La treccia




(Recensione di Mirella Facchetti)


Autore: Laetitia Colombani

Traduzione: Claudine Turla

Editore: Nord

Pagine: 284

Genere: Narrativa

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

SINOSSI. A un primo sguardo, niente unisce Smita, Giulia e Sarah. Smita vive in un villaggio indiano, incatenata alla sua condizione d’intoccabile. Giulia abita a Palermo e lavora per il padre, proprietario di uno storico laboratorio in cui si realizzano parrucche con capelli veri. Sarah è un avvocato di Montréal che ha sacrificato affetti e sogni sull’altare della carriera. Eppure queste tre donne condividono lo stesso coraggio. Per Smita, coraggio significa lasciare tutto e fuggire con la figlia, alla ricerca di un futuro migliore. Per Giulia, coraggio significa rendersi conto che l’azienda di famiglia è sull’orlo del fallimento e tentare l’impossibile per salvarla. Per Sarah, coraggio significa guardare negli occhi il medico e non crollare quando sente la parola «cancro». Tutte e tre dovranno spezzare le catene delle tradizioni e dei pregiudizi; percorrere nuove strade là dove sembra non ce ne sia nessuna; capire per cosa valga davvero la pena lottare. Smita, Giulia e Sarah non s’incontreranno mai, però i loro destini, come ciocche di capelli, s’intrecceranno e ognuna trarrà forza dall’altra. Un legame tanto sottile quanto tenace, un filo di orgoglio, fiducia e speranza che cambierà per sempre la loro esistenza.

 

 

RECENSIONE

Non sapevano che fosse impossibile, allora l’hanno fatto. Mark Twain.

Questa frase – citata dalla stessa Colombani – racchiude, a mio avviso, l’essenza del romanzo: la capacità e il coraggio, cioè, di andare oltre quelli che vengono indicati come nostri limiti. E questo romanzo è, a tutti gli effetti, un elogio al coraggio e alla dignità delle donne. Delle donne che non si abbattono e sanno trovare dentro loro stesse la forza per rialzarsi e per realizzare anche l’impensabile.

La Colombani con una scrittura fluida, senza fronzoli, ma estremamente intensa, accompagna il lettore in un viaggio, in compagnia di tre donne: Smita, Giulia e Sarah. Tre figure femminili che non potrebbero essere più diverse – per condizione sociale, stile di vita, cultura – ma che sono accumunate dagli stessi valori: spirito di sacrificio, forza, dignità e coraggio.

E sono proprio la dignità e il coraggio, alcuni dei fili che uniscono le storie di questi personaggi. La Dignità di Smita, donna ai margini, che vuole assicurare un futuro migliore alla figlia, il Coraggio di Giulia che farà l’impensabile per salvare l’impresa di famiglia e la Dignità di Sarah nell’accettare e vivere la sua battaglia.

L’impianto narrativo, caratterizzato da capitoli dedicati in modo alternato ai singoli personaggi, se da un lato permette di entrare nelle storie in modo graduale, dall’altro si rivela una scelta stilistica che trascina il lettore: in poco tempo ci si ritrova a fare il tifo per queste Donne e si fatica a staccarsi dalle loro storie e dalla loro forza.

È un romanzo che mi ha emozionato a più riprese, soprattutto quando la Colombani ha svelato i legami, gli intrecci che uniscono le protagoniste. Legami fatti anche di gesti simbolici, semplici, ma dal significato dirompente (come non citare, ad esempio, il taglio dei capelli).

 

È un libro che non può lasciare indifferenti. È uno di quei romanzi che, una volta terminati, non riesci ad accantonare subito: i personaggi, le loro storie e i loro valori rimangono lì accanto a te, gironzolano nella tua mente e ti portano a riflettere. E i libri che hanno questa capacità sono speciali.

Ve lo consiglio caldamente!

 

 

Laetitia Colombani


Laetitia Colombani è nata a Bordeaux nel 1976. Ha studiato cinema all’École Louis-Lumière e ha diretto il suo primo film a soli venticinque anni. In breve tempo si è imposta come regista e sceneggiatrice, lavorando con attrici del calibro di Audrey Tautou, Emmanuelle Béart e Catherine Deneuve. La treccia è il suo romanzo d’esordio ed è subito diventato un caso editoriale: venduto in ventisette paesi ancora prima della pubblicazione, è rimasto per mesi ai vertici delle classifiche francesi, conquistando sia il pubblico sia la critica e aggiudicandosi il prestigioso Prix Relay.

 

 



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