Le vite parallele






(Recensione di Laura Salvadori)


Autore: Antonio Fusco

Editore: Giunti

Pagine: 237

Genere: Giallo

Anno di pubblicazione: 2017

 

SINOSSI

Un letto vuoto. Una bambina scomparsa nella notte. Un commissario con un pensiero fisso: riportarla a casa.
Mentre sulla cittadina toscana di Valdenza si addensa una coltre di nubi cariche di neve, il commissario Casabona, di passaggio in questura per sistemare le ultime cose, ha un unico pensiero: tornare quanto prima in ospedale a fianco della moglie Francesca, le cui condizioni di salute lo hanno spinto a chiedere un incarico meno impegnativo. Ma la sua determinazione sta per essere spazzata via da un caso che ha sconvolto i suoi uomini e l’intera provincia: una bambina di tre anni letteralmente svanita nel nulla; una madre in lacrime che, entrando nella cameretta dove l’ha lasciata la sera prima, trova il letto vuoto. Quando l’ispettore Proietti gli mostra la foto di Martina, con il suo caschetto biondo e lo sguardo limpido e fiducioso, Casabona riesce a stento a conservare la sua fermezza. Può davvero sottrarsi al grido di aiuto di quegli occhi e lasciare la sua squadra senza una guida? Ben presto i sospetti si concentrano su un balordo cocainomane da cui la madre ha ricevuto esplicite minacce, e con il quale intratteneva rapporti piuttosto torbidi. Una soluzione servita su un piatto d’argento, eppure qualcosa non quadra, e Casabona sente per istinto che la madre non è l’unica fra le persone vicine a Martina ad avere dei segreti. È il momento di prendere in pugno l’indagine e scavare molto più a fondo. Una ricerca che trascinerà Casabona in un mondo popolato di maschere e vite parallele, abilmente nascoste dalla facciata della pubblica virtù… Che cosa è successo alla piccola Martina? Qualcuno l’ha portata via, oppure è uscita da sola per poi smarrirsi nei boschi? E soprattutto: ha ancora senso, dopo tanti giorni, aggrapparsi alla speranza di ritrovarla viva?

 

RECENSIONE

Sicuramente in molti aspettavano un nuovo capitolo della storia del commissario Casabona, un personaggio che ha conquistato il pubblico con la sua umanità e le sue caratteristiche contrastanti, che da subìto lo hanno reso vero e credibile.

Un vero uomo in carne e ossa, la cui storia coinvolge il lettore a tutto tondo, poiché dà, a chi si accinge a leggerlo, la capacità di trasporre nel personaggio le proprie emozioni, la propria immaginazione, le proprie aspettative e speranze.

Tommaso Casabona, insomma, si è fatto molti amici sin dai tempi della prima indagine, e questi amici conoscono ormai le sue prerogative, anticipano le sue mosse, capiscono i suoi silenzi, partecipano con pathos alle vicende della sua famiglia e, con malcelato affetto, guardano la sua crescita interiore, la sua evoluzione di uomo, capace di limare le sue asperità e di svelare le sue debolezze.

L’ambientazione delle sue storie, seppur di fantasia, si è ormai rivelata al pubblico: la città toscana di Pistoia, le cui piazze e i cui palazzi si palesano all’occhio attento del lettore. Per me, che sono toscana, è stato piacevole leggere nel testo alcune parole proprie dello strampalato e a volte oscuro slang toscano, segno che l’autore si è fuso (ormai) con il territorio che lo ha accolto, diventando una delle voci più autorevoli del thriller di casa nostra; cosa che può solo renderci orgogliosi.

Questa volta, l’indagine coinvolge la famiglia, intesa come istituzione, le sue dinamiche spesso oscure e torbide, che negli ultimi tempi, peraltro, hanno anche calcato la ribalta della cronaca italiana e non solo.

L’attenzione per l’indagine si fa subito altissima; la trama, fitta, tesa, mette in secondo piano le vicende personali del commissario, la cui vita privata stavolta cede il palcoscenico all’indagine, con il suo circo mediatico, sempre più esigente e protagonista.

Come sempre Fusco condisce la sua prosa scorrevole e a tratti pungente con vere e proprie lezioni investigative che, seppure insinuandosi nel racconto, mai lo spezzano, anzi, riescono a dare un valore aggiunto che manca in altri autori di genere.

Questa sua caratteristica, senz’altro frutto della sua esperienza sul campo, lo caratterizza e fa sì che il lettore si indottrini, anche inconsapevolmente, su temi che non sono affatto scontati per i non addetti ai lavori.

E’ innegabile infatti che la ricerca, più o meno cosciente, di una certa originalità, sia una carta vincente per il successo editoriale di un’opera.

E l’originalità non manca a questo autore, che sa accompagnarla alla genuinità dei suoi personaggi, mai costruiti o forzati.

Insomma, quattro volte bravo a Antonio Fusco, che è promosso a pieni voti nel difficile compito di replicare, per ben quattro volte, il successo del suo personaggio.

 

 

 

Antonio Fusco  su THRILLERNORD

Antonio Fusco è nato a Napoli nel 1964, è funzionario nella Polizia di Stato e criminologo forense. Dal 2000 si occupa di indagini di polizia giudiziaria in Toscana. Ogni giorno ha il suo male, suo romanzo di esordio, è stato accolto da un grande successo di pubblico e di critica, ottenendo il Premio Scrittore Toscano (Menzione speciale gialli e noir) e il Premio Garfagnana in Giallo 2014.