Le tre del mattino






(Recensione di Giuliana Pollastro)


Autore: Gianrico Carofiglio

Editore: Einaudi

Collana: Einaudi Stile Libero Big

Pagine: 165

Genere: Narrativa

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

Nella vera notte buia dell’anima sono sempre le tre del mattino

 

Un romanzo introspettivo, affascinante, ammaliante.

Ritroviamo un Carofiglio riflessivo su aspetti della vita su cui molti di noi non si soffermano a pensare, ma dovrebbero.

 

Ti carichi di cose superflue, intendo oggetti, impegni, relazioni personali e tutte queste cose diventano altrettanti fili invisibili che ti avviluppano sempre di più, appunto un giorno dopo l’altro, come una ragnatela

 

La storia è narrata in prima persona da Antonio, ma nonostante ciò dagli occhi del protagonista si riescono a cogliere anche i pensieri, le idee e le emozioni di quello che, se fosse un film, definiremmo coprotagonista, suo padre.

Siamo a metà degli anni ’80, inaspettatamente non in Puglia, ma a Marsiglia, in un lasso di tempo abbastanza breve; il cuore del romanzo, infatti, si svolge in una parentesi temporale di 3 giorni e due lunghissime notti insonni.

Il protagonista della storia, Antonio, è un liceale timido e forse un po’ solitario, che vive con due genitori divorziati, padre matematico e madre umanista. In un pomeriggio di fine giugno, padre e figlio sono costretti, per dei controlli medici, a recarsi a Marsiglia, dove invece di una sola notte, come avevano previsto, sono costretti a rimanere per tre giorni.

Lì, in una città apparentemente ostile, in una convivenza forzata, padre e figlio iniziano a parlare, ad ascoltarsi davvero l’uno con l’altro; non più solo frasi di circostanza e chiacchiere vuote, ma parole cariche di significato. Si confrontano, si conoscono, si mettono a nudo l’uno con l’altro, come non avevano mai fatto.

È un romanzo scorrevole, lineare, pulito come tutti i libri di Carofiglio, con una trama che si dirama in modo inaspettato, ma facile da seguire, di cui non si perde il filo neanche per un momento. Tratta argomenti difficili, come le emozioni e i sentimenti, ma con leggerezza, e la fluidità tipica del suo modo di scrivere.
Un romanzo che dà da pensare, un confronto generazionale tra padre e figlio che fa riflettere su quanto crediamo di conoscere i nostri genitori, e più in generale le persone a noi care, per poi scoprire che nel loro passato e nel loro presente c’è un mondo che non ti aspetti, un modo di vedere le cose che ti lascia senza parole.

Un romanzo intenso, che invita a ragionare sull’importanza e il valore dei rapporti umani, e più nello specifico di quelli familiari.

 

Gianrico Carofiglio su thrillernord

Gianrico Carofiglio. Nato a bari nel 1961, magistrato dal 1986, ha lavorato come pretore a Prato, pubblico ministero a Foggia e in seguito ha svolto le funzioni di Sostituto procuratore alla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari.  Nel 2008  nelle elezioni del 13 e 14 aprile eletto senatore con il Partito Democratico. Il suo primo romanzo è del 2002, Testimone inconsapevole, edito da Sellerio. Con quest’opera Carofiglio ha inaugurato il legal thriller italiano. Le vicende dell’avvocato Guido Guerrieri, protagonista di questa che è ormai diventata una serie, hanno portato l’autore a diversi riconoscimenti per il primo romanzo. Nel 2003 esce la seconda opera che ha come protagonista l’avvocato, Ad occhi chiusi (Sellerio, 2003).Nel 2007 viene eletto in Germania, da una giuria di librai e giornalisti, “il miglior noir internazionale dell’anno”. Nel 2005 viene proclamato vincitore del Premio Bancarella  Il passato è una terra straniera (Rizzoli, 2004), nel settembre 2006 ha pubblicato un altro romanzo che vede il ritorno, quale protagonista, dell’avvocato Guerrieri, Ragionevoli dubbi (Sellerio). Altri famosi romanzi dell’autore sono: Le perfezioni provvisorie (sellerio 2010); Non esiste saggezza (2010); La manomissione delle parole(2010) Il silenzio dell’onda(2011). Nel 2014 con Una mutevole verità, lancia una nuova serie ambientata negli anni 90, con protagonista il maresciallo fenoglio, che ne ha visto già un seguito nel 2016 con l’Estate Fredda. Al momento di rientrare in servizio, dopo il mandato parlamentare, ha dato le dimissioni dalla magistratura, dichiarando di volersi dedicare alla scrittura a tempo pieno