Le Belve




Recensione di Roberto Forconi


Autore: Guido Sgardoli e Manlio Castagna

Editore: Piemme

Genere: Horror

Pagine: 256

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Ci sono luoghi che diventano malvagi perché malvagie sono state le persone che ci hanno vissuto… In una sonnolenta provincia italiana. Tre banditi senza un piano. Ventuno ostaggi senza scampo. Ventiquattro ore di orrore puro. Questa è la storia di Lince, Poiana e Rospo, tre criminali dilettanti che fuggono da una rapina andata male. Di una classe di liceali di Ferrara sequestrati durante una gita in un ex ospedale abbandonato. Dell’ex sanatorio Boeri, che nasconde strati di storie maledette, sepolte nei suoi muri fatiscenti e nelle sue viscere oscure. Di una ragazza con un potere extrasensoriale che le permette di percepire il Male. Di un paese di provincia, Tresigallo, sospeso in una terra nebbiosa e silenziosa, e dei fatti occulti che brulicano sotto la sua superficie all’apparenza pacifica. Di animali e di uomini che certi fantasmi della mente e la ferocia dei loro aguzzini trasformano in belve.

 

Recensione

La rappresentazione del Male assoluto, quello primordiale fatto di demoni e deliri, illusioni e sogni accompagna l’idea che questo libro vuole dare. Fin dal semplice inizio che porta dei banali rapitori a sequestrare una classe di 5° superiore c’è un vago sentore che qualcosa non andrà per il verso giusto.

La tensione è costruita come una classica novella horror in cui misteri celati si rivelano essere temibili mostri assetati di vendetta e il canovaccio principale si espande in un racconto che a tratti risulta un po’ banale e “già letto”.

Gli autori che hanno solide esperienze artistiche alle spalle non nascondono il loro amore verso autori come Lovecraft e Stephen King e a quei film di genere che hanno reso celebre l’horror nostrano nei lontani anni 70 e 80 del secolo passato, ma si perdono troppe volte nel raccontare restando troppo fedeli ai loro maestri; lo fanno senza sbavature, con un linguaggio moderno, attuale e che funziona adottando uno stile veloce che caratterizza di più gli ambienti piuttosto che i personaggi.

Una storia che si affaccia alla finestra “young adult” rimanendo però cruda e feroce allo stesso tempo. Dentro al libro troviamo l’elemento crime che fa da sfondo a quella che poi diventerà una spirale di incubi e deliri in cui i protagonisti si troveranno inghiottiti.

Nulla di nuovo nel panorama attuale, ma un discreto libro che non ha la pretesa di essere né un caposaldo del genere, né tantomeno un romanzo di formazione.

Una prima prova – quella di Castagna & Sgardoli come duo– che viene in parte superata, lasciando buone sensazioni per gli scenari futuri che ci proporranno.

E ricordate tutti che “Questa è una storia di animali e di uomini che la ferocia dei loro aguzzini e certi fantasmi della loro mente trasformano in belve”.

 

 

 

 

 

 

Manlio Castagna e Guido Sgardoli


Manlio Castagna: nasce a Salerno nel 1974. Da oltre vent’anni è tra gli organizzatori del Giffoni Film Festival e fino al 2018 ne è stato vicedirettore artistico. È sceneggiatore, regista, critico cinematografico, fotografo, esperto di comunicazione e semiologia degli audiovisivi. Con la fortunata saga Petrademone ha esordito con successo nella narrativa per ragazzi.

Guido Sgardoli: vive a Treviso. È stato veterinario e da molti anni è uno degli scrittori italiani per ragazzi più popolari e apprezzati da pubblico e critica. Ha vinto il Premio Strega Ragazze e Ragazzi con il romanzo The Stone, tre volte il premio Andersen, il Premio Cento, il Bancarellino e due volte la selezione White Ravens. I suoi libri sono tradotti in molti Paesi.

 

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