La visione del male




Recensione di Giusy Giulianini


Autore:​ FABRIZIO DI MARCO

Editore:​ Todaro Edizione

Collana:​ impronte

Pagine: 296 (Brossura)

Genere:PULP-NOIR

Anno di pubblicazione:​ 2021

 

 

 

 

 

Sinossi. Bologna 2015 – Giovanni Martelli è un giornalista freelance che indaga sulla scomparsa di alcune ragazze. Durante le sue ricerche il giovane reporter incrocia Angelino Torrisi, ex ispettore della Questura di Bologna, ora investigatore privato. Torrisi è un vecchio segugio coriaceo e disincantato che presta i suoi servizi anche a personaggi ambigui. Il giornalista e l’investigatore sono molto diversi tra loro: ingenuo e idealista il primo, cinico e calcolatore il secondo. Le loro differenze però forniranno un valore aggiunto all’indagine che li condurrà sulle tracce di un nemico invisibile e spietato. Un’indagine che si svolge su due fronti, tra poliziotti corrotti, vecchi esponenti della malavita, faccendieri al servizio di cosche camorristiche, e negli oscuri recessi del Dark Web, quella zona remota di internet dove le leggende più nere possono celare atroci verità. Verità capaci di uccidere

 

Recensione

È una Bologna a tinte pulp quella che si affaccia dalle pagine de La visione del male, avvolta nella desolante nebbia di un fine inverno non così lontano. Una città di periferie, dove vizio e criminalità organizzata la fanno da padroni, magari camuffati dietro il lusso di smaglianti centri benessere o sotto le irreprensibili facciate di holding tentacolari.

In quel contesto, due indagini che paiono molto distanti tra loro finiscono invece per convergere, rivelando una comune e ignobile trama. S’incontrano così un ex poliziotto, Angelino Torrisi, che al soldo di un imprenditore in odore di camorra cerca di scoprire che fine abbiano fatto due dei suoi più fedeli tirapiedi, e un giornalista free lance, Giovanni Martelli, da sempre ossessionato da casi di ragazze scomparse e ora di una in particolare, Veronica Matarrese, figlia dell’autore di una rapina da sei milioni di euro, in apparenza sparita insieme al padre e al bottino del crimine.

Giovanni però non lo crede, poiché a quei tempi Veronica viveva a Parigi dove era riuscita a ottenere una borsa di studio, e con il padre aveva interrotto i rapporti da un pezzo. Quando il giornalista, accorso sul luogo in cui è stato rinvenuto il cadavere di uno degli scagnozzi scomparsi, scopre che questi era alle dipendenze di Lorenzo Paradiso, imprenditore dai traffici illeciti, e lì incontra Torrisi, non impiega molto a capire che l’ex poliziotto sta indagando proprio per conto di quel faccendiere. Che, guarda caso, era anche il fratello di MattiaParadiso, uno degli autori della rapina in questione, morto nella strage seguita al colpo, nella quale poi erano caduti tutti i rapinatori a eccezione di Matarrese.

Come non allearsi dunque in un’indagine che non tarda ad affollarsi di vittime, ancora calde o quasi dimenticate?

Un giornalista ancora animato di ideali e un ex poliziotto indurito dalla vita, diversi, ma che in fondo condividono un medesimo senso di giustizia e un pari disgusto per l’umana abiezione.

Dagli orrori del Dark Web ai privilegi di chi intesse i propri affari con la camorra, La visione del male non risparmia le aberrazioni della nostra contemporaneità, componendo di Bologna un ritratto in nero profondo, anzi in dark noir. Dissolta la sua immagine di innocuo edonismo, persa la sua sorridente provincialità, la città si mostra per intero ammantata di avidità metropolitana, ingorda di vizi e privilegi da soddisfare a qualunque costo.

«Sazia e disperata» la definì il suo arcivescovo, con anatema acutamente presago della china futura. E infatti Bologna, la sua innocenza, l’ha persa da un pezzo. Fin dagli ormai lontani anni Ottanta della strage alla Stazione Centrale e delle oltre cento azioni criminali perpetrate dalla “banda della Uno bianca”. Furono proprio quei tragici eventi a cambiare il suo volto per sempre, a rivelarne una oscurità sotterranea e crudele, un’anima duplice e contraddittoria che è poi diventata cavallo di battaglia di una delle più rappresentative scuole italiane di noir.  

Bologna è anche la protagonista indiscussa di tutti i romanzi fin qui pubblicati da Fabrizio Di Marco, conosciuta negli anni dei suoi studi universitari e mai dimenticata. Di volta in volta ritratta con differenti colori narrativi, quasi uno spunto per saggiare i vari stilemi: il giallo classico per Spiando la notte, il thriller coniugato a elementi horror de Lo scarabeo d’argento, il noir in questa Visione del male.

Con disinvolta abilità e sguardo da esperto cinefilo l’autore viene a capo di una trama complessa i cui protagonisti sono modellati con convincente realismo, gesti, espressioni, linguaggio. Un plot narrativo che prende le mosse da lontano e da opposte direzioni, per convergere poi in un finale che non potrebbe essere diverso.

Il ritmo è sostenuto, senza sbavature né pause, e trascina il lettore in una spirale di angoscia ed efferatezza. Direi quasi in un abisso, lo stesso che divora l’anima dei protagonisti. D’altronde, per dirla con Nietzsche, «Quando guardi a lungo nell’abisso, anche l’abisso ti guarda dentro».

L’abisso su cui si affaccia e continua a specchiarsi la nostra civiltà è il male, il Male assoluto. E nessuno è abbastanza forte da poterne sostenere lo sguardo senza esserne soggiogato e corrotto. Questa, credo, è la chiave di lettura del potente romanzo di Fabrizio Di Marco che, mostrandoci il male nelle sue forme più aberranti, ci invita a ritrarci dallabisso in cui rischiamo di perderci.

 

 

A cura di Giusy Giulianini

Giusy Giulianini è nata e vive a Bologna. Legge, molto e da sempre, e scrive un po’: recensioni e interviste agli autori di narrativa giallo-noir, sua passione inveterata, e qualche riflessione personale, in veste di racconto o di romanzo. Quest’ultimo, un thriller emotivo, è fermo al Capitolo XVII e chissà se si muoverà da lì? Se si dovesse descrivere con una frase, questa sarebbe ‘I libri sono il mio peccato e i noir il mio peccato mortale’.

 

 

Fabrizio Di Marco


classe 1972, è nato a Pescara, dove vive e lavora come docente di scuola secondaria. Si occupa da anni di letteratura gialla e di cinema di genere, ed è autore di numerosi articoli per riviste specializzate, oltre che di testi teatrali. Ha esordito nella narrativa con il thriller Spiando la notte (Noubs, 2011), che coniuga un topos del giallo classico, quello del delitto impossibile, con atmosfere hard boiled. Nel 2014, con Rogiosi Editore, ha pubblicato Lo scorpione d’argento, omaggio al cinema thrilling italiano degli anni Settanta. Il suo terzo, La Visione del male, è uscitoper Todaro editore a settembre 2021.  I tre romanzi sono ambientati a Bologna, dove l’autore ha compiuto gli studi universitari.

 

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