La vita uccide in prosa




Recensione di Manuela Baldi


Autore: Hans Tuzzi

Editore: Bollati Boringhieri

Genere: giallo

Pagine: 153

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

Sinossi. Settembre 1988. Un grigio impiegato del Catasto viene ucciso a revolverate mentre è nel giardino della sua villetta, vicina al Parco Lambro. Un tentativo di rapina? Un incidente? Il gesto folle di qualcuno in preda ai fumi della droga? O una vendetta? I trascorsi professionali dell’uomo non offrono supporti a quest’ultima pista, in apparenza la più promettente. Ma forse il grigio impiegato non era poi così prevedibile nella quotidianità delle proprie azioni: si scopre infatti che il vecchio padre disabile… Che la chiave del delitto vada cercata, allora, tra le pieghe di una famiglia apparentemente normale, dalla vita che sembra un susseguirsi di giorni e di gesti assolutamente banali?
Mentre Melis e i suoi uomini si arrovellano, percorrendo piste che una dopo l’altra si arenano nelle più sterili conclusioni, gli anni Ottanta sembrano celebrare i loro massimi fasti: in quell’anno, il 1988, il Milan di Berlusconi Sacchi e Gullit ha vinto il campionato, sindaco della «Milano da bere» è «l’onorevole cognato» del primo Presidente del Consiglio socialista della nostra storia, e l’Italia ha appena superato il Regno Unito quanto a Pil: non sarà proprio il Paese di Cuccagna, ma, a detta di molti, quasi. È proprio così?

 

 

Recensione

Il vicequestore Norberto Melis, protagonista della serie a lui dedicata da Hans Tuzzi per Bollati Boringhieri editore, in questo episodio si trova a indagare su un omicidio apparentemente senza movente… “E non si uccide un uomo senza ragione.

E se si scopre la ragione, si scopre anche l’assassino”. Partendo da questa riflessione di Melis, si dipanerà la vicenda che Tuzzi, con una scrittura ricercata, non priva di dotte citazioni letterarie, ci racconterà, facendoci vivere le diverse ipotesi investigative, fino a condurci all’epilogo.

Ambientati quasi tutti a Milano negli anni ’80 del secolo scorso, i gialli di Tuzzi, questo compreso, raccontano, oltre alle indagini di un poliziotto atipico, due idee di società antitetiche: quella della buona borghesia, con una base culturale importante, misurata nelle abitudini, ricercata nell’abbigliamento e nel cibo, contro quella di una società in divenire, più cafona, attenta solo al danaro e che fa dell’apparire il suo fondamento.

Consigliato a chi cerca, oltre al crimine da risolvere, un’atmosfera e una scrittura sofisticate, eleganti, e a chi è disposto a mettere un certo impegno nella lettura.

 

 

 

Hans Tuzzi (Scheda Autore)


Hans Tuzzi è l’apprezzato autore – oltre che di saggi sulla storia del libro e sul suo mercato antiquario, e del romanzo Vanagloria (2012) – dei celebri gialli ambientati a Milano che hanno come protagonista il commissario Melis: Il maestro della Testa sfondata (2002 e 2016), Perché Yellow non correrà (2005 e 2016), Il principe dei gigli (2005 e 2012), Casta Diva (2005 e 2013), Fuorché l’onore (2005 e 2017), La morte segue i magi (2009 e 2017), L’ora incerta fra il cane e il lupo (2010 e 2017), Un posto sbagliato per morire (2011), Un enigma del passato (2013 e 2017), La figlia più bella (2015), La belva nel labirinto (2017). È autore anche della trilogia dedicata all’agente segreto Neron Vukcic: Il Trio dell’arciduca (2014), Il sesto Faraone (2016) e Al vento dell’Oceano (2017). Tutti i suoi libri sono pubblicati da Bollati Boringhieri.