L’amore non si interpreta




L’amore non si interpreta

a cura di Stefania De Caro

(Recensione di Sabrina De Bastiani)


Autore: AA.VV.

Editore: L’Erudita (Giulio Perrone Editore)

Pagine: 205

Genere: Narrativa

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

RECENSIONE

L’amore non s’interpreta, l’amore non ha interpretazioni, non ricerca approvazioni.

Un’antologia dedicata a tutte le donne che sono riuscite a distruggere le gabbie che le avevano intrappolate, che non ingannano più se stesse accartocciando pregiudizi e preconcetti che le vogliono diverse.

Il rischio delle antologie o delle raccolte di racconti a tema è, a mio avviso, che il tema stesso, l’intento divulgativo o promozionale o didattico che sia, senza nulla togliere ai meriti intrinseci, si “mangi” a livello di cifra autoriale l’originalità di un’idea, dell’osare un approccio più personale.

Ciò non vale, senza dubbio alcuno, per questa raccolta, che chiama al racconto voci potenti e penne bellissime della nostra letteratura contemporanea, e che offre spaccati di storie che aprono alla tematica della violenza di genere, in modo diversificato, originale, che muove non solo le coscienze ma anche i pensieri.

Ogni Autore presente ha saputo declinare in diversi modi e gradazioni, con scritture materiche e taglienti, cosa significa subire una violenza, sia fisica che psicologica, come difendersene, come reagire, partendo da un presupposto tanto ovvio quanto difficile da praticare; ossia ammetterla, questa violenza, prima ancora di denunciarla. Perché dove vi è violenza, non deve esistere giustificazione.

Chi una violenza la subisce, non ha mai colpe

anche se le sue fragilità e debolezze verranno “strumentalizzate” a discarico di responsabilità

(…) Una parte di ognuno di noi rimase inaccessibile all’altro. Lo accettammo. Io perché ero vigliacco. Lei, l’ho già detto, era testarda. (Il commento – Piera Carlomagno)

anche se si sentirà responsabile per scelte di altri

(…) Il garbuglio interiore di Elisa è tutto lì, in questo abbandono irrisolto. (….) Sembra che abbia bisogno di andarsi a cacciare nei guai per attribuirsi per forza una colpa che non ha. La colpa per non essere riuscita a fermare sua madre. (L’amore non è un luogo comune – Chicca Maralfa)

anche se proveranno a “convincerlo” a non credere più in se stesso

(…) Da qui viene il cosiddetto gaslighting, una forma di violenza psicologica nella quale false informazioni sono presentate alla vittima con l’intento di farla dubitare della sua stessa memoria e percezione. (Gaslighting – Fabio Girelli

anche se si aggrapperà all’idea di un cambiamento impossibile

(…) Perché le donne hanno necessità di un compagno, di essere amate, sorrette e custodite da un uomo.

Questo, ha detto. Gli ho sorriso, elusiva, omettendo di essere sempre stata convinta dell’esatto contrario.

Magari riuscirò a fargli cambiare idea. (Il giro del mondo – Letizia Vicidomini)

Questa raccolta ha, tra gli altri, il grande merito di non promettere facili soluzioni a situazioni che facili non sono, ma di mostrare una possibilità, quella di poterne uscire.

Prendendosi cura

(…) Gli oggetti come le persone non vanno trascurati. Prima o poi si ribellano. La televisione frigge, l’antenna non prende bene il segnale. Il frigorifero raffredda poco. C’è mai stato un tempo in cui tutto funzionava, compresi loro due (…)? (Quello che resta – Arianna Destito)

Non destituendo di credibilità l’istinto

(…) Non aveva voluto dividerli con lui, la casa e il figlio, un barlume di saggezza le aveva impedito di accoglierlo lì, di abbattere quell’ultima difesa da un sentimento che sapeva già di sconfitta. (La violenza di un silenzio – Giusy Giulianini)

Parlando, affrontando

(….) ma raccontare non vale. Bisognerebbe vivere. Indossare le scarpe, poggiarle sulle orme secche, negli stessi momenti, con le stesse temperature. Il racconto ridimensiona, rende udibili cose indicibili. Quando si comincia a raccontare il peggio è già alle spalle. (Blu oltremare – Sabrina Prisco)

Non chinando la testa abdicando alla dignità

(…) perché un’attrice conferisce dignità ai testi, quando ce l’hanno. Questo fa davanti al suo pubblico. E alla fine si inchina perchè vive d’applausi. (Il copione caduto – Ezio Gavazzeni)

Avendo negli occhi e nel cuore un’idea di amore così come ha da essere, non svilita da retropensieri distruttivi

(…) “Che stai leggendo?” domandò a bruciapelo. (….)

“Un romanzo” rispose con voce neutra.

“Non mi dire” replicò lui, e alla giovane parve di cogliere nel suo tono una punta di perfida ironia. “E di cosa tratta?”

“D’amore”.

“Ah,l’amore!” sbottò l’uomo. “Quale fulgido sentimento! E che oscuro mistero!”. (La bellezza è il tuo destino – Bruno Morchio)

Perché alla fine, è l’amore che muove tutto, che salva, anche da se stessi, perché L’amore non si interpreta, non si “recita”, non si “spiega”. In altri modi che non siano, appunto, amare.

 

 

Gli autori


Vincenza Alfano, Alessandro Jacopo Brusa, Daniela Bartoli, Fabio De Masi, Piera Carlomagno, Antonio Fresa, Elisabetta Flumeri & Gabriella Giacometti, Ezio Gavazzeni, Giusy Giulianini, Paolo Giacovelli, Arianna Destito, Fabio Girelli, Chicca Maralfa, Diego Lama, Francesca Petrarca, Lorenzo Mazzoni, Sabrina Prisco, Bruno Morchio, Letizia Vicidomini, Gianluca Pirozzi.

 



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