Le ragazze perdute…




Recensione di Laura Salvadori


Autore: Phil Kansel

Editore: self-publishing

Pagine: 282

Genere: thriller

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

SINOSSI. Sean Grayson, nove anni, viene ritrovato tramortito nel bosco vicino casa, mentre la sua sorellina Kelsie, di sei anni e mezzo, è misteriosamente scomparsa. A distanza di trent’anni, le circostanze riportano Sean nella zona in cui Kelsie è svanita. In quel contesto, viene a contatto con delle prove che collegano sua sorella a una serie di bambine e ragazze le cui sparizioni restano un mistero irrisolto. È dunque possibile che Kelsie possa essere stata una delle vittime di un serial killer noto come ‘l’assassino dell’Otter Creek’. Stephanie Callahan, ex giornalista e autrice di bestseller, viene incaricata dal suo agente di indagare sulle sparizioni, per un possibile nuovo libro. Ha bisogno di scoprire se il famigerato assassino dell’Otter Creek possa essere qualcosa di più di una leggenda locale. Questa è l’ultima possibilità per Stephanie di riportare in carreggiata la sua fallimentare carriera e affrontare i suoi demoni personali. Ma scoprire i segreti del passato può avere conseguenze pericolose. Sean e Stephanie stanno per essere trascinati in una rete di inganni, menzogne e omicidi. Una rete che perdura intatta da più di quarant’anni, e che ancora non cessa di intrappolare le sue vittime. Quando i loro destini s’incroceranno, Sean e Stephanie dovranno apprendere che scavare nei segreti del passato può portare alla luce ben più della verità. Un thriller che afferra dall’inizio alla fine, con colpi di scena e un finale impossibile da indovinare.

 

 

 

RECENSIONE

Due campanule giacciono all’ombra del salice

Qualcuno se ne cura?

Non guardare nel bosco o nella radura

La primula rossa non è lì

Un cardamene dei prati che va incontro al suo destino

Perde il suo cuore d’oro

Un nontiscordardimé che mai sboccia

Potrebbe nascondersi e poi invecchiare

Per chi suona la campana a fine anno

Solo le margherite sanno

La domanda che dovresti fare, amico mio

Dove i fiori crescono?

 

Questo thriller mi ha tenuto in ostaggio fino a quando non ho potuto leggere la parola fine. Non vi ho trovato davvero niente che non fosse azzeccato, dai personaggi, all’ambientazione, alla trama, superba, alla conclusione inaspettata!

I personaggi sono così reali che stabiliscono con il lettore una fitta empatia. I loro processi cognitivi sono spiegati in modo egregio; pare davvero di condividere con loro una conversazione interiore attraverso la quale si partoriscono supposizioni e si danno suggerimenti per scoprire il mistero delle sparizioni. Nel romanzo anche l’assassino parla in prima persona, svelando a poco a poco particolari decisivi per l’indagine, ma che non lasciano comunque intendere chi ne possa essere l’artefice, né capire il motivo delle sue azioni, che appaiono insensate (per quanto ogni delitto sia, sotto il profilo della logica e del buon senso, insensato, naturalmente!)

La trama è intelligente: per quanto non sia così originale, è intrecciata in modo eccellente, allo scopo di lavorare sul dubbio, non solo quello della protagonista dell’indagine (una giovane scrittrice che cerca di dare nuova linfa a una carriera che si trova a un punto morto, con una vita privata fallimentare e una famiglia che non comprende la sua sete di indipendenza), ma anche su quello del lettore, che fino alla fine si crogiola in congetture che vengono successivamente sfatate.

La poesia che ho trascritto sarà la chiave di tutto. Con il suo mistero intesserà con il lettore una partita serrata, volta a scoprire chi si cela dietro alla sparizione delle ragazze, svanite nel nulla sulle rive del fiume Otter Creek.

L’ambientazione fa da sfondo ideale al romanzo: la piccola provincia americana, fatta di cittadine anonime che giacciono in mezzo alla natura incontaminata e sconfinata. In questo ambiente tutti si conoscono ma nessuno sa con certezza chi sia veramente il vicino di casa o il collega. La natura fa da protagonista; in particolare la flora del luogo, i fiori, la foresta. Tutto l’ambiente è lugubre e spaventoso, dalla buia e misteriosa foresta, alle architetture gotiche delle case. Come del resto sono lugubri alcuni personaggi, su cui aleggia l’inquietudine e un pizzico di follia. E poi la pioggia, onnipresente, le tempeste improvvise e l’impressione, costante, che qualcuno e qualcosa si nasconda nell’ombra, pronto a colpire.

Insomma, si sta con il fiato sospeso, sempre! E questo mi piace molto!

Se questo romanzo fosse un film, vi assicuro che non mancherebbero i colpi di scena e l’ansia, che ti fa chiudere gli occhi e guardare attraverso le dita…

Sono pronta a scommettere che non indovinerete mai chi è il colpevole, e meno che mai il finale del romanzo che, dopo il susseguirsi incessante di misteri e l’indigestione di atmosfere inquiete e di suspense, vi ricompenserà con un quadro di serenità e di ricongiungimenti inaspettati.

Insomma, per me un dieci con lode a questo bel thriller! Da leggere, e perché no, anche rileggere, lasciando andare l’immaginazione!

 

Phil Kansel


Phil Kansel è un autore ed editore indipendente. Ha pubblicato, Le sei regine (13  giugno2017) e È il tuo turno ( 22 dicembre 2017)