La figlia femmina

(recensione di Mariavittoria Molitierno )




Autore: Anna Giurickovic Dato
Editore: Fazi editore
Traduttore: Pagine: 183
Genere: Narrativa
Anno di pubblicazione: 2017


Il libro racconta la storia di una famiglia formata da Giorgio, Silvia e Maria. I primi anni della vita di Maria si svolgono a Rabat dove il padre lavora in quanto diplomatico dell’Ambasciata italiana in Marocco; all’apparenza sono una famiglia felice e benestante ma la realtà è molto diversa. Giorgio, infatti, è un pedofilo e abusa ripetutamente della figlioletta.

Dopo un tragico evento, Maria e Silvia sono costrette a tornare a Roma dove cercano di rifarsi una nuova vita, tanto che Silvia comincia a frequentare un uomo, Antonio, e decide di farlo conoscere a Maria, ormai tredicenne, una sera durante una cena.

Il libro si svolge su due piani temporali diversi: c’è il racconto della cena che occupa tutto il libro, intervallato da flashback che riportano ad eventi successi a Rabat, tutto raccontato da Silvia che è la voce narrante.

Il personaggio che mi ha colpito di più, anche se in maniera negativa, è stato proprio quello di Silvia; lei aveva tutti i segnali per capire cosa stava succedendo sotto il suo stesso tetto, ma ha preferito fare finta di non vedere e continuare a pensare di vivere in una famigliola felice, passando pomeriggi in giro a fare shopping oppure gite nei fine settimana con il marito e la figlia.

Anche quando Maria è diventata una bambina evidentemente problematica, con scatti di rabbia ed episodi di autolesionismo, Silvia ha chiuso gli occhi, evitando qualsiasi tipo di responsabilità. Questo atteggiamento distruggerà la sua famiglia. I personaggi maschili, invece, sono poco caratterizzati e connotati solo negativamente; Giorgio è un mostro e non c’è bisogno di spiegarne il motivo, mentre Antonio, all’apparenza un uomo normalissimo, viene ammaliato da Maria, che civetta con lui durante tutta la cena, quasi dimenticando che Silvia era lì presente e vedeva tutto quello che stava accadendo.
Il libro mi è piaciuto, l’ho letto in tre giorni, lo stile è particolare e la scrittura scorrevole; per tutto il libro mi sono sentita in uno stato d’animo di disagio per la piccola Maria e di rabbia verso Silvia.
Consigliato.


L'AUTRICE - è nata a Catania nel 1989 e vive a Roma. Nel 2012 un suo racconto si è aggiudicato il primo posto al concorso Io, Massenzio in seno al Festival Internazionale delle Letterature di Roma. Nel 2013 è stata finalista al Premio Chiara Giovani. La figlia femmina è il suo primo romanzo.