L’amore addosso






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(recensione di Manuela Fontenova)


 

 

Autore: Sara Rattaro

Editore: Sperling & Kupfer

Genere: narrativa

Pagine: 252

Anno pubblicazione: 2017

 

“Si trovano tuttora geometri e filosofi, anche tra i più illustri, i quali osano perfino supporre che due linee parallele – le quali, secondo Euclide, non possono assolutamente incontrarsi sulla terra – possano invece incontrarsi in qualche punto dell’infinito.[F. Dostoevskij].

E se questo punto non fosse in un tempo infinito? Se due linee parallele, in queste caso due vite parallele, si incontrassero in un luogo reale, in un tempo reale? E se Euclide si fosse sbagliato? Quali sarebbero le conseguenze?

“In un tempo finito possono capitare un numero infinito di eventi.
Quindi, che una cosa impossibile accada, non solo è molto probabile, ma è sicuro”

Ecco come inizia questa intesa e toccante storia di Sara Rattaro. Un evento improbabile. Un ospedale, due uomini, una donna divisa tra un amore proibito e un matrimonio di facciata. Giulia si trova ad assistere Emanuele, suo marito da quattordici anni, vittima di un incidente stradale mentre era in compagnia di un’altra donna. Un piano di scale la separa da Federico l’uomo che da due anni le ha ridonato la gioia di vivere, che lei ha soccorso in spiaggia ma al quale non può avvicinarsi. Lei è l’altra, la moglie di qualcun altro, può solo elemosinare informazioni e guardare quasi con invidia la sua rivale, la moglie del suo amante, la legittima proprietaria di quel posto al suo capezzale.

Ma quand’è che tutto ha avuto inizio?

Un piccolo salto temporale ci aiuta a ricostruire la storia di Giulia, che poi è la storia di una famiglia, di amori e tradimenti. Giulia è sempre stata una persona pacata e silenziosa, una vita da brava moglie, da figlia rispettosa, sorella comprensiva fino a che la facciata ha mostrato la sua crepa e quella crepa lei ha provato a forzarla, ed è diventata un buco, una via di fuga. L’incontro con Federico, scrittore e padre di famiglia, e la scoperta che sì, a volte la felicità viene a trovarti ma porta con sé sempre il conto.

Non voglio raccontarvi di più, ma vorrei, se possibile, cercare di trasmettervi quello che la storia ha suscitato in me.

Un misto tra gioia e dolore, sorpresa e attimi di contrarietà. Non sempre ho condiviso le scelte di Giulia, ma ho cercato di scavare nella sua sofferenza per trovarle una giustificazione. Dopo anni di silenzio, una madre attenta solo all’etichetta e al buon nome della famiglia, un rapporto logorato da un antico segreto lacerante, ha ripreso possesso della sua vita, seppur rubando quella di un’altra.

“Non esiste un tempo per diventare grandi. Ne esiste uno perfetto per crescere”

Crescere e innamorarsi, perché come scrive l’autrice – a innamorarsi e a fare follie non sei quasi mai tu, ma la parte migliore di te-. Crescere per Giulia vuol dire agire finalmente con la sua testa, consapevole dei rischi e delle conseguenze.

Giulia non è mai sola, ha una famiglia, ha l’amore di tante persone, ma portarsi l’amore addosso non è sempre un piacere. La madre se lo tiene addosso, per paura di donarlo, lei lo tiene nel cuore per qualcosa che la lega al passato, ed Emanuele? Un marito amorevole e sempre di sostegno che sembra avere una relazione con un’altra donna. Ma si sa, a volte indossiamo degli occhiali che ci costringono a guardare in una sola direzione, noncuranti di quello che potremmo vedere se solo ruotassimo la testa di pochi gradi. D’altronde Emanuele lo sa, sua moglie ha “il caos dentro, come un gomitolo di cui non trovi mai l’inizio”.

Ho scelto di inserire nella recensione, piccole citazioni dal romanzo, quelle chi mi hanno colpito di più, brevi frasi o pensieri più lunghi, quasi sempre a chiudere un paragrafo o un capitolo, capaci di racchiudere il senso di quanto appena letto. Toccanti al punto di aver voglia di prendere un taccuino e segnarle, per rileggerle successivamente e continuare ad assaporare la dolcezza e la verità di quelle parole. Tutto narrato con una fluidità ed una schiettezza disarmante, senza intoppi nella lettura, senza pensieri sconnessi. Se è capitato di tornare indietro di una pagina, è stato solo per il piacere di rileggere un passaggio, mai per mancanza di chiarezza.

Questa storia ha un epilogo: lieto fine sì o no? Dovrete leggerlo, e non vi deluderà, perché noi amiamo i thriller, i gialli, i romanzi d’azione, ma ogni tanto è bello concedersi un piccolo balsamo per il cuore.

 

Sara Rattaro   è nata a Genova. Laureata in Biologia e Scienze della Comunicazione, ha lavorato come informatore farmaceutico prima di dedicarsi completamente alla sua grande passione, la scrittura. E’ già autrice di cinque romanzi di successo, tradotti in nove lingue: Sulla sedia sbagliata, Un uso qualunque di te, Non volare via (Premio Bancarella 2015), Splendi più che puoi (Premio Rapallo Carige 2016).

Intervista a Sara Rattaro