La tuffatrice




Recensione di Leonardo Di Lascia


Autore: Julia von Lucadou

Traduzione: Angela Ricci

Editore: Carbonio Editore

Genere: distopico

Pagine: 288

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. In un mondo futuristico in cui si vive per accumulare punteggi, le emozioni vengono misurate da un dispositivo applicato al braccio, le giornate scandite da iper-efficienza, ferree regole comportamentali e una dose prestabilita di esercizio fisico, Riva Karnovsky, campionessa di Highrise Diving, tuffandosi dai grattacieli è riuscita a diventare una celebrità con schiere di fan e contratti milionari. Eppure, nel suo lussuoso attico al centro della metropoli, un giorno decide di mollare tutto, senza una ragione apparente. Non si allena più, non parla, scompare dai social assetati di foto e notizie. Per rimotivarla viene chiamata una giovane e ambiziosa psicologa, Hitomi Yoshida, che dovrà sorvegliarla giorno e notte attraverso telecamere nascoste in ogni angolo della casa. Finché Hitomi si accorge di essere lei stessa una prigioniera…

 

Recensione

Julia Von Lucadou ci regala un testo dove ci racconta una storia molto vicina a noi ma ambientata in un mondo distopico.

Quando si vuole raccontare qualcosa e cercare di non toccare e spaventare il lettore si prediligono ambientazioni sfocate. Un futuro che sembra impossibile da vivere, dove le emozioni sono controllate da dispositivi, le regole sono molto rigide e dove la cura della forma fisica è regolamentata quotidianamente ad orari prestabiliti.

In questo scenario c’è Riva Karnovsky, una Very Important Person, volgarmente catalogata come VIP. La sua notorietà è legata alla sua attività di tuffatrice dai grattacieli. Riva gode di notorietà ha una schiera di fan, vive in un attico al centro della metropoli, ed è piena di soldi. Un sogno!

Un giorno, di punto in bianco, molla tutto. Stop allenamenti, stop social, stop interviste. Scomparsa.

Hitomi Yoshida è in questo momento che entra in gioco, è una giovane psicologa che dovrà sorvegliare Riva Karnovsky, giorno e notte, h 24, attraverso delle telecamere.

Un grande fratello, al Servizio della psicologia. Il lato non ludico dello show.

Hitomi sorveglia Riva come da accordi, ma questa sorveglianza crea un effetto confusionario, dove chi guarda e chi viene guardato, si confondono in un’unica identità, dove chi guarda si immedesima così tanto, fino a tirar fuori da dentro di sè il dolore. Ma questo dolore di chi è?

Si accavallano le personalità, si accavallano i sentimenti, si accavallano le emozioni. L’osservatore e l’osservato si confonderanno fino a…..mi fermo qui!

Come dicevo prima il futuro e in questo caso la distopia sono un’ evoluzione della vita di oggi, l’estremizzare una situazione e renderla esasperata. Julia Von Lucadou ci è riuscita molto bene, forse non ha solo esasperato…ha anche descritto quello che viviamo oggi. Una società che ci impone delle regole, anche se non scritte.

Quante persone si sentono obbligate ad andare in palestra?

La massa, i media e i nostri modelli ce lo impongono, non ci sono delle regole scritte, ma è la società a spingerci ad evere cura del nostro corpo; e le emozioni?

Spesso non sono pilotate?

Sia per il lavoro che svolgiamo, sia per rispettare le convenzioni delle situazioni che viviamo, non dobbiamo seguire uno schema ben preciso?

I vip di oggi non sono come Riva?

Non vivono grossi dissidi interiori?

E quanti sono quelli che sanno dire basta?

Praticamente nessuno.

La vita ovattata che si sono creati è il segreto per non guardarsi dentro. Molto spesso, una volta finito questo successo inizia il declino. Interiore, fisico…fino ad arrivare anche a gesti estremi,

La traduzione di Angela Ricci ha creato un ponte perfetto tra l’autrice e il lettore, il libro ha un linguaggio essenziale e non si perde in fronzoli.

Un libro che a me personalmente ha fatto molto riflettere  trattando temi sociologici e  psicologici con maturità.

Un testo importante, una grande scoperta.

 

 

 

 

 

Julia von Lucadou


è nata a Heidelberg nel 1982. Ha conseguito un dottorato in scienze cinematografiche e ha lavorato come assistente alla regia e redattrice televisiva. Attualmente vive tra Bienna, New York e Colonia. La tuffatrice è il suo romanzo d’esordio. È stato candidato al Klaus Michael Kühne Prize for Best Debut 2018 e allo Schweizer Buchpreis 2018. Ha vinto lo Schweizer Literaturpreis 2019.

 

 

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