La vita delle ragazze …




La vita delle ragazze e delle donne

( Recensione di Nunzia Esposito)


Autore: Alice Munro

Traduttore: Susanna Basso

Pagine: 304

Genere: Narrativa straniera

Editore: Einaudi

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

SINOSSI: In principio Del ha nove anni, l’età delle curiosità complesse di un bambino che anticipa la propria pubertà. Sono gli anni Quaranta: da qualche parte è in corso una guerra i cui echi contaminano anche l’egloga rude di un Ontario lontanissimo dal precipizio della Storia. Quali e quanti sono i riti di passaggio dall’infanzia alla giovinezza, dall’inesperienza all’ingresso nel solco della vita? Non esiste un’età edenica per le ragazze e le donne di Alice Munro: la bambina Del fiuta il pericolo senza saperlo nominare; l’adolescente Del gioca con il sacro animata dal desiderio di contraddire la laicità di sua madre e dallo zelo di un sentimento acerbo e acceso come ogni primo amore. Del rifiuta e insieme difende le stravaganze della madre che illuministicamente si ostina a vendere enciclopedie nel medioevo fanatico di religione di una campagna inospitale. Ha nostalgia di Dio, ma registra il Suo eterno scacco nella vita degli uomini e degli animali. A quattordici anni Del è attratta dai languidi misteri del sesso fantasticato, conosce l’agrodolce di una complicità tradita con l’amica Naomi, e nel fervore con cui anno dopo anno un’insegnante si dedica ad allestire la recita della scuola, intuisce il seme tragico di una vita senza sbocchi. Poco dopo Del è pronta per un privato rito di iniziazione sessuale, come la Gerty MacDowell di James Joyce, una Nausicaa corrotta dal desiderio di sapere, vedere, piacere. L’Eden che non c’è mai stato è ora comunque inesorabilmente alle spalle; è tempo di battesimi, di vere e proprie deliberate rinascite. Del ha diciassette anni e già intravede anche il concludersi dell’adolescenza. Sperimenta la perdita e l’amore; si tuffa nel delirio di una relazione senza ossigeno. E infine accetta per sé la necessità della scrittura e si congeda con la promessa di un’integrità scintillante che rimanda i lettori al dono di storie radiose, credibili, sublimi. Le storie di Alice Munro.

 
RECENSIONE

Canada, anni ’40.

Jubilee, un piccolo e sonnacchioso centro nei pressi del fiume Wawanash. Attraverso le parole della piccola Del, la protagonista di questo romanzo, incontriamo i luoghi della sua infanzia.

I suoi occhi di bambina, stupefatti dalla natura circostante ad ogni nuovo giorno, si soffermano a descrivere molto di ciò che la circonda, e poco di sé. D’un tratto però la scrittrice decide di soffermarsi in maniera più approfondita su un personaggio in particolare: la madre della piccola Del.

Di questo personaggio, che compare all’inizio “solo” come una casalinga, diventa col passare del tempo sempre più evidente il pensiero femminista, se vogliamo, e la ferma convinzione che le donne abbiano pari diritti e pari capacità degli uomini; la sua presenza risulta fondamentale e lo si evince dalle riflessioni e dalla concezione che Del ha di se stessa. Saranno le idee “innovative” (per quei tempi) di sua madre a generare una sorta di confusione interiore in Del, che sulle pagine di questo splendido romanzo assume via via le forme di una fanciulla e infine di una donna.

Il segreto interrogativo – quasi mai proferito ad alta voce – che molte ragazze, soprattutto in piccoli centri, ancora oggi vivono:

la famiglia o la carriera?

fa apparire questo romanzo molto moderno, nonostante sia stato scritto più di quarant’anni fa. Farsi travolgere da un destino che la massa, in maggioranza, vive, percorre, come una strada obbligata; oppure riempire un bagaglio di pochi abiti, di istantanee dei nostri luoghi, di ricordi di infanzia e partire, decidere per se stesse e scoprire che, dopotutto, per quanto abbiamo litigato e magari disprezzato in adolescenza il modo di pensare di chi ci ha preceduto, non siamo, in età adulta, poi molto lontani dalle sue scelte di vita.

La sorprendente contemporaneità dei temi trattati e la facile identificazione nei pensieri e nei tormenti di Del, fanno di La vita delle ragazze e delle donne un romanzo di formazione che si potrebbe, a mio modesto avviso, anche adottare nelle scuole. Gli interrogativi dell’autrice su come avvenga il passaggio da bambina, a fanciulla, a donna e se questi passaggi siano gli stessi per ciascuna di noi, risultano quanto mai attuali. Da (ri)leggere.
 

Alice Munro


É una scrittrice canadese, vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura nel 2013 e del Man Booker Prize nel 2009. La sua produzione letteraria è incentrata esclusivamente sui racconti, fa eccezione il romanzo “La vita delle ragazze e delle donne”, uscito per la prima volta nel 1971. I suoi racconti ambientati maggiormente nella sua regione natale, il Southwestern Ontario, con un tempo di narrazione che si sposta di continuo da passato a futuro.