurità. Non devo indugiare sui miei problemi personali: soltanto portare a termine il mio piano. Mi sembra quasi di essere l’unica creatura sopravvissuta a un’inquietante catastrofe. La paura si espande dentro di me come una ragnatela nera. Il termine “omicida” non mi si addice. Non esattamente”

 

Cato Isaksen e Marian Dahle non sono la solita coppia di investigatori, abbastanza classica nei thriller nordici, soprattutto perché Marian è una ragazza Coreana adottata a soli tre anni da una famiglia norvegese non proprio adamantina.
Infatti la madre adottiva ha tentato di ucciderla a 16 anni ed in seguito a questo tragico evento, la ragazza è stata presa in affido da un poliziotto, divenuto poi capo dell’anticrimine.
Marian è asociale e solitaria ed entra ben presto in conflitto con Isaksen che è il suo capo. Nonostante ciò Cato capisce le capacità investigative della ragazza e quindi si instaura tra i due un rapporto di odio/amicizia che continua in tutti i libri.
Questo rapporto è una delle cose che più mi intrigano perché è quasi unico che tra due protagonisti continui ad esserci una tensione che solitamente esiste all’inizio ma poi si smorza.

La Terza vittima, il quinto della serie, è una storia con ramificazioni nel passato che ritornano e causano una serie di eventi drammatici che l’autrice descrive in maniera brillante e tenendo sempre alta la suspense.
Le indagini si intrecciano piano piano tra passato e presente e il rapporto tra i due investigatori rimane sempre sull’orlo del precipizio.
Il personaggio di Marian è uno dei più complessi e, allo stesso tempo, interessanti dei Thriller nordici e anche se non sembra avere interesse per le persone, riesce a coinvolgere il lettore in maniera completa.

 

“Marian Dahle si aggiustò la cuffia di protezione, piegò le ginocchia e caricò la pistola. I suoi capelli erano neri e lucidi come quelli di tutti gli asiatici. L’investigatrice speciale aveva rinunciato alla coda di cavallo, che del resto non la rendeva più femminile, e se li era tagliati. Sopra i suoi occhi a mandorla incombevano due sopracciglia decise, come un paio di ali scure…
Gli spari a salve dei suoi colleghi risuonavano da tutte le parti, Lei stinse gli occhi e si concentrò. Qualche settimana prima, il suo psichiatra le aveva diagnosticato una forma di ipersensibilità. Le aveva spiegato che recepiva stimoli che sfuggivano ad altri e che valutava gli eventi in base a sottili distinzioni…”

 

L’autrice dimostra talento nel mantenere alta la tensione nonostante la storia sia principalmente un procedural. Le tessere di un puzzle iniziato 25 anni prima trovano il proprio posto lentamente e poi, mentre il ritmo e la suspense crescono, ci si avvia ad un finale di notevole impatto.

Personalmente ritengo la Lindell una delle migliori autrici norvegesi che con questa serie non ha nulla da invidiare ai grandi come Nesbo, Ola Dahl e ai nuovi autori come Samuel Bjork.

 

 

 

Unni Lindell


Unni Lindell – nata nel 1957, è tra le più celebri scrittrici norvegesi. Ha riscosso un grande successo internazionale soprattutto con i suoi thriller (protagonisti l’ispettore Cato Isaksen e la sua giovane collega Marian Dahle), da cui è stata tratta anche una serie televisiva. La Newton Compton ha pubblicato La trappola, il primo libro che vede protagonisti l’ispettore Cato Isaksen e Marian Dahle, e L’ultima casa a sinistra, il secondo romanzo della serie, che prosegue con Dolce come la morte, Il caso della donna sepolta nel bosco e La terza vittima.