Le cabinet Masson




A cura di Olga Gnecchi


Autore: Cristian Borghetti

Editore: Self-publishing

Genere: Thriller

Pagine: 160

Anno di pubblicazione: 2015

 

 

 

SINOSSI. “Il fine giustifica i mezzi”, di questo motto machiavellico il protagonista, ambizioso e privo di scrupoli, fa il suo credo inseguendo fama, successo, gloria e l’obbiettivo di diventare l’artista tatuatore più noto e influente non solo di Parigi, ma dell’intera Europa, del mondo. L’incontro con la più famosa modella e femme du monde della Ville Lumière sembra il trampolino di lancio tanto atteso per giungere nell’olimpo degli artisti immortali; in realtà, questo incontro, l’incarico che la modella gli affida, tatuare il suo segno indelebile sul corpo di lei, diviene l’inizio della sua caduta. Coinvolto suo malgrado nell’omicidio della donna, il protagonista si trova a fare i conti con le sue scelte, con le sue azioni, spesso sconsiderate, dettate dall’egoismo, dall’ambizione e dalla lussuria sfrenata. Circondato da nemici ignoti, vittima di un disegno di vendetta che ha le sue radici nel suo stesso passato, con il solo supporto di un’agente di polizia convinta della sua innocenza, l’uomo cerca di sopravvivere alla débâcle totale dei suoi sogni e delle sue ambizioni, alla perdita non solo della fama, del benessere economico, delle amicizie, vere e di convenienza, ma, nel crescendo di un finale tragico, della sua stessa vita.

 

 

RECENSIONE

Un thriller dalle sfumature erotiche ambientato nella Francia della Belle Époque, tra Parigi e Marsiglia. Protagonista della vicenda, Delacroix, artista con il sogno di diventare il tatuatore più famoso di Parigi, in un periodo storico in cui la libertina alta borghesia francese non cerca altro che novità da sfoggiare ed esibire nei salotti parigini.

Dai bassifondi di Marseille a Montmartre, tra donne bellissime e feste lussuose, l’autore si districa perfettamente tra situazioni e descrizioni che permettono al lettore di immergersi con facilità nella lettura.

Lettura scorrevole e veloce, complice la scelta di Borghetti di inserire un omicidio nel prologo, ad aumentare la curiosità. La storia continua evidenziando le ambizioni del protagonista, offrendo uno spaccato della Francia del 1912 e di come si vivesse in quel periodo, per poi cambiare nuovamente, verso la fine, riprendendo l’omicidio del prologo, inserendo persino elementi paranormali.

Particolare l’inserimento di frasi o parole in francese, che rendono più verosimili i dialoghi. Un thriller diverso, che si legge in pochissimo tempo. Per saperne di più, ho posto qualche domanda all’autore.

 

Cristian Borghetti


Cristian Borghetti,classe 1970, è nato e vive a Lecco. È autore di Ora di vetro (Montedit, 2006) e Tre volte all’inferno (Perdisa Pop, 2011), oltre che di racconti pubblicati in numerose raccolte e premi letterari, come Horror Polidori Vol. 1 e 2.

 

 

 

INTERVISTA

1) Ciao Cristian, benvenuto a ThrillerNord! Parlaci di te e del tuo primo approccio con la scrittura.

Grazie per il benvenuto e buongiorno a ThrillerNord.
Cristian scrittore nasce dal piccolo Cristian lettore. Ho cominciato a leggere molto presto i classici di Verne, Dumas, London, che mia madre mi regalava quando ero bambino. Poi, crescendo, sono passato a Shakespeare, Byron, Baudelaire, Poe, Wilde, incontrati nei volumi di antologia a scuola o nelle, ormai rare, librerie indipendenti. La mia immaginazione, cavalcati i grandi autori, ha cominciato a mordere il freno: dovevo dare inchiostro e carta alle idee che mi scoppiavano in testa.
Ho cominciato con poesie e versi, per passare ai racconti, al romanzo.

 

 

2) Quali generi preferisci leggere e scrivere?

Mi piace la lettura in generale, poesia, racconto, romanzo. Prediligo il giallo della Christie, il thriller di Grangé, gli archetipi della letteratura dell’orrore, ma anche le nuove voci. Adoro la storia e l’occultismo.
Adoro scrivere storie dell’’orrore con un finale a sorpresa e mai a lieto fine.

