La vita sconosciuta

(recensione di Gian Luca A. Lamborizio )




Autore: Crocifisso Dentello
Editore: La nave di Teseo
Pagine: 120
Genere: narrativa
Anno pubblicazione: 2017


Crocifisso Dentello torna in libreria con La vita sconosciuta, edito da La nave di Teseo. Ottima scelta editoriale di Elisabetta Sgarbi, già a partire dalla veste grafica della copertina, che trovo particolarmente ben riuscita.


Milano, primi anni Duemila. Ernesto, cinquantenne disoccupato, reduce da un incontro sessuale con un gigolò arabo, rincasa nel cuore della notte e scopre la moglie Agata riversa senza vita sul divano. Il tragico evento è preceduto alcune ore prima dall’ennesima disputa coniugale perché Agata – costretta a lavorare come domestica per salvare il bilancio familiare – rimprovera al marito una colpevole rassegnazione. Il lutto improvviso esaspera i sensi di colpa di Ernesto. Da anni conduce una doppia vita costellata da menzogne e tradimenti. Agata, siciliana dal carattere ribelle, ignora che il marito la tradisce con prostituti nel degrado di parchi pubblici e toilette di stazioni ferroviarie. Così com’è all’oscuro del terribile segreto che Ernesto custodisce, risalente al loro comune passato di rivoluzionari negli anni Settanta.


La vita sconosciuta è un romanzo che porta in sé due anime forti e distinte ma che, allo stesso tempo, si fondono e mescolano perfettamente tra loro.

Da un lato è un romanzo dai toni duri e coraggiosi, sia a livello contenutistico che stilistico. Un linguaggio espressivo che, in alcune immagini, lascia ben poco all'immaginazione.

Allo stesso tempo, però, tutta la narrazione è dominata da una grande delicatezza e da un forte intimismo. Il lettore è accompagnato da Ernesto nel suo flusso di coscienza e di ricordi. La morte della moglie Agata dà il via al suo viaggio nei ricordi di una vita trascorsa insieme, tra luci e ombre, tra momenti condivisi e di amore e segreti indicibili.

Dentello ci trascina in una continua alternanza tra presente e passato. Dalla miseria giovanile di Ernesto e Agata, alla loro militanza politica, animata di desideri, odio e sentimenti di rivincita, a un presente disperato di deprivazione materiale e non solo. Ernesto è un uomo distrutto, abbattuto e ormai arreso, incapace di affrontare il presente e di pensare al futuro, per cercare di mettere insieme ciò che resta della sua esistenza.

È sopraffatto dalla morte della moglie, una moglie che, nonostante il segreto di un'omosessualità taciuta, dissimulata e praticata clandestinamente, ama ancora con tutto se stesso, tanto da trasformare gli oggetti che restano di una vita passata insieme in idoli da venerare, per illudersi che la sua Agata sia ancora con lui.

Forte realismo – alla Pasolini, potremmo dire – e grande delicatezza, che resta nel lettore anche dopo aver terminato la lettura de La vita sconosciuta.

Un romanzo malinconico e raffinato, molto sofferto, decisamente riuscito e altrettanto consigliato.



L'AUTORE - Crocifisso Dentello è nato a Desio, in Brianza, nel 1978. Ha esordito nel 2015 con Finché dura la colpa (Gaffi), romanzo che è diventato un caso editoriale grazie alla calorosa accoglienza della critica e dei lettori.


Recensione a cura di Gian Luca A. Lamborizio

Blogger, editor e digital pr. Alessandrino di nascita e milanese di adozione, è autore di testi di narrativa e collabora con alcune testate giornalistiche, tra cui Affaritaliani.it e MilanoNera, diretta dallo scrittore Paolo Roversi.

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