Le parole sono importanti




Le parole sono importanti, dove nascono cosa raccontano

Recensione di Francesca Petroni


Autore: Marco Balzano

Editore: Einaudi

Pagine: 110

Genere: Saggistica

Anno di pubblicazione: ​2019

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Quando ci raccontano l’etimologia di una parola proviamo spesso una sensazione di meraviglia, perché riconosciamo qualcosa che non sapevamo di sapere, un universo di elementi che era sotto i nostri occhi ma che non avevamo mai notato. Allora come è possibile che l’etimologia, cosí carica di fascino, non riceva la considerazione che merita? Eppure padroneggiare le parole nella loro storicità e non possederne solamente la scorza ha dei vantaggi. Per esempio, chi acquisisce una forma mentis etimologica sa che attribuire a qualsiasi vocabolo un solo significato è limitativo. Da questo punto di vista l’etimologia è come la poesia, perché sa offrire sempre un’immagine o un gesto che danno tridimensionalità alla parola. Inoltre, quando ne conosciamo l’archeologia, possiamo chiederci se l’uso odierno dei vocaboli conservi ancora qualcosa del significato originale e, nel caso non sia cosí, indagarne le ragioni. Attraverso dieci appassionanti scavi etimologici, Balzano ci dice non solo che ogni parola ha un corpo da rispettare, ma anche che non è un contenitore da riempire a piacimento. Perché ogni parola ha una sua indipendenza e una sua vita.

 

 

Recensione

E’ in questa scommessa impossibile che vive il linguaggio: abbracciare una volta per tutte il senso ultimo delle parole e non riuscirci mai”.

M​. Balzano, Le parole sono importanti.
Wittgenstein nelle sue celebri Ricerche Filosofiche apre con un’immagine apparentemente banale, una lunga citazione dalle Confessioni di S. Agostino:

«​Quando [gli adulti] nominavano qualche oggetto, e, proferendo quella voce, facevano un gesto verso qualcosa, li osservavo, e ritenevo che la cosa si chiamasse con il nome che proferivano quando volevano indicarla.​»
Agostino, Confessioni, I, 8

 

A prima vista, chiunque sarebbe tentato di scorgere un dato di fatto in questa descrizione: le parole come etichette. Più avanti Wittgenstein dice:

“​Agostino descrive, potremmo dire, un sistema di comunicazione; solo che non tutto ciò che chiamiamo linguaggio è questo sistema.​”

(ediz. del 2009 Piccola Biblioteca Einaudi).

Credo che Marco Balzano sia d’accordo con il grande filosofo austriaco.
Le parole sono un modo che utilizziamo per comunicare, ma sono ben lontane da essere (solo) significati attaccati sugli oggetti.

Le parole hanno una storia, sono la loro storia. E la nostra.
In nessun altro essere vivente, infatti, il linguaggio raggiunge i livelli umani di complessità e livello di elaborazione.

La differenza essenziale tra l’uomo e l’animale è rivelata nel modo più chiaro nel linguaggio umano, in particolare dalla capacità umana di formare proposizioni nuove che esprimono pensieri nuovi e che sono adatte a situazioni nuove“.

Cartesio, Discorso sul Metodo

 

Le parole, quindi, evolvono, mutando per adattarsi alle situazioni e ai cambiamenti di equilibrio del sistema a cui appartengono, come un pezzo del gioco degli scacchi che cambia di valore al mutare della situazione sulla scacchiera (citando uno storico concetto di De Saussure, padre della linguistica).

Di questa partita, però, che si gioca ogni giorni, in ogni contesto sociale, spesso ci sfugge la storia. Ogni volta che utilizziamo un termine in un modo nuovo, facciamo una mossa sulla scacchiera, ma senza conoscere quelle precedenti.
Di certo questo con accade a Balzano che, invece, afferra le parole come steli di piante, scendendo a districarne i significati radicati nel terreno del linguaggio quotidiano.

Lo fa con amore e per amore di condivisione. Perché conoscere perché conoscere l’etimo delle parole significa conoscere un po’ meglio anche noi. Sapere, consapevolezza e amore, ecco gli ingredienti di questo libro che, a differenza degli approfondimenti che ho citato, si rivolge davvero a tutti.
Felicità, memoria, fiducia, ma anche social o scuola. Parole di uso comune, ma che nascondono segreti e ispirazioni.

Le parole e gli atti altrui ci cambiano continuamente.”

 

Questo non è un saggio per “addetti ai lavori”, si tratta di una lettura adatta al più vasto pubblico. Chiunque sia attratto dalla parola (specialmente in forma scritta!), ma che non abbia avuto occasione di approfondire questo tema in altri contesti, troverà questo libro di Balzano una vera carezza per l’intelletto.

A cura di

Francesca Petroni

 

 

 

Marco Balzano (Scheda Autore)


Marco Balzano è nato a Milano nel 1978, città in cui vive e lavora come insegnante di liceo. Studioso di letteratura, con un interesse particolare per l’Otto-Novecento e per i rapporti tra filosofia e letteratura, collabora con riviste letterarie e di cultura generale. Ha al suo attivo diversi articoli e saggi in cui, a più riprese, si è occupato di Giacomo Leopardi.
Si affaccia al romanzo nel 2010 con ​Il figlio del figlio (Avagliano editore) che arriva finalista al Premio Giuseppe Dessì nello stesso anno, ottiene una menzione speciale della giuria Premio Brancati-Zafferana 2011 e concorre al Premio Corrado Alvaro Opera prima 2012. Il figlio del figlio è stato tradotto in tedesco e pubblicato da Kunstmann con il titolo ​Damals, am Meer​.
Nel 2013 passa alla scuderia Sellerio pubblicando il romanzo Pronti a tutte le partenze che vince il Premio Flaiano 2013. Del 2014 è ​L’ultimo arrivato con cui Balzano ​si aggiudica il Premio Campiello 2015​. Sempre per Sellerio, nel 2015 scrive il racconto ​Primi giorni di scuola contenuto nell’antologia Milano in cui figurano anche testi di Francesco M. Cataluccio, Neige De Benedetti, Paolo Di Stefano, ​Giorgio Fontana​ed Helena Janeczek.