 

 

3) Parliamo di Le cabinet Masson. Cosa ti ha spinto a scriverlo?

Tutto è cominciato dal dipinto After the ink del pittore americano Dorian Cleavenger, che acquistai tempo addietro. La protagonista dell’opera, distesa su un’ottomana, il dragone che saliva dalla caviglia al fianco, la macchinetta per i tatuaggi nella mano aperta…
Avevo una storia da raccontare, una trama che meritava un palcoscenico importante, un’ambientazione temporale originale.
Così scrissi di Marsiglia e Parigi sul finire della Belle Époque.

 

 

4) Sei stato in Francia? Hai visitato i luoghi che hai descritto nel tuo romanzo?

Sono stato più volte a Parigi, ho girato per la città, ne ho respirato la vita, i cambiamenti, le morti, aggirandomi per le rue e i boulevard, per le strette vie di Montmartre, salendo sur la Tour, perdendomi nel Louvre, aggirandomi tra i monumenti funebri di Père-Lachaise e Montparnasse…
Nel romanzo coesistono luoghi esistenti come puramente inventati, eventi realmente accaduti miscelati alla trama tessuta dall’immaginazione.
Non sono stato a Marsiglia, ma ho studiato e, soprattutto, immaginato…

 

 

5) Puoi dirci se quella che hai raccontato è una storia vera?

La storia è frutto di fantasia, ma la base storica è vera. Credo che questo sia piaciuto molto ai lettori.

 

 

6) Parlaci degli altri tuoi scritti. Puoi dirci se stai lavorando a qualcosa?

Ho esordito con un raccolta di mini racconti noir visionari Ora di vetro che interessò il compianto Alan D. Altieri e il grande Luigi Bernardi – che riposino in pace. Con loro, arrivò l’uscita di Tre volte all’inferno per Perdisa Pop (Pop2), a cui seguirono altre uscite nei premi letterari, Horror Polidori 1 e 2, collaborazioni con Il Circolo della trama di Milano, La tela nera e Orasenzombra, la pubblicazione de La sposa rubata in Malombre, edita da Dunwich e curata da Nicola Lombardi.
Oltre a Le cabinet Masson ho pubblicato Phobia, un interessante esperimento di dieci racconti dell’orrore, cinque miei e cinque di un’autrice di assoluto valore, Hawthorn bend, horror basato su una storia vera e, in ultimo, Sangue di lupo, un piccolo pamphlet rilegato a mano, pubblicato da Ramingo Blog. Vi invito, se siete nella zona di Lecco, a Oggiono, al Bodega Art Cafè, per la inusuale presentazione del terrificante lupo di Praga, protagonista del Pamphlet.

 

 

7) Ti lascio con l’ultima domanda, di rito per noi di ThrillerNord: hai letto thriller di scrittori del nord Europa?

Sì, Jo Nesbø. Devo ammettere che è il primo che ho letto e mi è piaciuto; sono certo che approfondirò la lettura di questi autori.

Cristian Borghetti

 

Grazie per essere stato con noi!

Olga Gnecchi
Grazie a voi e alla prossima terrificante lettura.

Cristian Borghetti

A cura di Olga Gnecchi

Olga Gnecchi nasce ad Agrigento nel 1985 e vive a Porto Empedocle. Tra le sue pubblicazioni, i due thriller Sotto i suoi occhi (2014) e L’ultima cella (2015) e i dark fantasy Creature Oniriche (2017) e Viola in dissolvenza (2018). Con Gianluca Ingaramo scrive le parodie Amore Antigas (2016), Giallo Antigas (2017) e Orrore Antigas (2017), il racconto L’indifferente contenuto nell’antologia Jingle Bloody Bells 2 (2016, Nero Press edizioni) e Colui che attende inserito nella raccolta Creepypasta (2017, Nero Press edizioni), Un passo oltre (2017, Delos Digital) e la raccolta Alice ex machina e altre storie oltre lo specchio (2017). Ha ricevuto una menzione d’onore dal magazine il Cartello per il racconto Passi (2016). Cura la rubrica Nuove Penne per il magazine ThrillerNord e si occupa di servizi editoriali per la Athaena Publishing & Graphics.



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