Le nostre anime di notte

(recensione di Irene Cambriglia)




Autore: Kent Haruf
Editore: NN Editore
Traduttore: Fabio Cremonesi
Pagine: 176
Genere: Narrativa
Anno di pubblicazione: 2017


Tutto comincia con una domanda apparentemente semplice, pronunciata in una modesta casa della cittadina di Holt:
«Mi chiedevo se ti andrebbe qualche volta di venire a dormire da me».

A porre la questione è Addie Moore, un’anziana signora di Holt, che si rivolge al suo vicino di vecchia data, Louis Waters. Da un iniziale imbarazzo, i due cominciano a “frequentarsi” di notte, conoscendosi a poco a poco nell’intimità di un letto matrimoniale, parlando delle loro vite passate, dei sogni infranti; quello che cercano è la più pura e semplice delle cose: una cura contro la solitudine che la vecchiaia porta con sé inevitabilmente. Entrambi reduci da un matrimonio costellato di sofferenza e indifferenza, non hanno trascorso la vita che avrebbero voluto ma ora si apre per loro uno spiraglio, una possibilità di riscattare il proprio premio di felicità.

Ciò che inizialmente unisce Addie e Louis è la notte, una breve porzione di tempo che porta con sé mistero e voglia di scoprire tutto l’uno dell’altra; si assiste ad una doppia apertura verso l’altro e a un attaccamento affettivo apparentemente inconsapevole. È un rapporto che nasce da un desiderio spirituale forte che si tramuta pian piano anche in atto fisico.

La complicità cresce di giorno in giorno con piccoli gesti fino a diventare qualcosa di più di semplici parole scambiate da due estranei, di notte, in un letto matrimoniale. Con l’arrivo di Jamie, il nipote di Addie, si viene a creare un’intesa perfetta: Louis fa le veci del nonno che insegna al ragazzino tutto ciò che sa, conducendo un’estate tranquilla e puntellata di splendide giornate al torrente o a una partita di Softball.

Appena ho cominciato a leggere questa storia sono stata pervasa da un senso di forte malinconia che mi ha accompagnata per tutta la lettura, come se l’autore avesse voluto preparare indirettamente il lettore all’inevitabile: la brevità della vita e il disperato tentativo di contrastare la morte elogiando la vita in ogni sua forma, che sia un semplice pic-nic ad un torrente o una cena in un drive-in con le persone che ami. Sicuramente l’autore, attraverso questo suo ultimo racconto, ha voluto lasciare un’impronta emotiva forte al lettore.

«Amo questo mondo fisico. Amo questa vita insieme a te. E il vento, e la campagna. Il cortile, la ghiaia sul vialetto. L’erba. Le notti fresche. Stare al letto al buio a parlare con te»

Per apprezzare a pieno la bellezza della storia e la raffinatezza della scrittura semplice di Haruf, consiglio vivamente di leggere questo racconto senza interruzioni e con una buona disposizione d’animo, come se sorseggiaste un bicchiere di vino a piccoli sorsi, dando il giusto tempo di lasciarvi trasportare dalla narrazione: è un libro che si apprezza per i piccoli gesti quotidiani di due persone anziane che amano vivere assieme e sostenersi nel tempo che resta loro da vivere. L’atteggiamento di Louis è quello di un custode affettuoso che protegge il proprio nido familiare ad ogni costo.



L'AUTORE - Uno degli scrittori americani più conosciuti e apprezzati, Kent Haruf nacque a Pueblo (Colorado) nel 1943. Laureatosi nel 1965 presso la Nebraska Wesleyan University, trascorse i due anni successivi come insegnante di inglese per i bambini delle scuole medie nel corpo di pace in Turchia. Nel 1973 presentò domanda alla prestigiosa Writers Workshop presso l’Università di Iowa e, sebbene non fosse stato subito ammesso, riuscì ad entrare e proseguire nella carriera d’insegnante. Morì il 30 novembre 2014 in Colorado, all’età di 71 anni, a causa di una malattia polmonare. L’autore ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Whiting Foundation Award e la menzione speciale da parte della PEN/Hemingway Foundation. La sua fama di scrittore è ben nota dalla Trilogia della Pianura, tradotta da Fabio Cremonesi e pubblicata dalla NN Editore, che è costituita da Il canto della pianura (1999), Crepuscolo (2004) e Benedizione (2013), grazie ai quali ha partecipato come finalista al National Book Award, al Los Angeles Times Book Prize, al New York Book Award e al Folio Prize e vincendo al Colorado Book Award con Crepuscolo.

Dell'autore su THRILLERNORD, "Trilogia della pianura":

IL LIBRO - Siamo ad Holt, Colorado. Tom Guthrie, insegnante di storia al liceo locale, vive con i suoi due figli, Ike e Bobby in una fattoria. Sua moglie Ella soffre di depressione e sta pensando di lasciarlo. Victoria Robideaux, studentessa sedicenne nel liceo di Holt dove insegna Tom, scopre di essere incinta e viene cacciata di casa dalla madre alcolizzata... Continua...