L’archivio del mondo




L’archivio del mondo, Quando Napoleone confiscò la storia

Recensione di Barbara Bernardini


Autore: Maria Pia Donato

Editore: Laterza

Titolo: Pagine: 192

Genere: Saggistica

Data di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

 

Sinossi. All’inizio dell’Ottocento, Napoleone conquistava l’Europa. E mentre l’impero si estendeva fino alla Vistola e al Danubio, prese forma il progetto di trasferire a Parigi gli archivi più importanti dei paesi annessi e degli Stati satelliti: un Archivio del Mondo, che sotto l’astro di Bonaparte avrebbe riunito le testimonianze scritte della civiltà. Parigi sarebbe diventata la capitale della Storia.Una gigantesca impresa di confisca degli archivi fu dunque avviata nel 1809 in tutta Europa. Decine di funzionari, uomini di lettere, gendarmi, operai furono mobilitati. Con la Restaurazione i documenti ripresero (quasi tutti) la via del ritorno, a suggellare il nuovo ordine emerso dal Congresso di Vienna e la nascente Europa delle nazioni. Questo libro racconta un’impresa titanica, forse la più folle tentata da Napoleone e da un impero in cerca di radici. Un grande sogno che nasceva dalla consapevolezza che chi possiede gli archivi, possiede la Storia. E chi possiede la Storia, controlla la visione del futuro.Una impresa che oggi, nel mondo digitale, può apparire come una curiosità da relegare a un remotissimo passato in cui si facevano le guerre per possedere atti e pergamene.In realtà, non è così. I furti di documenti sono ancora una modalità delle dittature, del conflitto etnico e confessionale. Di più: possedere l’informazione, governare la narrazione storica è questione più che mai aperta.

 

 

 

Recensione

Marzo 2019: “Napoleone si mosse nell’ombra degli eroi antichi. In una Francia che guardava all’Antichità in cerca di simboli”.

L’archivio del mondo, Quando Napoleone confiscò la storia, è un saggio che ci porta alla scoperta, in un tema spesso poco analizzato della storia, quella appunto degli archivi, attraverso l’utilizzo di una scrittura fluida e immediata.

La scrittrice, Maria Pia Donato, riesce collocando storicamente gli avvenimenti, ad accompagnarci lungo lo spostamento di questi documenti, dalle sedi di origine, alle sedi prescelte in Francia, raccontandoci la velocità, l’avidità, e i metodi con cui tali documenti venivano smistati, catalogati, imballati, spediti, a volte con grossi risparmi, per via delle spese veramente ingenti che richiedeva un tale tesoro.

Ed è proprio di questo che parla il libro, un tesoro inestimabile quali sono le conoscenze, della gelosia nel volere a tutti i costi ottenerle o ancor meglio custodirle (con ciò mi riferisco a chi si vedeva sottrarre questi inestimabili beni), della potenza che facevano acquisire a chi li possedeva, e al sogno glorioso di Napoleone il quale voleva far sì che tali conoscenze fossero raggruppate in un unico luogo.

Édouard Pommier ha chiamato «la teoria del rimpatrio», ossia l’idea che solo nella Francia rigenerata le opere della scienza e delle arti avrebbero potuto sprigionare il loro potenziale di conoscenza, ed emancipazione. La moderna patria della libertà aspirava ormai a essere «la nazione insegnante dell’Europa […] la metropoli del mondo colto, […]il deposito delle conoscenze umane»”.

Ho iniziato a leggere questo libro per curiosità, per conoscere una parte di storia che generalmente non viene trattata, e ne sono rimasta affascinata.

Consiglio questa lettura sia per il tema trattato ed anche per l’immediatezza del linguaggio utilizzato.

 

 

 

 

Maria Pia Donato


Maria Pia Donato: Laureata in Lettere all’Università di Roma La Sapienza, M.Pia Donato si è dottorata in Storia moderna all’Università di Bari nel 1996. Ha trascorso un anno a Parigi con una borsa di perfezionamento prima di ottenere una borsa di studio post-doc dell’Università della Basilicata. Nella stessa università ha insegnato per due anni. E’ stata Francis Yates Fellow al Warburg Institute di Londra. Nel 2001-2003 è stata assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea dell’Università di Roma La Sapienza, e in seguito come vincitrice del concorso internazionale “Ville de Paris” ha lavorato presso l’Institut d’Histoire Moderne et Contemporaine. E’ stata Professeur Invité all’École Normale Supérieure di Parigi e presso l’ E.H.E.S.S. di Parigi.