L’avvocato degli innocenti




Recensione di Anna Sonatore


Autore: John Grisham

Traduzione Luca Fusari, Sara Prencipe

Editore: Mondadori

Genere: Thriller

Pagine: 324

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. Sono passati più di ventidue anni da quando Quincy Miller, un giovane di colore, è stato arrestato dalla polizia della cittadina di Seabrook, in Florida, con l’accusa di aver ucciso l’avvocato Keith Russo, di cui era stato cliente. Quincy viene frettolosamente processato sulla base di testimonianze e prove poco attendibili e di un movente poco credibile. Ciononostante viene condannato all’ergastolo. Per tutto il tempo l’uomo si professa innocente senza venire mai ascoltato da nessuno, fno al giorno in cui, disperato, scrive una lettera alla Guardian Ministries, i “padri guardiani”, una fondazione no proft che si occupa di dimostrare l’innocenza dei suoi assistiti salvandoli dalla pena di morte. Cullen Post è a capo di questa piccola e agguerrita organizzazione, ha all’attivo otto casi risolti e una storia personale sui generis: quando era un giovane avvocato alle prime armi e pieno di ideali, era rimasto fortemente deluso dal sistema giudiziario e dopo una profonda crisi aveva deciso di diventare pastore episcopale, per dedicarsi poi anima e corpo a combattere le condanne ingiuste e assistere gratuitamente solo clienti dimenticati dal sistema. Accettando di dimostrare l’innocenza di Quincy Miller, strappandolo all’ergastolo, Cullen deve partire alla ricerca dei vecchi testimoni e smontare le false prove che erano state prodotte, mettendo a rischio la sua vita. Perché il suo cliente è stato incastrato da criminali senza scrupoli che non vogliono certo che lui esca vivo dalla prigione. Hanno già ucciso un avvocato ventidue anni prima e possono benissimo eliminarne un altro senza pensarci due volte. Corruzione, abuso di potere ed errore giudiziario sono gli elementi portanti di questo nuovo legal thriller scritto da John Grisham con impeccabile maestria e con un ritmo incalzante.

 

Recensione

Cosa accade quando tutto quello per cui ti batti viene smantellato e distrutto?

Cullen Post è un giovane avvocato pieno di entusiasmo e fiducioso nella giustizia. A 30 anni però tutte le sue certezze verranno annientate. Seguire un caso, essere certi dell’innocenza degli imputati ma vedere la giustizia alzare i tacchi e voltarsi dall’altra parte, sarà per Post un colpo devastante.

La decisione di lasciare l’impiego è inevitabile, non ha più fiducia nella giustizia e in se stesso. A che serve continuare?!

Un esaurimento nervoso che supererà con l’avvicinarsi a Dio, a 35 anni prende i voti diventando un pastore episcopale, da lì inizia ad affiancare il parroco Luther Hodges che pratica assistenza pastorale in carcere.

Questo incontro sarà fondamentale. Post avrà modo di conoscere persone che scontano pene ingiuste, unirà la vocazione e la sua vecchia professione diventando così l’avvocato degli innocenti. Cercare di scagionarli sarà la sua unica missione di vita. Il libro decolla da subito. Duke Russell è da 9 anni nel braccio della morte, accusato di stupro e omicidio.

Una fedina penale pulita se non fosse solo per qualche multa, nessun precedente di violenza. Post è con lui quando gli verrà servito “l’ultimo pasto”. Un altro caso della Guardian Ministries, associazione no profit per cui lavora Post, è quello di Quincy Miller, 22 anni di carcere per un omicidio che non ha compiuto. Ad incastralo, come prova schiacciante c’è il colore della sua pelle e una torcia trovata nella sua auto. Una torcia che lui non aveva mai visto nella sua vita. Come si può risolvere un caso chiuso, vecchio di 22 anni?

Condannare un innocente è facilissimo, ma scagionarlo è quasi impossibile”

Per Post la risposta è solo una, scavando! Dettagli fondamentali sbucano dal passato e Post non è mai soddisfatto, tutta la verità deve venire fuori, a qualunque costo. Nessuna pista verrà ignorata, nemmeno quelle più scomode, pericolose. Le immagini che ci regala Grisham sono chiare, nitide. La storia scorre veloce e al lettore non resta che divorarla.

La suspense fa da padrona, in un crescendo continuo. Grisham ci mostra l’altra faccia della medaglia, un’ America corrotta, razzista e senza scrupoli. Un sistema giudiziario corrotto che distrugge vite innocenti, dove l’unica colpa, molto spesso, è quella di essere di colore. Il perfetto capro espiatorio.

Ci sono volte, e sono tante, in cui disprezzo i giudici, in particolare quelli ottusi, quelli vecchi e quelli bianchi, la maggior parte dei quali si è fatta le ossa negli uffici dei pubblici ministeri e non mostra la minima comprensione verso chi è accusato di un crimine. Per loro, essere imputati è sinonimo di colpevolezza e condanna. Il sistema funziona alla grande e la giustizia vince sempre.”

Grisham conferma per l’ennesima volta il suo talento di narratore, lasciandoci in dono un libro straordinario, d’ispirazione. Un legal thriller che ti cattura dalle prime pagine, che fa riflettere e sperare. Se avete voglia di una storia ben scritta e di grande attualità, questo è il libro giusto.

 

 

John Grisham


John Grisham (Jonesboro, Arkansas, 1955), laureatosi in legge, per molti anni è stato avvocato penalista. Ha ricoperto importanti incarichi politici come membro della Mississippi House of Representatives. Maestro del legal thriller, è autore di numerosi romanzi, tutti grandi bestsellers internazionali, pubblicati in Italia da Mondadori. Molti di essi (Il socio, Il rapporto Pelican, Il cliente, L’uomo della pioggia, La giuria) sono diventati anche dei grandi film.

 

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