L’effetto farfalla




Recensione di Alessandro Bavuso

 

 

Il romanzo si articola in un complesso intreccio di linee temporali, che si sovrappongo, senza tuttavia mai risultare caotiche, in cui Jussi Adler-Olsen racconta una complessa vicenda di omicidi, corruzione e intrighi bancari. La storia ha come protagonista, suo malgrado, Marco, un ragazzo di soli 15 anni, costretto dalla ad una vita fatta di piccoli crimini ed elemosine a beneficio esclusivo dello spietato capofamiglia Zola, zio del ragazzo. Nello scorrere dell’opera, lo scrittore danese riesce abilmente a narrare lo svolgersi dell’indagine condotta dall’ispettore Carl Mørck e i suoi collaboratori della Sezione Q, incrociandola in modo avvincente con le vicissitudini con le quali è costretto a confrontarsi il ragazzo, in fuga dalla propria indegna condizione. Il lettore viene catturato, fin dal primo momento, sia dal ritmo incalzante del susseguirsi degli eventi che dal “viaggio” intrapreso da Marco, il quale nella sua fuga è costretto a fare i conti con emozioni e paure mai vissute prima.

 
 
 

PERSONAGGI

di Giusy Ranzini

MARCO

Marco ha solo 15 anni, è un migrante adolescente che vive in Danimarca, ma non ha mai avuto un’infanzia. È cresciuto in una famiglia legata alla criminalità organizzata. È un ragazzo dallo sguardo vivace e ardente, ma con tanta sofferenza negli occhi e nel cuore; dotato di una grande sensibilità che traspare nel rapporto con gli altri. La sua esistenza è squallida, fatta di piccoli furti ed accattonaggio: è un criminale, ma non pensa da criminale, non vuole rassegnarsi a questa misera condizione che gli è stata imposta dal destino. A nessuno importa della sua istruzione, ma Marco ha imparato di nascosto a leggere e scrivere perché ha sempre nutrito un amore istintivo verso il sapere e la lettura. Appena può, si rifugia nelle biblioteche della città dove scorre i titoli dei giornali e inizia un libro nuovo. La lettura è l’unico modo che ha per sfuggire la realtà e sognare una vita diversa. Quando può, gira per le strade di Copenaghen con un libro al quale si appiglia come se fosse la sua ancora di salvezza per una vita migliore, perché, come i ragazzi della sua età, sogna e progetta il suo futuro: aspetta di arrivare al diciottesimo anno d’età per iscriversi alla scuola serale di Frederiksberg e, in seguito, frequentare l’università. Sfrutta ogni occasione per poter apprendere più cose possibili, poiché è consapevole che solo in questo modo, potrà salvarsi.

 

 

CARL MØRK

Carl Mørck é un perfetto antieroe: un poliziotto irascibile, cinico e polemico, ma indubbiamente intuitivo; poco simpatico ai colleghi e poco amato dai suoi superiori a causa dei modi burberi e del suo comportamento che, a volte, sfiora l’insubordinazione. È un solitario che preferisce agire d’istinto senza seguire i canali ufficiali e questo gli concede una certa libertà di scelta dei casi da seguire e di manovra nelle indagini; si annoia quando è costretto ad occuparsi di casi insignificanti. Rientrato in servizio, dopo esser stato ferito in una sparatoria, viene messo a capo di una nuova sezione: la sezione Q, incaricata di occuparsi di crimini insoluti; mossa strategica per relegare lo scomodo poliziotto nell’interrato del palazzo. L’ispettore e la sua fidata sezione Q, costituiscono l’unica speranza per il protagonista Marco, per vivere, anziché fuggire. Sarà Marco, il piccolo straniero, ad aiutare Carl Mørck e la sua sezione ad alzare il velo sugli affari sporchi che vedono coinvolti diplomatici e funzionari statali, un complotto che si estende fino alla giungla dell’Africa centrale. L’interazione tra il poliziotto Carl e il ragazzo Marco, in alcuni momenti, raggiunge un’intensità tale che va al di là del rapporto poliziotto e ragazzo, ma assume la dolcezza e la tenerezza di un rapporto tra padre e figlio. Jussi Adler Olsen è convinto che il bene e il male possano convivere nella stessa persona, perciò la scelta del nome del suo poliziotto non è stata causale: Carl Mørck in danese significa “il re dell’oscurità”. Mørk diventa un grande compagno per il lettore perché è un personaggio ad alta densità di identificazione, in quanto ha una personalità con molte sfaccettature e, soprattutto, non lascia la scomodità drammatica degli avvenimenti fuori dalla propria vita.

 

 

Jussi Adler-Olsen


Jussi Adler-Olsen – (Copenaghen 1950) dopo avere svolto i lavori più vari è oggi scrittore a tempo pieno. Con la serie della Sezione Q guidata da Carl Mørck, ha ottenuto un immenso successo di critica e pubblico, con milioni di copie vendute nel mondo. I suoi libri, premiati da lettori, librai e critici, hanno conseguito importanti riconoscimenti internazionali. Da La donna in gabbia, Battuta di caccia e Il messaggio nella bottiglia sono stati tratti tre film per il grande schermo, mentre l’intera serie sarà oggetto di una trasposizione televisiva prodotta negli Stati Uniti.