La volontà del chimico






(recensione di Patrizia Argenziano)


 

Autore: Mauro Oropallo

Editore: inKnot Edizioni – collana Gomitolo Giallo

Pagine: 240

Genere: giallo

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

RECENSIONE

Un detective a Napoli. Un detective e Napoli.

L’amico detective Ernesto Mericalli è alle prese con una nuova indagine. Una moglie disperata ma determinata si aggrappa alla sua professionalità per trovare colui che ha ridotto in coma il marito, Luigi Galeo, responsabile di un laboratorio di ricerca, ma soprattutto per smascherare quello che lei ritiene un teatrino creato apposta per depistare gli inquirenti e indurli ad abbandonare le indagini. Luigi Galeo viene infatti ritrovato in un motel alla periferia di Napoli in compagnia di una collega, lui in coma e lei morta, entrambi drogati e in posizioni inequivocabili.

Ernesto si fida della donna e comincia le sue ricerche con quel poco che ha a disposizione, tra cui un suo personale biglietto da visita trovato proprio nel portafoglio del chimico.

Gli indizi sono pochi, così come poco produttive sono le ricerche, ma se qualcuno tenta di toglierlo di mezzo allora significa che ciò che ha raccolto è più che sufficiente e che la posta in gioco non è davvero bassa.

Il secondo libro di Mauro Oropallo è un’altra chicca.

Mi piace questo detective, mi piace perché è uno di noi, perché ama la sua città, la vive, la assapora; mi piace perché si commuove, ha un cuore ma, all’occorrenza, non dà scampo, diventa cinico e quasi spietato. Mi piace Ernesto perché non rinnega il passato anche se doloroso ma lo utilizza per lavorare meglio, per “vivere” le sue indagini, per non lasciare niente di intentato, per alleviare il dolore altrui a scapito della sua serenità. Eh sì, non è facile portare avanti un lavoro quando ti immedesimi troppo e assorbi le angosce di coloro che incontri sulla tua strada!

Mi piacciono i suoi amici, i personaggi che abbiamo già conosciuto e che contribuiscono, ciascuno secondo il proprio ruolo, alle indagini: l’amico e collaboratore d’eccezione Gianfranco, la pungente segretaria Sofia, la portiera maniaca della pulizia Rosa, il barista allegro Nando, il commissario Stefano De Pascale con il quale spartisce amicizia e informazioni, senza dimenticare, naturalmente, la moglie Laura.

E poi ce ne sono di nuovi per noi ma che, in realtà, per Ernesto riemergono dal passato: Vincenzo, amico d’infanzia che si è smarrito lungo la via. E poi c’è Nicoletta, non è un’amica ma è come se lo fosse, una grande donna e una grande moglie che lotta per la giustizia.

Mi piace tanto la Napoli di Ernesto, raccontata nei colori, nei profumi, nei rumori, nel caffè, nelle abitudini dei suoi abitanti, in un’estate caldissima. E mi piace ancora di più come vengono descritte le diverse facce di Napoli attraverso non solo i luoghi, le vie, i vicoli, le case ma anche attraverso i protagonisti, le loro vite, i loro modi di dire che la rispecchiano fedelmente.

Mi piace Napoli anche nelle sue accezioni negative e nei suoi loschi traffici.

Un giallo tinto di noir che fa ridere, piangere, riflettere e che, come “La calibro sul fondale”, ci lascia un bellissimo affresco della città di Napoli. Un’indagine brillante che lascia però un gusto un po’ amaro in bocca.

Questo autore si conferma una piacevole scoperta.

 

Di Mauro Oropallo su THRILLERNOR

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