Le origini del male




Recensione di Cristina Bruno


Autore: Jeong You-jeong

Editore: Feltrinelli

Traduzione: Massimo Gardella

Genere: Thriller

Pagine: 288

Anno di pubblicazione: 2019

Sinossi. Yu-jin si sveglia una mattina nel proprio letto e scopre di essere ricoperto di sangue. Non solo il suo corpo, ma tutta la stanza ne è imbrattata. Lui non ricorda quasi niente della notte appena trascorsa, solo di essere uscito a correre per distendere i nervi. O meglio, di essere sgattaiolato fuori di casa visto che sua madre è meglio non sappia delle sue scappatelle notturne.
Yu-jin ha ventisei anni e vive con lei e il fratello adottivo Hae-jin in un appartamento all’ultimo piano di un residence di Gundo, nella moderna periferia di Seul. Da quando sono morti in un incidente d’auto il padre e il fratello maggiore, Yu-jin è sottoposto a una terapia di psicofarmaci che tiene a bada l’epilessia di cui soffre, ma provoca terribili effetti collaterali: emicranie atroci, acufene, attacchi di rabbia. E vuoti di memoria. Ecco perché non ricorda cosa sia successo per essere ricoperto di sangue. Yu-jin esplora l’appartamento e trova in salotto il cadavere della madre, con la gola tagliata. A questo punto, comincia a ricostruire gli eventi della notte precedente e, quando un orecchino di perla mai visto prima scivola fuori dalla tuta indossata per correre, Yu-jin è terrorizzato.

Recensione

Il titolo più adatto per il libro sarebbe “l’odore del sangue”, questo è infatti il leitmotiv che lo contraddistingue, dall’inizio alla fine. L’odore dolciastro e metallico del rosso liquido corporeo vedremo che è la molla e la conseguenza dell’agire dell’assassino.

Han Yu-jin ha ventisei anni e da sedici assume psicofarmaci per l’epilessia che ne rallentano l’attività e gli creano fastidiose emicranie e acufeni. Per brevi periodi, di nascosto, ne sospende l’assunzione godendosi momenti di spensierata euforia. Le notti esce, senza farsi scorgere dalla madre, e corre sul lungomare incurante del freddo. Ed è in uno di questi periodi che un bel mattino si sveglia nella sua stanza ricoperto di sangue e ritrova il corpo della madre giù dalle scale, barbaramente uccisa con un colpo di rasoio alla gola. Lui non riesce a ricordare nulla, non sa spiegarsi il perché di quanto accaduto o chi possa essere stato. Sa solo che deve pulire tutto e nascondere il corpo prima che torni a casa il suo fratellastro Hae-jin o che, peggio ancora, arrivi sua zia, che è anche la sua psicanalista.

I ricordi sono confusi, immersi in una nebbia spessa e per fare chiarezza Han Yu-jin inizia a leggere il diario della madre cercando di capire l’origine della sua malattia, che forse non è epilessia. Comincia così un viaggio a ritroso nel tempo, a quando erano ancora vivi il fratello maggiore Han Yu-min e il padre. Yu-min e il padre erano morti in un incidente, durante una vacanza al mare: un gioco tra ragazzi si era trasformato in tragedia. Yu-min era caduto nelle acque turbolente dell’oceano e il padre aveva tentato di salvarlo, inutilmente.

Il percorso per trovare la verità su quanto accaduto nel passato lontano e vicino non è semplice e riguarda i rapporti tra Yu-jin e gli altri. Prima di tutto la madre, che lo controlla in modo quasi ossessivo, poi la zia con la sua meticolosità nel fargli assumere i farmaci. E infine il fratellastro, sempre diligente e perfetto, così simile al fratello morto da averne quasi preso il posto nelle attenzioni della madre.

È un testo particolare, da leggere con attenzione perché scava nel profondo delle emozioni, delle paure. L’ambiente principale è la casa, lì si consumano pensieri, omicidi, progetti, una casa che non si presenta come rifugio ma piuttosto come luogo claustrofobico da cui fuggire, metafora della mente che tiene prigioniero il demone assetato di sangue, ma non può contenerlo per sempre.

Pagina dopo pagina scopriamo la verità assieme a Yu-jin, accompagnandolo nelle sue uscite notturne ricordate a sprazzi, ripercorrendo la sua adolescenza tra la scuola e le gare di nuoto, incontrando ora il fratellastro e ora il fratello che non c’è più.

Il quesito a cui rispondere è dove e soprattutto quando ha avuto origine il male…

A cura di Cristina Bruno

fabulaeintreccio.blogspot.com

You-jeong Jeong


You-jeong Jeong: nata nel 1966, ha fatto l’infermiera prima di realizzare il suo sogno, scrivere, e di imporsi come la regina incontestata del giallo coreano. Ha scritto quattro romanzi, di grandissimo successo in patria e spesso adattati al cinema. Feltrinelli ha pubblicato Le origini del male (2019).

 

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