Speciale. L’amico virtuale di Silvia Di Giacomo




Recensione di Giusy Giulianini


Autore: Silvia Di Giacomo

Editore: Lisciani Libri

Pagine: 124

Genere: Crime

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

Sinossi. Nel periferico quartiere Cassio è estate e Maya è sparita da tre giorni. Altre ragazzine prima di lei sono scomparse nel nulla. Martina, Tommy e Andrei cercano la loro amica, ma hanno un segreto: un cellulare misterioso e uno sconosciuto amico virtuale. È opera di un rapitore seriale? I segreti di Cassio verranno svelati? E Maya? Maya farà mai ritorno a casa?

 

Recensione

Impossibile entrare nel vivo del romanzo di Silvia Di Giacomo senza dedicare qualche doverosa parola di premessa a un editore, la Lisciani Libri, che, con la collana della Black list cui il romanzo di Silvia appartiene, sfida coraggiosamente le logiche imprenditoriali di un mercato editoriale in crisi dedicando un intero settore al pubblico young adult. Lo fa da maggio di quest’anno, inaugurandolo con cinque autori di qualità – Nicola Barca, Silvia Di Giacomo, Davide Di Lodovico, Caterina Falconi e Alessio Romano – tre dei quali abruzzesi come Lisciani, e in una veste grafica accattivante a cura di Cristiano Catalini, caratterizzata da copertine e disegni interni che molto hanno a che dividere con il mondo del fumetto. Iniziativa quest’ultima che mi pare particolarmente azzeccata, se si pensa quanto le immagini dominino l’universo della comunicazione giovanile attraverso smartphone, videogiochi e fumetti.

Eppure, fin dalle prime pagine de L’amico virtuale, a venirmi in mente non sono state le controverse meraviglie digitali di oggi ma, piuttosto, alcuni capisaldi della mia adolescenza anni ’80, L’estate dei bisbigli di Brunella Gasperini e le storie di Nancy Drew, che primari editori come Rizzoli e Mondadori dedicarono alla stagione incerta e turbata dell’adolescenza. Divoravo quelle pagine, lo ricordo benissimo, trovandovi il mio stesso senso di solitudine e la sofferenza di un percorso accidentato alla ricerca di un’identità personale.

Gli uni e gli altri restituiti da Silvia Di Giacomo, con non comune sensibilità, nella figura della sua protagonista, Martina, detta Marti o peggio Martinazina. Terza superiore, né bella né brutta ma certo insignificante accanto alla bellezza esotica dell’amica Maya, vive nel quartiere bunker di San Cassiano o Cassio, memoria forse per l’autrice bolognese della Porta omonima oggi scomparsa, che si ergeva tra Porta S. Stefano e Porta Maggiore.

E’ un quartiere periferico degradato quello di Martina, avvolto su se stesso come una lumaca, nel quale un giardinetto delimitato da una muraglia è teatro di incontri tra adolescenti e spaccio incondizionato di droga. Là Martina e i suoi amici Maya, Andrei e Tommy, ogni giorno, sono costretti a tutelare il loro spazio scacciando i loschi traffici di Fantin, adolescente anche lui ma già sottratto ai suoi anni da una logica criminale. Un equilibrio instabile di un luogo, dove oltretutto non sono rare le incursioni punitive di una casta privilegiata che si abbatte periodicamente sugli abitanti del quartiere e sulle loro case, in spedizioni punitive dettate dalla noia e tollerate dalle Forze dell’Ordine.

Tra i turbamenti per i primi palpiti nei confronti di Tommy e il ritrovamento casuale di un cellulare attraverso il quale la voce e l’ologramma di Fit arrivano a lenire la sua solitudine, Marty perde all’improvviso l’amica del cuore, che scompare durante un concerto. Maya non è l’unica adolescente cui è toccata quella sorte, ma la sua sparizione provoca in Marti e negli altri un vuoto incolmabile, che si apre in una realtà quotidiana già oltremodo problematica. I ragazzi si lanciano alla ricerca dell’amica, con l’inaspettata collaborazione di Fantin e con l’incoscienza venata di coraggio di un’età in cui nulla appare impossibile.

Distopico, noir, romanzo d’indagine e di formazione: sono tanti i colori narrativi che Silvia Di Giacomo è riuscita a fondere in questo romanzo. Ritratto sconcertante di una realtà che non è poi così futuribile, delizioso e brutale al contempo, Silvia firma ne L’amico virtuale pagine intense nelle quali mostra di conoscere con approfondita psicologia l’instabilità degli adolescenti, in bilico sempre tra l’attrazione per i giochi rumorosi e guasconi dell’infanzia e la consapevolezza dolorosa dell’età adulta. Nulla viene loro risparmiato di una realtà che è sotto i nostri occhi: la paura del quotidiano che diventa insofferenza e sospetto per il diverso; il progressivo straniamento da una vita che pare dominabile solo se virtuale, attraverso la medesima logica vincente dei videogiochi, ovvero abbattendo il nemico; l’esistenza di individui la cui degenerazione psichica si trasmette alla società, ammorbandola.

Una prova riuscita quella di Silvia Di Giacomo, che unisce a una scrittura consapevole e colorita una non comune lucidità psicologica, doti entrambe con le quali ci conduce lungo una trama serrata, senza mai perdere l’attenzione del lettore e il focus sull’emotività dei personaggi. L’amico virtuale è un romanzo che si legge d’un fiato, ma che lascia un’impronta duratura. Anche in uno smaliziato lettore non adolescente, come me.

 

 

 

Silvia Di Giacomo


Silvia Di Giacomo, classe 1974, vive e lavora a Bologna come gemmologa. Esordisce nel 2015 con Autoritratto all’inferno, pubblicato sull’antologia Cadute, edita da Fernandel. A ottobre 2017 esce il suo romanzo d’esordio, Lo stato di Dio, pubblicato da Foschi Editore. A gennaio 2018 partecipa all’antologia Tempo, pubblicata da Clown bianco Editore. Sempre nel 2018 e ancora con Clown bianco Editore, partecipa all’antologia Blu.

 

A cura di Giusy Giulianini

Giusy Giulianini è nata e vive a Bologna. Legge, molto e da sempre, e scrive un po’: recensioni e interviste agli autori di narrativa giallo-noir, sua passione inveterata, e qualche riflessione personale, in veste di racconto o di romanzo. Quest’ultimo, un thriller emotivo, è fermo al Capitolo XVII e chissà se si muoverà da lì? Se si dovesse descrivere con una frase, questa sarebbe ‘I libri sono il mio peccato e i noir il mio peccato mortale’.

 

 


Qualche nota in più

Luoghi:  Quartiere Cassio (immaginario)

Musicisti: Sadness, one man band, dedita a un depressive black metal

Altri libri: Autoritratto all’inferno (Fernandel, 2015), Lo stato di Dio (Foschi editore, 20179, Tempo (Clown bianco Editore, 2018), Blu (Clown Bianco editore, 2018)

 

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