L'egoismo del respiro

(recensione di Leonardo Di Lascia)




Autore: Giada Strapparava
Editore: Sensoinverso Edizioni
Pagine: 330
Genere: Noir
Anno pubblicazione: 2016


Quando ci è arrivata la mail di Giada, la cosa che mi aveva impressionato di più era l’amore che lei provava verso il suo libro, la voglia spasmodica di farlo leggere e di farsi conoscere, la voglia di uscire dall’anonimato e di affermare “ci sono anch’io!”

Il titolo mi aveva colpito molto: “L’egoismo del respiro” è una frase che all’apparenza non vuol dire nulla, ma che leggendo il libro si riesce a interpretare, e così, si capisce il messaggio che l’autrice vuole trasmettere. In fondo chi non è egoista nella propria vita?

Il libro è raccontato in prima persona da Colton Miller un trentaquattrenne senza famiglia e senza percezione del passato, un personaggio complicato, malato di aids, che viene colto da raptus di follia in cui sente il bisogno di uccidere e di vedere la sofferenza negli occhi delle sue vittime.

La doppia vita di Colton lo porta di giorno a essere un diligente lavoratore alla tavola calda “Hall” e di notte uno spietato killer, con fame di sofferenza. Una serie di bigliettini a lui indirizzati gli cambiano la vita. Un cacciatore può diventare preda?

È quello che succede al nostro antieroe, Miller, perché il cannibale, un killer spietato che si nutre con parti di corpo delle sue vittime lo sta cercando!

Durante questa ricerca/fuga dal killer, al nostro Colton tornano in mente dei flashback della sua vita passata che lo aiutano, tassello dopo tassello, a ricomporre il puzzle del male.

La cosa che mi ha colpito di questa giovane autrice è la capacità di descrizione e caratterizzazione dei personaggi: raramente in un’opera di un autore emergente se ne trovano di così completi e reali. I sentimenti e le emozioni che essi provano sono percepibili e mi ha entusiasmato il fatto che essi non si limitino a essere parte della storia stessa, ma possano anche essere estrapolati dal libro e fatti vivere di vita propria.

Il viaggio che s’intraprende tra le pagine di “L’egoismo del respiro” è un viaggio psicologico, dentro un mondo grigio e cupo, nelle menti e tra le varie personalità dei singoli personaggi. Quello che appare cela una realtà ben diversa. L’autrice non disdegna il lato cruento del thriller: ci sono alcuni passaggi veramente forti e chiari che non lasciano spazio all’immaginazione, come deve essere in un buon libro di questo genere.

Il ritmo della storia è serrato e incalzante, le pagine scorrono una dopo l’altra, per capire cosa succede dopo, finché non termini il libro e rimani di sasso, perché quello che pensavi non corrisponde a quello che è successo, è il colpo di scena, il “must” del romanzo thriller.

Mi piacerebbe che ci fosse un seguito a questo libro, o più che un seguito, il racconto dell’antefatto, potrebbe essere un’idea? Un libro che consiglio agli amanti del thriller, anche di quello psicologico, e per quanto riguarda Giada, brava, son molto curioso di leggere il tuo prossimo lavoro! Solo un appunto, molto personale: questa storia l’avrei vista bene anche ambientata in Italia.

Ora vi saluto che faccio un salto all’Hall a salutare dei vecchi amici.



L'AUTRICE - Giada Strapparava nasce il 21 Giugno del 1994, in provincia di Verona. È una grande appassionata di criminologia, mentalismo, medicina legale e naturopatia. L'egoismo del respiro è il suo romanzo d'esordio.